C'è una lezione che gli elettori hanno dato alla politica con il voto di domenica e lunedì. Hanno dimostrato di essere più intelligenti di quanto vorrebbe fargli credere chi fa le leggi.
C’è una regola che sembrava saggia e invece si è rivelata stupida. Il limite di due mandati consecutivi per i sindaci — introdotto con quella sicumera riformatrice che periodicamente colpisce il legislatore italiano — ha prodotto per anni un effetto paradossale: ha tolto ai cittadini la possibilità di confermare chi governava bene, costringendo i Partiti a inventarsi candidati alternativi. Spesso meno capaci. Una limitazione della democrazia spacciata per sua protezione.
Il voto di domenica e lunedì nei nove comuni ciociari ha scritto la sentenza definitiva su quella norma. A Belmonte Castello, Boville Ernica, Fontana Liri e Trevi nel Lazio — quattro Comuni su nove, quasi il 50% del campione — gli elettori hanno detto no ai sindaci uscenti che chiedevano il terzo mandato. Da soli, senza bisogno che nessuna legge glielo impedisse. Hanno valutato, hanno scelto, hanno cambiato quando hanno ritenuto che fosse il momento giusto. Esattamente come si fa in una democrazia matura.
La capacità di giudizio degli elettori, evidentemente, era già lì. Non aveva bisogno di tutele paternalistiche. Aveva bisogno soltanto di essere rispettata.
L’alibi delle coalizioni trasversali

Lo stesso ragionamento vale per le coalizioni cosiddette spurie: quelle trasversali, civiche, che mescolano orientamenti diversi, centrosinistra e centrodestra sotto un programma comune. La politica nazionale le guarda con sospetto, come se fossero un’anomalia da correggere.
Ma gli elettori di Pontecorvo hanno premiato Anselmo Rotondo con una coalizione in cui convivevano un’ex deputata della Lega e una candidata delle Regionali del PD. E lo hanno fatto con piena consapevolezza.
Il punto è semplice: Lega e Movimento 5 Stelle hanno governato insieme il Paese. Il Governo Draghi ha raggiunto campi ancora più larghi. Se era lecito a Roma, a Montecitorio, a Palazzo Chigi, perché non dovrebbe esserlo a Pontecorvo, Ferentino o Veroli o Sora? La risposta dei cittadini ciociari è da anni la stessa: non dovrebbe esserlo se non funziona, e dovrebbe esserlo se funziona. Il programma prima dei simboli. Le persone prima delle sigle.
Il civismo non è una moda — è una risposta razionale a Partiti che hanno smesso di essere radicati nel territorio. Finché i Partiti non torneranno ad esserlo, il civismo continuerà a vincere. E gli elettori continueranno a dimostrare di saper votare meglio di quanto il legislatore abbia mai creduto.


