Vittorio Sgarbi è in Terapia Intensiva al Gemelli. Il suo non è il caso di un uomo depresso: c'è qualcosa di molto più profondo nel sindaco di Arpino. E parte dalla sua genialità.
«Vi faremo la cosa peggiore che si possa fare a un avversario: vi toglieremo il nemico». La pronunciò Georgij Arbatov, storico consigliere dei segretari del Pcus, rivolgendosi all’Occidente nel 1989, nel pieno del crollo del blocco sovietico. Una frase tragicamente profetica: per quasi mezzo secolo la coesione e l’identità stessa della Nato si erano rette sulla contrapposizione a un nemico riconoscibile. Senza l’Unione Sovietica a fare da contrappeso, l’Occidente si ritrovò improvvisamente disorientato, privo di una bussola.
C’è un parallelismo quasi involontario con quanto accade in queste ore al sindaco di Arpino Vittorio Sgarbi, ricoverato dalla notte scorsa in Terapia Intensiva al Policlinico Gemelli, in condizioni definite gravi dai medici.

Critico d’arte, politico, polemista sopraffino, capace come pochi altri di occupare la scena televisiva, Sgarbi ha un’età nella quale la prospettiva di vita è ancora ampia. Nei mesi scorsi aveva raccontato lui stesso, in un’intervista, di avere sofferto una brutta depressione, di essersi isolato, di non mangiare più: capita.
Il fatto è che Sgarbi, all’improvviso, si è trovato senza il suo palcoscenico. Sono mancati i pochi che, con dialettica, preparazione e cultura, riuscivano a tenergli testa. E che, in qualche modo, alimentavano la sua voglia di confronto e di sfida. Poi la vicenda che lo portò alle dimissioni da sottosegretario alla Cultura: l’accusa di avere approfittato di un quadro del pittore Rutilio Manetti, rivelatasi infondata e chiusa con l’assoluzione. Ma intanto il Sottosegretariato era andato perduto.
Sgarbi si è ritrovato senza nemici, senza avversari, senza interlocutori. Il suo non è il caso di un uomo depresso. È il dramma di un genio che, poco alla volta, si è ritrovato da solo: privato, come l’Occidente di Arbatov, proprio di ciò che lo teneva vivo: la battaglia.
Senza Ricevuta di Ritorno.



