Teleuniverso, 47 anni di coraggio normale: dalla camera da letto

I 47 anni di Teleuniverso. Nata per una sfida, cresciuta in una camera da letto, entrata nelle case di tutti i ciociari e buona parte dei laziali. Rimanendo sempre fedele a se stessa ed ai principi tracciati da Mario Magnapera

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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Negli Anni 70 ci fu un pezzo d’Italia che si lanciò nel vuoto senza paracadute. Nemmeno era ben consapevole di ciò che faceva. Nacquero così le “tv libere” così si chiamavano allora: pionieristiche, improvvisate, geniali, coraggiose. Rompevano il monopolio Rai e portavano nello scenario mondi che fino a quel momento erano rimasti lontani dai riflettori.

Nascevano in garage, in magazzini, in stanze piene di cavi, sogni e pochissime certezze. Teleuniverso è figlia di quella stagione. È nata il 4 dicembre 1978: in un garage dismesso, mentre il trasmettitore urlava giorno e soprattutto notte da una camera da letto. Quella del fondatore Mario Magnapera insieme alla moglie Amelia che ad un certo punto (saggezza delle donne) disse in questa stanza o io o quel coso.

Non lo sapeva ma così gettava le basi per la nascita di un’azienda che non era più solo un hobby, Una realtà che è sopravvissuta a tutto ciò che è arrivato dopo: il ciclone dei network, il terremoto Berlusconi, la normativa Mammì che ha riscritto le regole del gioco. La rivoluzione del Digitale Terrestre

Senza tradire la sua natura

Teleuniverso ha resistito. Ha cambiato pelle, linguaggio, mezzi, ma non ha mai cambiato la sua natura: essere una tv che parla al territorio senza tradirlo.

Serve coraggio per non cedere alla tentazione di vendere tutto, come altri hanno fatto. C’è voluto il coraggio folle della famiglia Magnapera: un coraggio normale, quotidiano. Quello che Giorgio Perlasca definì la “banalità del bene”. 

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Non servono eroi in posa, servono persone che ogni giorno fanno la cosa giusta. Senza proclami, con pochi compromessi e tantissima passione. Teleuniverso è esattamente questo. Una storia di gente che ha creduto che una telecamera accesa potesse diventare un servizio. Che un segnale pulito potesse essere un gesto d’amore verso la propria comunità.

Con lo stesso spirito tracciato da Mario e Amelia Magnapera ed il figlio Peppe che il destino ci ha portato via troppo presto. Lo spirito che stanno portando avanti i fratelli Domenico, Tonino, Rocco e Carla Magnapera, che stanno preparando la prossima generazione. Perché quel salto nel vuoto non finisca mai.

Senza Ricevuta di Ritorno.