Una madre, una figlia disabile, un maglione steso al sole. Da gesto quotidiano a “reato condominiale”. Ad una donna di 68 anni è stato detto che dovrà lasciare casa sua. Non per morosità ma per avere attirato troppa attenzione. È così che muore la solidarietà.
Una volta bastava il rumore di una tapparella che non si alzava, una luce rimasta spenta per troppe sere, la posta che si accumulava sullo zerbino per far scattare l’allarme. Non quello delle sirene ma quello umano: il vicino di casa che bussava, il panettiere che si insospettava, la portinaia che avvisava i parenti. Era il tempo in cui la parola “comunità” aveva un significato pieno, rotondo, solidale. Il problema di uno era il problema di tutti, la gioia di uno era la gioia di tutto il vicinato.
Oggi basta un maglione steso ad asciugare per finire ai margini di un condominio e poi ai margini della società.
Accade ad una donna di 68 anni: da tredici vive nello stesso residence con la figlia, disabile gravissima dopo un incidente stradale accaduto quando era bambina. E la mamma ha un tumore.
La cura, la solleva, la mette sulla carrozzina, la accompagna, stringe i denti. Non chiede molto: solo un po’ d’aria e sole per asciugare il bucato di sua figlia, sul retro del palazzo, non sulla strada.
Ma le scattano fotografie di nascosto, le inviano all’amministratore che la diffida, ora persino la notizia che dovrà lasciare casa sua perché “ha attirato troppa attenzione”. Non le rinnoveranno il contratto d’affitto.
Il paradosso della disumanità che ci rende lontani

Siamo al paradosso della disumanità. Un maglione steso in un angolo del terrazzo. Ma tanto è bastato per mobilitare l’apparato sanzionatorio del vivere moderno: quello che difende il regolamento prima della persona.
Un tempo, nel quartiere, ci si aiutava. Oggi si documenta, si denuncia, si fotografa di nascosto. E se una madre accudisce da sola una figlia disabile in un alloggio troppo stretto e con due tumori? “Non importa, stenda da un’altra parte. O meglio: vada via.”
Abbiamo smesso di riconoscere l’umano nei nostri simili. Abbiamo trasformato la solidarietà in fastidio. Il problema non è il maglione steso. Il problema siamo noi, che abbiamo smesso di esserci.
E il fatto che questa vicenda necessiti di “mediazione” dice tutto: prima bastava un pizzico di empatia. Oggi serve un avvocato.
Senza Ricevuta di Ritorno
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).



