Fino al 1980 il 6 gennaio era un giorno speciale per Isola del Liri e tanti altri paesi. L'Epifania della polizia municipale era una tradizione in cui la comunità si stringeva attorno al corpo dei Vigili per ringraziarlo del servizio svolto nei confronti della collettività
La Befana dei Vigili Urbani a Isola del Liri è una tradizione che oggi sembra appartenere a un altro mondo. Non ne restano che fotografie in bianco e nero, un po’ ingiallite, capaci però di riportare alla luce un tempo in cui erano le piccole cose a emozionare davvero animi e cuori.
In ogni paese, piccolo o grande che fosse, i Vigili Urbani avevano il loro giorno di festa. Ma non lo decidevano loro. Era l’intera comunità a celebrarlo. In ogni quadrivio importante della città comparivano doni, pensieri, gesti di riconoscenza. Un ringraziamento spontaneo per chi era presente 365 giorni l’anno nella vita quotidiana dei cittadini.
La festa di tutti per ringraziare i Vigili
Le colonnine dei vigili si riempivano di panettoni, bottiglie, salumi. A volte persino di bombole del gas. Regali lasciati spontaneamente, con entusiasmo, nei punti nevralgici della città dove il vigile dirigeva il traffico. Senza quelle fotografie oggi sembrerebbero storie inventate: invece erano realtà quotidiana.
”Qualche giorno prima dell’Epifania nelle fabbriche, nelle strade, nei bar, nei generi alimentari chiunque faceva la sua offerta – ricordano gli anziani -. Gli Alimentari offrivano da mangiare. Le collette, una volta raggiunta la somma stabilita, venivano investite in prodotti natalizi. Era una festa: ognuno metteva del suo in maniera volontaria e lo faceva con passione: il vigile per noi era uno di casa”.
I ricordi di Antonietta Piedimonte

La storia romantica dell’Epifania dei Vigili Urbani la racconta Antonietta Piedimonte (che per mezzo secolo ha gestito il Bar Cinemateatro oggi ceduto ai figli Giorgio e Silvia). È la figlia di Ferdinando, che per 30 anni ha indossato la divisa di vigile urbano di Isola del Liri.
”Era una gioia per noi figli e per papà – raccontano sua figlia Antonietta e sua moglie Vittoria – . Per la festa dell’Epifania dei vigili si mobilitava tutta Isola del Liri. Dai proprietari della fabbriche, agli operai: nessuno si tirava indietro era una corsa a comprare panettoni, bottiglie, giocattoli.Il lanificio D’Ambrosio forniva scatoloni di lana e di coperte, le ditte di trasporti casse di vini e spumanti,i titolari di altre fabbriche panettoni e pandori. Pensate che c’erano tanti di quei regali che riempivano la carreggiata per una ventina di metri su via Napoli sino al Capocroce”.
Una tradizione purtroppo terminata nel 1980

Antonietta continua a sfogliare l’album dei ricordi.“Mi sono sposata il 30 giugno del 1973 – continua –. Ed al ristorante non ordinammo nessuna bevanda, portammo casse di spumante e di vini che avevano regalato a mio padre all’epifania di quell’anno. Questo vi fa capire quanto fosse sentita la festa dei Vigili Urbani e quanto ricevevano”.
“Un anno papà tornò addirittura con uno slittino da neve, forse era il 1958, l’anno prima eravamo stati sommersi dalla coltre bianca. Per quello forse nei regali l’avevano inserito nei pacchi – ha chiosato Antonietta -. Papà non ha mai comprato bambole o giocattoli a me e i miei fratelli, arrivava tutto alla Befana, una festa nella festa. Un’emozione a ricordare quei momenti, era una vità più semplice e spensierata”.
Ciò che resta oggi
Una tradizione nata nel primo dopoguerra e conclusasi intorno al 1980, quando il tempo cominciò a cambiare ritmo e sensibilità. Oggi quella Befana non esiste più. Non perché manchino i Vigili Urbani o il loro impegno ma perché è cambiato il modo di stare insieme. È cambiato il rapporto tra istituzioni e cittadini, tra servizio e riconoscenza. La gratitudine si è fatta silenziosa, quando non è scomparsa del tutto.

Eppure quelle fotografie raccontano qualcosa che vale ancora la pena ricordare: un paese che sapeva dire grazie senza cerimonie, senza proclami, senza social. Un paese in cui il vigile non era “l’autorità” ma una presenza familiare, quotidiana, quasi domestica. Una sicurezza per tutti. Erano gli anni in cui i portoni di casa venivano lasciati aperti o con le chiavi inserite all’esterno nella serratura.
Forse non torneranno più le colonnine piene di panettoni. Ma il senso di quella festa, sì, potrebbe tornare. Perché una comunità vive davvero solo quando non dimentica chi la custodisce, giorno dopo giorno, anche quando nessuno guarda.
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(Nella foto di copertina il dottor Romolo Pizzuti e suo cognato Alfio La Spina consegnano una pacco al vigile Emilio Paolucci nel giorno dell’Epifania ad Isola del Liri).




