L'estrazione dei biglietti vincenti della "Lotteria Italia" porta alla memoria la storia del gelataio di Isola del Liri che nel 1930 vinse una fortuna a Dublino. Morì nel 1959 a Fiuggi mentre era in vacanza
Ciociaria terra di fortuna e di fortunati. Quest’anno i biglietti vincenti della “Lotteria Italia” venduti in provincia ed abbinati alla trasmissione dei pacchi di Stefano De Martino sono stati ”solo” quattro: uno da centomila euro acquistato a Castrocielo, gli altri da 20 mila sparsi tra Isola del Liri, Anagni e Ferentino.
La “Lotteria Italia” abbinata con l’ultima puntata di Canzonissima, Fantastico e poi di tanti programmi del primo canale Rai, per oltre mezzo secolo ha rappresentato il “sogno” italiano di cambiare vita. Oggi con tutte le lotterie istantanee e con i gratta e vinci si è perso il romanticismo di quell’Epifania, dove tutti rimanevano incollati davanti al televisore. Ed il giorno dopo si usciva presto per arrivare prima nelle edicole per acquistare i quotidiani che riportavano le serie vincenti dei biglietti. Alle 9 del mattino erano già tutti finiti.
Ciociaria terra fortunata

Due volte il primo premio. Nel 1994 il biglietto vincente abbinato al primo premio della Lotteria Italia da 6 miliardi di lire fu venduto a Casamari. Fu subito caccia al fortunato e ben presto si capì che non era stato un turista domenicale in visita all’Abbazia, ma che la somma era rimasta in Ciociaria. C’è chi ancora oggi si morde le mani: il presidente dell’Isola Liri di allora aveva la serie ed il biglietto con il numero successivo a quello che aveva vinto.
Ventiquattro anni dopo, nel 2018, il primo premio torna nella nostra terra, questa volta è sull’asse nazionale sull’A1 Roma-Napoli venduto nell’area di servizio “La Macchia” ad Anagni. Potrebbe essere finito ovunque nella nostra penisola, ma potrebbe anche essere rimasto in città.
Chi è diventato Paperon dei Paperoni con le lotterie non è stato mai semplice capirlo, ma di uno abbiamo nome e cognome.
La favola di Emilio

Nato sulle sponde del Liri. Si chiamava Emilio Scala, terzo di 11 figli nato ad Isola del Liri nel 1885, ed emigrato in Inghilterra alla fine del Primo Conflitto Mondiale. Risiedeva a Londra, dove rimase tutta la vita. I suoi inizi furono dettati più dal coraggio che dalla ragione, si guadagnava la giornata vendendo i gelati per strada con la sua bicicletta.
Una vita dignitosa da emigrante, non sapendo che sarebbe entrato nella storia dei Guinness dei primati. Emilio Scala fece il suo ingresso in quella graduatoria nel 1930, nel capitolo legato alle vincite più alte di una lotteria. Merito di un biglietto della lotteria d Dublino (Irlanda).
Sbancò letteralmente il montepremi realizzando la più alta vincita di denaro della prima metà del ‘900. La somma che finì nelle sue tasche per l’esattezza fu di 345.725 sterline (un miliardo e cento milioni delle vecchie lire), per quel tempo, inutile sottolinearlo, un’autentica fortuna. Ma anche per i tempi nostri: sarebbero stati un milione e 723mila 083 euro.
Il ritorno ad Isola, le case acquistate ai fratelli
Entrò in possesso dell’enorme fortuna in denaro solo nel 1934. Non dimenticò la sua famiglia ed i suoi fratelli in Italia, ai quali comprò a tutti una casa. Tornò ad Isola del Liri nel 1936 con un’auto di lusso ed una telecamera.
A lui si devono le riprese di famiglia sul ponte della cascata Grande del Liri (filmato che sui social erroneamente attribuiscono ad un americano in vacanza) una domenica mattina e nel pomeriggio si divertì a filmare le prime immagini di una partita di calcio allo stadio Mangoni, tra l’Isola Liri e l’Urbetevere.
Tutti i suoi discendenti ad Isola del Liri hanno abitato nelle case che comprò prima della guerra a tutti i suoi fratelli. Emilio Scala, non lavorò più, visse di rendita e morì nella sua amata Ciociaria. Era il 29 giugno del 1959, fu stroncato da un infarto a Fiuggi mentre trascorreva le sue vacanze estive.
La fortuna passa, le storie restano

Alla fine, tra biglietti vincenti, serie fortunate e sogni coltivati davanti alla televisione, resta una certezza: la fortuna passa, le storie restano. E sono proprio quelle storie a dire qualcosa di più profondo di una cifra stampata su un tagliando.
La Ciociaria, terra abituata al lavoro duro e alla pazienza, quando incontra la sorte non la vive come uno strappo ma come un racconto da tramandare. Dai biglietti comprati quasi per gioco alle vincite che cambiano destini, fino alla parabola di Emilio Scala, che trasformò un colpo di fortuna in memoria collettiva, case, immagini, radici rinsaldate.
Forse è questo il vero premio: non l’assegno, ma ciò che resta quando il denaro smette di fare notizia. Le foto in bianco e nero, le pellicole tremolanti, le famiglie che ancora oggi abitano quelle stesse case.
La Lotteria Italia continuerà a regalare sogni. Qualcuno vincerà, molti no. Ma in Ciociaria, come sempre, anche la fortuna, quando arriva, diventa una storia da raccontare. E in fondo è questo che la rende davvero memorabile.



