Nata nel 1926 ma con origini che risalgono al 1198, la Provincia di Frosinone arriva a 99 anni dopo secoli di cambi di confine, declassamenti e ricomposizioni territoriali. Un percorso ancora aperto, mentre ci si prepara al centenario con nuove iniziative e obiettivi di coesione.
di Giancarlo Pizzutelli
Nel silenzio quasi assoluto, la Provincia di Frosinone ha spento le sue 99 candeline. Era il 6 dicembre 1926 quando il Consiglio dei Ministri istituiva 17 nuove province, tra le quali Frosinone.
In realtà per Frosinone si trattò di una re-istituzione in quanto la città era stata capoluogo per secoli della provincia pontificia di Campagna e Marittima (poi Delegazione Apostolica di Frosinone).
Frosinone Provincia già nel 1198

Per la precisione, la Provincia fu istituita da Papa Innocenzo III nel 1198 (è quindi tra le più antiche d’Italia) e, dopo un periodo di sedi itineranti tra i centri principali della Provincia, il Rettore – poi Governatore – si stabilì definitivamente a Frosinone dal 1557. Frosinone fu tra le sedi itineranti appena citate, come dimostrano documenti importanti tratti dall’Archivio Caetani risalenti fino al 1295.
Con l’Unità d’Italia Frosinone fu declassata a Circondario (privo della fascia costiera) per poi, come detto, essere ristabilita come Provincia il 6 dicembre di 99 anni fa. Il territorio, però, venne nettamente cambiato. Se in epoca pontificia la Provincia andava da Labico a Ceprano con l’aggiunta dell’exclave di Pontecorvo nella Valle Latina e da Velletri a Terracina nella zona marittima e pontina con la riforma del 1926 si è avuta una “traslazione ad Est” del territorio che ha perso la zona litoranea in seguito attribuita (nel 1934) alla neonata Provincia di Littoria – poi Latina e, forse per compensazione, ha acquisito la parte settentrionale della Provincia di Caserta.
In effetti la superficie totale è rimasta pressochè invariata mentre la popolazione è aumentata rispetto alla vecchia configurazione.
La popolazione
Col passare degli anni la popolazione si è così evoluta:
| Anno | Popolazione |
| 1921 | 424.634 |
| 1931 | 432.065 |
| 1936 | 445.607 |
| 1951 | 468.594 |
| 1961 | 438.254 |
| 1971 | 422.630 |
| 1981 | 460.395 |
| 1991 | 479.559 |
| 2001 | 484.566 |
| 2011 | 492.661 |
| 2021 | 470.689 |

La strategia del Governo era altresì orientata ad accrescere il peso del Lazio ampliandone la superficie come fu fatto anche con la Provincia di Rieti che inglobò il Circondario di Cittaducale, precedentemente appartenente alla Provincia dell’Aquila.
Per quanto riguarda il Lazio Meridionale, in effetti, fu ristabilito, a grandi linee, il territorio originario del Latium di antica memoria successivamente ricalcato dal Ducato Romano altomedioevale, prima del suo smembramento ad opera dei Longobardi nell’VIII secolo.
In sostanza ne è derivata una nuova aggregazione che ha richiesto uno sforzo di integrazione molto importante e che ancora, al giorno d’oggi, non può dirsi completato. (Leggi qui: Tra regnicoli e papalini: una provincia, due identità).
Dopo la riforma
La Provincia ha svolto un ruolo molto importante in tal senso ma la riforma Del Rio con il declassamento ad organo di II livello rischia di inficiare tutti i sacrifici profusi.
La classifica sulla Qualità della vita del Sole 24 Ore è indicativa in tal senso
| Anno | Posizione in classifica |
| 1990 | 66 |
| 1995 | 74 |
| 2000 | 89 |
| 2005 | 70 |
| 2010 | 84 |
| 2015 | 84 |
| 2020 | 85 |
| 2025 | 85 |
Probabilmente è soprattutto nell’ambito sportivo che si sta riuscendo ad ottenere un solido spirito unitario provinciale stando almeno alla distribuzione territoriale del tifo per il Frosinone Calcio.
Con lo stesso approccio, approfittando dell’approssimarsi del 100° anniversario, il presidente Luca Di Stefano si prepara a stimolare risultati simili in tutti gli altri ambiti. Con una serie di iniziative che metta la Provincia al centro.



