L’antilope, gli aerei e la Cederna: quando Leone si dimise per nulla

Il 15 giugno 1978 si dimette il Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Era completamente estraneo alle accuse di avere brigato con la Lockeed per fornire gli Hercules C130 alle forze armate italiane. Semplicemente, quei velivoli erano i migliori. Ma la macchina del fango fece già all'epoca il suo maledetto dovere

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Giovanni Leone, il Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone, arrivò a Cassino nel 1974, quasi quattro anni esatti prima dalle dimissioni a cui fu costretto dallo scandalo Lockheed. A ricevere il Capo dello Stato fu l’allora Sindaco Antonio Grazio Ferraro. Ed a lui, idealmente alla Città Martire fregiata dell’Oro al Valore, Leone si rivolse con queste parole. “Cassino è assurta a simbolo ed emblema dell’inutilità della ferocia, dell’assurdità, della crudeltà della guerra. Ma Cassino è assurta anche a simbolo di fiera, decisa e risoluta volontà di risorgere”.

E ancora: “Io sono qui, cittadini di Cassino e della plaga, espressione ed interprete dell’animo e del sentimento della Nazione per rinnovare a voi l’attestazione di riconoscenza e di riverenza per il vostro lungo e amaro Calvario”. Quello ed “il senso di commosso ricordo delle vittime civili, esaltazione della vostra significativa capacità di rinascere“.

Un Presidente nella Città Martire di Ferraro

Il presidente della Repubblica Giovanni Leone con l’abate Martino Matronola (Foto: Archivio Storico Presidenza della Repubblica)

Non fu l’ultima volta che quel gioviale docente napoletano di Diritto interpretò il sentimento della Nazione, ma di certo fu una delle più commoventi prima che Leone diventasse… un’antilope complottista.

Antelope Gobbler venne citato negli atti di una Commissione parlamentare per la prima volta l’11 ottobre del 1976. E Antelope Gobbler era colui che, ai vertici dello Stato Italiano, aveva permesso al gigante statunitense Lockheed di fare una cosa molto ‘meregana’. Cioè inondare il Bel Paese di mazzette multimilionarie per accaparrarsi commesse con tanti zeri sugli aerei militari, i famosi Hercules C130.

Antelope Gobbler era un nome in codice usato dai faccendieri americani che pucciavano in Italia a caccia di politici di rango e generaloni da corrompere. Era emerso dagli atti della Commissione Church. Un team che negli Usa e dal 1975, indagava sulle tangenti che avevano portato ai terremoti in Italia, Giappone e Paesi Bassi.

Lo Scandalo Lockheed, anzi: gli scandali

Un Lockheed_Hercules-C-130 delle Forze Armate Italiane

Slavine politiche note come “Scandali Lockheed”. Fu a quel punto che i giornalisti italiani e i politici meno “atlantici”, cioè più lontani dalle linee guida della Nato, si sbizzarrirono per dare un volto ad “Antelope”. Alla fine, secondo il settimanale L’Espresso, la parlamentare Emma Bonino e quel fulmine di guerra di Camilla Cederna l’enigma venne risolto decrittando quel nome così ricco di sessappiglio da spy story. Inciso: quel genio pop della Cederna avrebbe dato un’altra egregia prova di sé schierandosi a favore dell’arresto di Enzo Tortora nel noto abbaglio giudiziario per droga e camorra. A suo avviso lombrosiano il conduttore aveva i tratti del ‘malommo’.

Ma veniamo al rebus di quel nome. “Gobble”, in inglese significa “mangiare con voracità”, e “Antelope” ovviamente significa antilope. Chi è che mangia le antilopi? Il leone, ovviamente. Ergo e mica cotica ché qua i neuroni si sprecano, il mistero venne risolto e mister X ebbe un nome.

Equivoci, abbagli e supercazzole

Il presidente Giovanni Leone con il presidente Usa Gerald Ford nel 1974 (Foto: US government, White House, Office of President of the United States of America)

Il nome di Giovanni Leone appunto. Proprio lui, presidente democristiano della strademocristiana Repubblica, sarebbe stato in vulgata media l’uomo chiave dello Scandalo Lockheed. Tutto perfetto, se non che Leone, unico presidente italiano della storia a dimettersi, nello scandalo Lockheed c’entrava come le cotiche nel cappuccino. E si sarebbe dimostrato estraneo ad ogni legame con quella torbida pagina di storia. A dimostrarlo gli atti di due Commissioni parlamentari e del relativo processo. Dibattimento peraltro eccezionalmente tenutosi in Corte Costituzionale e senza appello.

Tra l’altro i tabulati degli 007 dell’epoca indicavano il nome in codice come Antelope Cobbler, con la C, non Gobbler, e Cobbler in inglese significa ciabattino, scarparo in pratica. L’interpretazione cederniana però consentiva di puntare la tacca di mira su Leone e restò mainstream nei salotti della politica di sinistra. Alla fine il quadro della vicenda, conclusasi con sei condanne a livelli politici e militari altissimi e con una contabilità monstre, divenne abbastanza esaustivo.

Lo diventò grazie alle dichiarazioni di una gola profonda che aveva operato anche nello scandalo gemello in Giappone. Il casino cioè che poi portò all’arresto del ministro Tanaka. Costui era Ernest Hauser, considerato un agente industriale ma da molti indicato come una “barba finta” della Cia non immune alle lusinghe di qualche mega mazzetta. Quadro d’insieme: gli Usa avevano un interesse convergente con quelli privati e di cazzimma mercatale della Lockheed, specie in Italia.

Gli interessi di Zio Sam

Pietro Ingrao – Archivio Fondazione Pietro Ingrao

A differenza degli altri aerei scartati l’Hercules C 130 infatti aveva un’autonomia di oltre 4000 chilometri. Con l’Italia protesa verso il Medio Oriente a fare da trampolino militare per gli interessi americani in aree caldissime. Poi con Guerra Fredda e ring arabo-israeliano già in piena fregola il dato fu palese. Quel bisonte volante non era solo il più adatto a far arricchire politici corruttibili e finanzieri crapuloni. Era anche il migliore per raggiungere con discrezione e carichi non certo di Pavesini le aree calde.

Aree dove gli interessi di Zio Sam e dei suoi vassalli meritavano discreta ma immediata presenza. Geopolitica spiccia insomma, poco complottarda o complottarda quanto bastava. Gli Hercules erano capaci di volare sotto quote radar pur essendo bestioni da 35 tonnellate franco carico. Queste “confidenze” furono fatte da Hauser anche al deputato comunista Massimo Pinto. E Pinto preparò un memoriale alto come l’elenco telefonico di New York.

Ma la presidenza della Camera a Pietro Ingrao dopo il voto del tentato “sorpasso” del ’76 impedì miracolosamente di spargere fango come sarebbe accaduto invece con Leone. Il ‘compromesso storico‘ stava germinando quanto meno come concetto. E compromettere il compromesso sarebbe stato eresia.

Aria di compromesso storico

Il guaio è che molti di questi velivoli acquistati non erano per effettivo utilizzo operativo. Venivano solo cannibalizzati per prendere le parti di ricambio utili a quelli effettivamente adibiti al decollo. Uno di questi, utilizzato per un volo addestrativo dell’Accademia navale di Livorno, precipitò a Monte Serra.

Cadde proprio mentre la Seconda commissione sullo scandalo Lockheed si riuniva: morirono 43 persone. La Cederna non indagò. Non avevamo dubbi.