Dopo la guerra venite a Philadelphia (Storie nella Storia)

Roberto Molle

Associazione Battaglia di Cassino - Centro studi e ricerche

14 Febbraio 1944 il monte Castellone, quota 771, situato tra Villa Santa Lucia e Terelle, è cosparso di morti e feriti sia tedeschi che americani. Due giorni prima gli uomini del Generale Baade, il 200° Reggimento Panzergrenadier e del 4° HochGebjrsJager, avevano combattuto aspramente contro i soldati americani della 36ma Divisione Texas per il possesso di quella collina.

Nella fase finale della I Battaglia di Cassino, i primi giorni di febbraio 1944, i soldati americani erano riusciti ad attraversare il Fiume Rapido, prendere Caira, salire sino al Monte Castellone e convergere poi verso l’Abbazia sino a prendere la fondamentale quota 593, il calvario. Anche se lo scopo degli Alleati era di arrivare sino in abbazia, comunque si trattava di un grande successo tattico in quanto i tedeschi, asserragliati nella città e nelle quota intorno al Monastero, aveva il nemico di fronte e di dietro.
Quindi il 12 febbraio i tedeschi vanno all’attacco per riprendere il Castellone, operazione Michael. L’attacco ha successo ma quanto i tedeschi si trovano sulla cima vengono colpiti dalle proprie artiglierie e sono costretti a ritirarsi.

 

Vista aerea del campo di battaglia. (elaborazione da google earth di Roberto Molle)

 

Durante la battaglia di Cassino vi sono state molte tregue, momenti in cui la guerra si interrompeva e si raccoglievano i morti e feriti sul campo di battaglia, certamente la più famosa è proprio questa, effettuata il giorno prima che la stupidità umana cancellasse con un massiccio bombardamento, l’Abbazia di Montecassino con la morte di circa 300 civili.

 

Un barelliere tedesco del 4 HochGebjrsJager con un barelliere della 36 Div Texas; a terra un caduto tedesco. (NARA Archives)

 

Il colonnello Behr, comandante del 200 PG, inviò il maggiore medico Wauer dagli americani sul Monte Castellone a chiedere una tregua di tre ore per poter raccogliere i morti ed i feriti sul campo di battaglia; gli americani acconsentirono, era anche nel loro interesse. La tregua iniziò alle ore 9.00 e funzionò senza intoppi; su richiesta tedesca venne allungata di altre due ore e trenta minuti, con l’approvazione del generale Fred. L. Walker, comandante della Divisione Texas.

 

Il tenente colonnello Hal Reese, dello stato maggiore della 36ª Divisione US, si incontrò con alcuni soldati tedeschi sul costone ovest del Monte Castellone. Di tale incontro, molto cordiale, testimoniato dalla famosa fotografia, vi è traccia nel diario del 4 Hochgebirgsjäger dove uno dei tedeschi presenti ricorda: «Il 14 febbraio alle ore 12:10, all’altezza di quota 706, da lontano riuscii a riconoscere tre elmetti non nostri ma dei nostri nemici che mi venivano incontro, lasciai subito il mio nascondiglio e gli andai incontro; così vidi che il nemico non era armato; arrivato vicino mi accorsi che erano americani che sentii imprecare nella loro lingua e usavano diverse parolacce.

Il primo era un colonnello e due maggiori e non erano neanche in divisa ma erano vestiti sportivi. Scuotendo la testa dicevano che la guerra era una disgrazia e senza ragione, il colonnello mi porse la sua carta da visita con il suo indirizzo, parlandomi in tedesco mi invitò ad andare in America a Philadelphia dopo la guerra”».

 

La famosa foto della tregua del Castellone 14 febbraio 1944, il primo a destra il Colonnello Al Reese

 

Si scambiarono qualche parola, sigarette e cioccolata, mentre svolgevano l’opera pietosa della raccolta dei propri caduti e dei feriti. Dei soldati tedeschi non sappiamo cosa accadde ma quel giorno il colonnello Al Reese non sapeva che non avrebbe potuto comunque onorare il suo invito: cadrà il 1 giugno 1944 alle porte di Velletri.

Rimane una foto icona della battaglia di Cassino, che mostra soldati nemici che poco prima si stavano per uccidere e che poco dopo continueranno a farlo; in quel momento si guardarono negli occhi e scoprirono di non essere poi così diversi, la guerra era sospesa e poco dopo avrebbero tentato di ammazzarsi a vicenda: erano ragazzi in armi, a cui era stata rubata la gioventù e probabilmente la vita, lontani da casa, senza notizie dei propri famigliari, sotto la pioggia la neve il gelo, al riparo in una buca umica sotto le bombe nemiche, con una sola prospettiva uccidere o essere uccisi…erano anche loro vittime di guerra.

Un gruppo di tedeschi del 4 HochGebjrsjager durante la tregua del Monte Castellone (NARA Archives)
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