La seconda settimana di luglio Isola del Liri celebra l'antica ricorrenza che risale alla notte dei tempi. Una tradizione che ha resistito al terremoto del 1914 ed alla guerra con il Cristo e la Croce rimasti intatti. La fiera del giocattolo e delle merci ha reso l'appuntamento sempre più sentito. Ed oggi si pensa di coinvolgere più punti della città e non solo il centro storico ed il rione Pirandello
La seconda settimana di luglio per la città di Isola del Liri è festa grande. La fiera del giocattolo e delle merci fanno da contorno a quella religiosa del SS. Crocifisso, che si conclude sempre il lunedì successivo con l’esibizione di un big della canzone italiana. Festeggiamenti particolarmente sentiti per molti migranti, che tornano in città per non cancellare tradizioni e ricordi della loro gioventù.
La prima fiera datata 1833
La prima fiera del giocattolo e delle merci, infatti, secondo alcune testimonianze trascritte su articoli e libri dell’epoca risalirebbe al 1833: ”Un enorme concorso di persone – si legge in un articolo del 14 luglio 1933 – del paese e di forestieri rendevano animatissime le vie e le piazze: innumerevoli ragazzi facevano rintonare l’aria con suono delle abituali trombette di latta e dei rituali campanelli di terracotta“.

“E così il centenario della tradizionale festa del SS. Crocifisso è stato celebrato in maniera degna ed indimenticabile, ma contrariamente al Presidente del Dopolavoro, non è stato possibile impiegare qualche somma di denaro a favore dei disoccupati, perché i fondi raccolti sono riusciti inferiori alle spese”.
Sacro e profano
La Croce del SS. Crocifisso, però, ha una storia che si perde nella notte dei tempi per la popolazione di Isola del Liri, tra credenze popolari e leggenda, dove il sacro ed il profano raccontano di un tronco portato dalle acque del Liri, durante la sua lavorazione per diventare croce iniziò a grondare sangue e che poi neanche un terremoto e due bombardamenti sono riusciti a scalfirlo.

La storia, secondo racconti popolari, inizia con i piedi nelle acque del Liri di un falegname che dopo le piene del fiume batteva le rive per trovare legni adatti per le sue lavorazioni. I suoi occhi caddero su un grosso tronco di salice, che la furia delle acque in piena avevano trasportato. Lo caricò e lo portò nel suo laboratorio, voleva ricavarne una Croce e si mise al lavoro, ma improvvisamente appena il suo scalpello penetrò nel legno, l’albero si mise a sanguinare, la storia racconta “sangue vivo”.
Un miracolo, non credeva ai suoi occhi, si inginocchiò e incominciò a pregare. Ma chi gli avrebbe mai creduto? Così commissionò una statua del Cristo ad un suo amico scultore e quel tronco lo trasformò in una croce. Il Cristo e la sua croce furono donati alla città e furono collocati nella chiesa del SS. Crocifisso, la più antica della città, edificata probabilmente nel 1410.
La storia diventa leggenda

La storia non finisce qui, perché terremoto e la guerra trasformano la storia della Croce e il Cristo in leggenda. Il 13 gennaio 1915 il terremoto della Marsica spazzò in un attimo interi isolati del centro storico di Isola del Liri, la Chiesa del SS. Crocifisso si sbriciolò ma dalle sue macerie, miracolosamente integro si ergeva il Cristo Sofferente.
La Chiesa fu ricostruita e la Croce ed il Cristo restarono lì fino al gennaio 1943, quando le bombe sganciate da un’incursione aerea alleata ne compromisero definitivamente la struttura (di quella Chiesa oggi non v’è più traccia, dopo essere stata sventrata da un bombardamento alleato nell’inverno del 1943 e definitivamente rasa al suolo dalle ruspe nella primavera del 1993 per ampliare il parcheggio di Trito).
Tra la polvere di quello che restava si ergeva nuovamente il Cristo e la Croce, intatti, un nuovo miracolo. Furono trasferiti nella vicina Chiesa di Sant’Antonio dove sono tutt’ora e si possono ammirare tutto l’anno. Sono coperti da un panno di velluto rosso, che viene scoperto per implorare la grazia in occasione di pubbliche calamità, per supplicare la guarigione di un malato grave o in processione la seconda domenica di luglio.

Dal 2021 la tradizionale fiera del centro storico è stata trasferita nel rione Pirandello. E’ di ieri invece l’ipotesi di spostare i festeggiamenti in determinati punti della città. Dunque non più al centro, che avrebbe l’esclusiva per gli ultimi tre giorni: sabato, domenica ed il cantante del lunedì.



