Storie nella Storia * Compagni ed avversari, le occupazioni e Andreotti – 3^ puntata

La Storia raccontata dai protagonisti silenziosi: solitari nella folla. Gente che spesso ha ritenuto di fare solo il proprio dovere. Compagni ed avversari. Gli operai al centro: anche a costo di dover parlare con Andreotti. Gli spari ed i morti a Ceccano. La 3^ puntata.

Giovanni Giuliani

Giornalista malato di calcio e di storie

SCELGO GLI UMILI

Quando si vive una vita politica attiva ed intensa sul campo si incontrano amici ed avversari, alcuni non lasciano un segno tangibile del loro passaggio, altri, al contrario, non si dimenticano: dall’una e dall’altra parte.

E se Francesco Notarcola deve parlare di “compagni”; di gente che a sinistra e per la sinistra ha dato tanto in Ciociaria, lui non ha dubbi, sceglie gli umili: “Bisogna dare voce agli umili perché noi abbiamo cambiato il Paese in quegli anni grazie alla partecipazione degli umili. Ripenso a Francesco Antonio Costanzo, segretario del PCI di Coreno Ausonio che “strappava” la sua esistenza dalle pietre per seminare grano e quanto altro servisse per vivere. Gente che per anni ha resistito ad offerte della Dc di ogni tipo: posizioni, posti di lavoro. La lotta della colonia migliorataria l’hanno portata avanti soprattutto gli Umili che in ogni zona di questa Provincia andavano in giro a coordinate le attività per il Partito, a dar manforte alle richieste dei contadini. Si era creata una rete infinita e capillare sul territorio”.

Ricordata con orgoglio Notarcola: “Io in pratica conosco ogni angolo della Provincia di Frosinone proprio grazie al fatto che all’epoca ci spostavamo per andare a parlare con la gente, per ascoltare i loro bisogni”.

COMPAGNI E AVVERSARI

Ci sono i compagni ma ci sono anche gli avversari nel percorso politico e di vita.

Con molti di loro, con chi credeva nei valori e bella militanza, c’è stato sempre un ottimo rapporto anche se di contrapposizione. Penso ad Emanuele Lisi, senatore Dc originario di Alatri e Presidente della Provincia di Frosinone, o ad Antonio Grazio Ferraro, il dottore di Cassino, anche lui Presidente della Provincia”.

Avversari, non nemici. La differenza di idee, di opinioni, di visione del mondo, non erano un ostacolo. Perché c’era la stima reciproca.

“Ricordo il rapporto con i segretari provinciali della Dc come Francesco Priorini di Alatri o Carlo Costantini, ma anche anche dirigenti socialdemocratici come Funari. La stima era reciproca anche in campi avversi. E se c’era una vertenza in piedi per i lavoratori, loro si mettevano a disposizione completamente e ci domandavano cosa poter fare assieme per difendere il territorio. Si concertavano insieme azioni e progetti per la gente”.

La gente era il centro intorno al quale ruotava tutta l’azione. Al punto che i sindacati si ritrovavano ad avere spesso un interlocutore privilegiato e diretto al quale portare le istanze di un intero territorio. Anche se questo interlocutore, sui giornali, veniva chiamato Belzebù e gli si attribuiva buona parte dei mali dell’Italia. Quell’interlocutore dei sindacati ciociari si chiamava Giulio Andreotti.

Notarcola ricorda anche che “Dagli anni ‘70 a metà anni ‘80 come sindacati, come segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, abbiamo avuto contatti diretti con l’onorevole Giulio Andreotti per dare risposte positive alle problematiche dei lavoratori ciociari”…

IO SINDACALISTA

Già il sindacato: altra tappa importante nella vita di Notarcola visto che in Ciociaria è stato segretario provinciale della Cgil.

Un cammino che non e’ iniziato, però, a spron battuto: “Io sono entrato in Cgil tra il 1971 e il 1972 affrontando, però, molte difficoltà anche interne al PCI: temevo che venissi emarginato e tolto di mezzo per altre possibilità. Percepivo il timore anche perché una volta entrato nella segreteria Cgil non si potevano ricoprire altri incarichi. Per questo ho portato avanti una battaglia all’interno del Partito Comunista durata sette -otto mesi: poi da buon militante sono andato dove il Partito aveva deciso e sono arrivato alla segreteria della Cgil. Da subito ho trovato un clima ostile perché Cisl, Uil e la componente socialista cercavano di crearmi problemi nelle assemblee dei lavoratori nelle fabbriche. Ci sono stati attacchi contro di me” ricorda Notarcola.

Che però , fiero, aggiunge: “Queste difficoltà le ho superate affrontando a viso aperto gli attacchi ed evidenziando le contraddizioni degli avversari. Posso dire che la mia esperienza alla segreteria provinciale della Cgil di Frosinone è diventato un elemento di valorizzazione personale ed un esperienza gratificante. Come segretario ricordo tante vittorie ed imprese.
Abbiamo fatto occupazioni durate mesi interi, come quella alla Annunziata di Ceccano. Abbiamo avuto anche il supporto del Ministero del Lavoro all’epoca. (leggi qui Gli spari sugli operai di Ceccano e sulle lotte di oggi (di A.Loffredi) e leggi anche qui Una raffica sullo sciopero: così uccisero Luigi nel cuore di Ceccano )

Uno sciopero iniziato alle 10 di sera del 25 aprile e conclusosi il 5 di giugno con l’accordo sottoscritto fra le parti in sede ministeriale, di fronte al Ministro Bertinelli. Uno sciopero costato la vita di due lavoratori.

Ricorda l’ex sindaco, Angelino Loffredi:

Quel maggio del 1962 epico, generoso e tragico formò una generazione di ceccanesi mettendola di fronte al più lungo e aspro conflitto di classe sopportato dalla Città. Evidenziò un eccezionale spirito unitario dei sindacati e delle forze politiche, oltre che la robusta saldatura stabilita dall’Amministrazione comunale con i cittadini.

Una Vertenza durata 41 giorni, sostenuta da due unanimi scioperi cittadini, da donazioni di denaro proveniente dai cartai di Isola del Liri e Ceprano, dai dipendenti della BPD di Colleferro, Ceccano e Castellaccio, da una lunga lista di sottoscrittori e non per ultimo dal credito che tutti i commercianti accordarono alle famiglie degli operai in lotta.

 

 

CAMBIA LA VITA DEGLI OPERAI

In maniera orgogliosa Notarcola dice che grazie al loro lavoro sono state “cambiate le condizioni di vita e salariali degli operai dentro e fuori le fabbriche. Quel nostro lavoro costruì e formò decine di quadri sindacali e politici che poi diventarono gli amministratori di paesi ed Enti in Provincia di Frosinone”.

Un’ esperienza, quella alla guida della Cgil, che lo accompagna per oltre 20 anni fino al 1994, quando si chiude la sua avventura alla Cgil. Prima però, molto prima, era avvenuto qualcosa di più importante che aveva segnato la vita di molti compagni, compreso Francesco Notarcola, decretando la fine di un’era….quella che molti considerano la fine del PCI e del sogno, o utopia, del comunismo nella versione italiana…

(Continua)….

Leggi qui la 1^ puntata

Storie nella Storia * Notarcola, il diario di un rivoluzionario di professione – 1^ puntata

 

Leggi qui la 2^ puntata

Storie nella Storia * Le assemblee, gli infiltrati, le Br e gli omicidi – 2^ puntata

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