Sport

Il rispetto che si deve al Frosinone (di G. Lanzi)

La sfida contro l’Empoli è la possibilità di scavare un solco. Ma prima di tutto occorre ricordare che al Frosinone si deve rispetto. Non a corrente alternata. Soprattutto da parte dei dei cosiddetti ‘fenomeni da tastiera’ che osservano ‘aleggiando’ aulici ma senza assistere,

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Se la sciarpa gialloazzurra ti avvolge ancora in una favola (di E. Ferazzoli)

Nella serata in cui meno te lo aspetti torna la favola. Torna il Frosinone che conosci: non una squadra perfetta bensì una Squadra che non ha paura né di se stessa né dell’avversario, che se ne frega del palo preso a meno di 10’ dalla fine e continua a giocare come se il goal sia solo questione di tempo.

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Perché non serve recriminare (di G. Lanzi)

Un metro di giudizio a 10’ dalla fine è diverso da quello che il direttore di gara ha tenuto fino a quel momento. Esattamente come a 10’ dalla fine spesso la tattica studiata a tavolino salta in gloria e ci si affida alla ‘garra’. E’ andata, recriminare a 7 giornate dalla fine non serve a niente perché fa dissipare solo energie.

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Frosinone, il silenzio della solitudine (di E. Ferazzoli)

Tutto tace. Tace il Presidente. Tace la dirigenza. Tacciono i giocatori. Il silenzio non risparmia nessuno eccetto Longo, l’unico ad “abbracciare la croce” ed a farsi carico di rispondere. Ad una situazione che non ha risposta. Perché ora sarebbe energia sprecata. E che invece occorre. Per tentare fino alla fine di conservare il sogno.

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Roma-Liverpool ed il giocattolo strappato ad una generazione (di G. Giuliani)

Dici Liverpool e capisci che è una ferita che ancora non si e’rimarginata per ogni tifoso della Roma. Dici Liverpool e credi che questa svolta è quella buona per saldare il conto. Ma allo stesso tempo dici Liverpool e hai paura che il destino possa tirarci ancora un brutto scherzo. L’attesa di Roma-Liverpool nella pelle di un malato della Maggica

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