E' morto l'ex difensore, leader del Frosinone di Iaconi che nel 2006 ha conquistato la prima promozione in Serie B. Tifosi sotto shock: Paolo era amatissimo per il cuore, la grinta, la personalità e soprattutto l'attaccamento alla maglia. Il triste annuncio dato dalla moglie Elena, il cordoglio del presidente Maurizio Stirpe
Un tuffo al cuore dei tifosi del Frosinone. Un pugno alla bocca dello stomaco che toglie il fiato e ti piega in due. Una brutta brutta notizia ha sconquassato il primo pomeriggio del mondo del calcio frusinate. A soli 47 anni è morto dopo una lunga e terribile malattia Paolo Antonioli, lo storico capitano della prima promozione in Serie B e del primo campionato cadetto dei giallazzurri. Difensore centrale roccioso e generoso all’estremo, era amatissimo dalla tifoseria nonostante abbia militato soltanto 2 stagioni. Antonioli è stato un leader in campo e fuori, ha incarnato nel migliore dei modi lo spirito ed il forte senso d’appartenenza alla famiglia-Frosinone.

A dare il triste annuncio è stata la moglie, Elena Vezzù, nota dj padovana, conosciuta con il nome d’arte di Lady Helen: “Ho sperato fino all’ultimo – ha scritto – Ha combattuto come solo lui sapeva fare. Ma oggi, purtroppo, la mia vita, il mio amore Paolo Antonioli ci ha lasciati. Vi chiedo di rispettare il nostro dolore“. Antonioli, originario di Mantova, lascia due figli oltre la moglie. I funerali saranno celebrati sabato alle 15.30 nella chiesa di Montemerlo (frazione di Cervarese Santacroce, comune a 15 chilometri da Padova ai piedi dei Colli Euganei), dove abitava. Ad officiarli il parroco don Mattia Biasilo.
Il cordoglio di Stirpe e dei compagni del 2006
La società giallazzurra ha ricordato Antonioli con una accorata nota sul sito internet e sui canali social. “Il presidente Maurizio Stirpe e tutto il Frosinone Calcio sono profondamente addolorati per la scomparsa di Paolo Antonioli, eterno capitano di mille battaglie”. Il club ha sottolineato il cuore, la professionalità, la grinta e l’attaccamento alla maglia di Paolo. “E’ entrato così nel cuore dei tifosi del Frosinone, semplicemente dando tutto”.

Toccante il messaggio di Stirpe diffuso in serata: “Ci sono uomini che, anche se restano poco, lasciano un segno profondo. Paolo Antonioli è stato uno di questi. Due stagioni con la maglia del Frosinone, due stagioni che hanno scritto la storia: la prima, indimenticabile promozione in Serie B, e poi la salvezza nella cadetteria più difficile di sempre. Lui era lì. Al centro della difesa, certo, ma soprattutto al centro del cuore di una squadra e di una città”.
Il presidente ha continuato: “Paolo non era solo un difensore. Era un Capitano. Un punto fermo. Un professionista esemplare. Un uomo vero. Lo ricordo con gratitudine e affetto: sempre pronto a dare tutto, mai una parola fuori posto, sempre al servizio del gruppo, con quella grinta che ti fa capire subito che puoi fidarti. I nostri colori li ha indossati con orgoglio. E oggi, con lo stesso orgoglio, lo vogliamo salutare. A nome di tutta la Società, dello staff e dei tifosi, abbraccio la sua famiglia e chi gli ha voluto bene. Ciao Paolo, Capitano per sempre”.

Anche i compagni del 2006 si sono stretti alla famiglia: “Con immenso dolore ci stringiamo ad Elena, ai figli Nicole e Cristian e a tutti i loro cari in questo triste momento per la prematura scomparsa del nostro amico, compagno e capitano Paolo Antonioli”.
La morte dell’ex capitano ha colpito profondamente la tifoseria frusinate: centinaia i messaggi di cordoglio postati sui social. Dolore, stupore ed il ricordo indelebile di un grande uomo. Antonioli era rimasto molto legato al Frosinone e spesso è stato intervistato per commentare le vicende della squadra. Ma anche sui social i suoi pensieri sulla formazione giallazzurra erano molto seguiti e soprattutto sempre molto intelligenti e costruttivi.
Le stagioni al Frosinone
Antonioli è arrivato in Ciociaria nell’estate del 2005 dopo 5 anni al Padova come capitano (134 gare). Un grande colpo di mercato del compianto dg Enrico Graziani che aveva avuto Antonioli alla Vis Pesaro: a parte il valore assoluto del giocatore, Paolo è stato ingaggiato a parametro zero. Subito capitano, è stato uno dei pilastri della squadra di Ivo Iaconi che ha scritto la storia conquistando la prima promozione in Serie A dopo i play off vinti in finale contro il Grosseto di Max Allegri. Ma al di là del trionfo fine a se stesso, Antonioli e soci sono stati i pionieri di un Frosinone finalmente competitivo ad altissimi livelli.

Un difensore quasi insuperabile, fortissimo in marcatura e sulle palle alte. Autentico trascinatore, personalità da vendere, il primo a metterci la faccia nei momenti difficili. Un capitano vero. Un giocatore nato con la fascia sul braccio. Anche in Serie B Antonioli è stato uno dei punti di forza del Frosinone che è riuscito a salvarsi in un campionato irripetibile con avversarie come Juve, Napoli, Bologna, Genoa, Verona, Bari e Lecce. Solo per fare qualche nome. Alla resa dei conti 63 presenze nel Frosinone sempre a testa altissima.
Le altre squadre e la carriera di tecnico
Chiusa la parentesi col Frosinone, Antonioli ha militato nel Gallipoli, nella Virtus Lanciano, nel Fano e nell’Abano (trascinato in Serie D sempre con la fascia) fino al ritiro nel 2016. Appesi gli scarpini al fatidico chiodo, Paolo ha continuato a lavorare nel calcio come allenatore in vari club dilettantistici guidando Albignasego, Castelbaldo, Academy Plateola e Monselice. Sempre con passione, generosità e carattere. Dovunque ha lasciato il segno e la sua scomparsa è stata un vero e proprio shock.



