Alvini, una valanga di elogi: “Grande lavoro della squadra”

[VIVA VOCE] Il tecnico del Frosinone esalta il gruppo per disciplina e applicazione. "Vittoria meritata e cercata contro un Venezia forte. Stiamo effettuando un percorso straordinario". Collezione di recriminazioni per Giovanni Stroppa

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Alvini è una valanga di elogi per i suoi. Ma probabilmente in vista della ripresa degli allenamenti avrà già fatto preparare il video di quel black-out tra lo 2-0 e il 2-2 che non ha digerito. Stroppa arriva in sala stampa di nero vestito ma il volto è più buio di una notte di tempesta. E presenta in rapida successione una collezione di recriminazioni: un tempo regalato (il caldo?), un rigore visto probabilmente solo da lui (presunto tocco di Palmisani su Adams) e la rete fallita da Hainaut sul 2-2 prima del gol giallazzurro.

“Vittoria voluta e cercata”

Il peso di una grande vittoria, riagguantata con tanto pathos: “E’ stata una vittoria arrivata al termine di una gara ben giocata – esordisce il tecnico del Frosinone che precede il collega in sala conferenze –. Dico vittoria meritata. Abbiamo fatto per 60-70’ una prestazione importante. E poi la squadra ha smesso di fare le cose che sa fare bene e il Venezia ci ha ripreso. I ragazzi hanno voluto andare a vincere una partita e debbo dare merito a tutti i ragazzi di aver centrato i tre punti in maniera esaltante”.

La partita a scacchi tra i due allenatori. E il fattore determinante che ha condotto all’approdo con successo. “Non abbiamo perso la lucidità dopo il 2-2 con un equilibrio importante. Ma parliamoci chiaro, di fronte avevamo una squadra forte, ben organizzata, che ha fisicità, è venuta a giocarsela – sottolinea Alvini – Ma voglio esaltare il lavoro della nostra squadra, del percorso che sta facendo, per il modo nel quale riesce a sviluppare e metabolizzare questo percorso, per quello che mette in campo e la disciplina che applica alla partita”.

La gioia dei giocatori canarini (Foto: Federico Proietti © Ansa)

“Poi ci sono anche diverse letture fare. Aver vinto oggi dopo aver dato continuità al lavoro nelle precedenti partite, è significativo. Giovanni (Stroppa, ndr) è un amico, ieri ha avuto parole importante per noi e io ne ho giustamente per lui. Lo scorso anno è stata di serie B, questa è stata una partita di serie A a buoni livelli tra due squadre ben organizzate”, chiosa Alvini.

L’orgoglio di Alvini

I rischi nell’uno contro uno, la ‘remuntada’ provvisoria del Venezia: la lettura di Alvini. “Noi abbiamo smesso di esprimerci bene perché ci siamo abbassati – spiega Alvini -. Quando abbiamo ripreso a fare quello che sappiamo, abbiamo vinto la partita”.

Il secondo gol di Raimondo (Foto © Mario Salati)

Il nuovo corso arbitrale. “Ne ho parlato prima della partita con Chiffi (IV Uomo) di questo nuovo metodo. Questa linea mi piace, non ci sono più quelle lunghe interruzioni al Var. – afferma Alvini – Gli arbitri sono ragazzi, possono commettere degli errori come li commettiamo tutti ma credo che questa sia la strada da percorrere. Perché la partita è più snella e dinamica e credo che il pubblico si possa divertire maggiormente”.

Il dodicesimo uomo. “Il nostro pubblico è importante, ci ha spinto tanto. Parliamoci chiaro, questa squadra merita il sostegno – prosegue Alvini – Oggi ho letto che era obbligatorio vincere ma voglio ricordare che lo scorso anno in Serie B abbiano fatto 81 punti, adesso ci stiamo giocando la Serie A ed abbiamo appena battuto il Venezia dopo aver battuto la Fiorentina a casa sua e giocando una grande gara in Coppa Italia mercoledi. Quello che stiamo facendo è davvero tanta roba, credetemi. Per quello che esprime in campo, per l’organizzazione, la disciplina”.

Il ritorno del figliol prodigo. “Sono felice per Ghedjemis perché oggi è anche il suo compleanno e lo abbiamo festeggiato. Per riprendersi la maglia da titolare c’è tanto da allenarsi e fare fatica”.

Stroppa: “Primo tempo incommentabile”

Il rimprovero di Stroppa al Venezia tra ironia e rabbia. “Nel primo tempo non siamo entrati in campo. Abbiamo pensato che la partita iniziasse alle 16 ma eravamo già sotto 2-0 – attacca Stroppa – Ma forse l’ho preparata male io. Eppure sapevamo della forza del Frosinone che nei duelli è davvero asfissiante e noi li abbiamo persi tutti. Non siamo stati in grado di tenere botta. Poi nel secondo tempo c’è stata una squadra vera in campo, che è riuscita a vincere i duelli ed a pareggiare. Mi dispiace perché per me c’è rigore su Adams sul 2-1, sul 2-2 Hainaut calcia fuori e sul ribaltamento prendiamo gol. Dispiace perché abbiamo preso un gol da polli. E usciamo a mani vuote”.

Calo’ e Stankovic (Foto: Federico Proietti © Ansa)

Atteggiamento sbagliato. “Io metto sul piatto della bilancia i due tempi. Il primo tempo è incommentabile. Non si può sbagliare l’atteggiamento, la gestione della palla. I due tempi sono diversi a livello caratteriale. Perché bisogna aspettare di prendere 2 sberloni e poi reagire ed avere quella qualità in campo?”.

I numeri di Stroppa. “L’attacco del secondo tempo è andato bene. Noi abbiamo tirato 15 volte contro le 13 del Frosinone. Mi dà fastidio averla persa perché oggi pensavo potesse finire a contare i gol col pallottoliere mentre perdiamo con un gol di scarto e mi brucia. I nostri due gol? E’ difficile trovare gli aspetti positivi. Siamo arrivati ad una manciata di minuti dal risultato. E’ difficile trovare aspetti positivi”.

“Il modulo non fa la differenza”

Giovanni Stroppa

Identità e carattere di squadra, non dei singoli. “Noi abbiamo una identità forte ma non può prescindere dal carattere. Per quanto riguarda Fernandez ha ottime qualità, al pari di Yeboah ma debbono migliorare nella condizione. In questo momento al di là dei singoli, vorrei trovare gli uomini che possono fare la differenza. Ho una squadra che qualitativamente può fare la partita. Fernandez può fare la differenza, si può giocare in modi diversi. Mazzocchi? Come Juean Jesus, possono darci tanto”.

Il modulo è un dettaglio. “Oggi abbiamo preso gol con la difesa schierata lavorando a zona. Non credo che la differenza la faccia il modulo. Sta a me invece cercare gli uomini giusti”.