Andrea Tiberia ed il tricolore nel nome del nonno-campione

Il giovane peso medio ceccanese dal 7 all’11 luglio combatterà a Roccaporena di Cascia per la cintura italiana Under 22 Elite. Sullo sfondo il grande “Memmo” che per vent’anni è stato uno dei pugili più forti d’Italia con 6 trionfi in 3 categorie diverse e tanti successi in Italia e all’Estero.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Tiberia è un cognome pesante nel mondo della boxe italiana ed internazionale. Evoca il pugilato epico di una volta, quello che riempiva i palasport e le arene, quello dei grandi campioni che infiammavano gli appassionati forse più dei divi del pallone. Domenico “Memmo” Tiberia, ciociaro di Ceccano, pluricampione italiano e sfidante ai titoli europeo e mondiale, è stato uno dei protagonisti di quegli anni ruggenti.

Un pugile fortissimo ma soprattutto coraggioso come un leone. Un personaggio carismatico anche fuori dal ring, amato per la sua sincerità e generosità. E per questo scomparso troppo presto a soli 51 anni. Oggi a Ceccano c’è un altro Tiberia che spera di sfondare nella boxe e ripercorrere le gesta di nonno Memmo. È Andrea, 18 anni ancora da festeggiare, grinta da vendere e tanta passione per la noble art.

Campione regionale dei pesi medi, un pugile promettente tanto che dal 7 all’11 luglio sarà impegnato ai tricolori Under 22 Elite in programma a Roccaporena di Cascia in provincia di Perugia.

SOGNO TRICOLORE

Andrea Tiberia

Andrea Tiberia, 18 anni da compiere proprio l’11 luglio, è portacolori dell’Asd Domenico Tiberia Boxing Club di Ceccano, presieduta dallo zio Massimo che da anni tiene vivo il nome del papà Memmo e sta cercando di tramandare l’eredità sportiva ed umana del campione morto nel 1989.

Il giovane nipote d’arte si è laureato campione laziale il 26 settembre del 2020 a Latina battendo ai punti Matteo Costantini della Be Strong Academy.

Vanta già 28 match di cui 15 vinti. Finora ha mostrato una boxe efficace, un buon gioco di gambe e soprattutto tanta serietà negli allenamenti.  E’ seguito da un tris di maestri: il papà Luigi (ex pugile), Pio Ciotoli e Michele Egidi. Uno staff di tutto rispetto indispensabile per puntare in alto in una competizione che si preannuncia di altissimo livello.

I campionati italiani, come detto, si terranno presso il centro sportivo dell’Hotel Roccaporena & Margherita e vedranno salire sul ring 139 atleti tra uomini e donne. La kermesse sarà integralmente trasmessa sul canale youtube ufficiale della FPI.

Sono orgoglioso di rappresentare la Ciociaria ed il Lazio – ha detto Andrea in un’intervista al quotidiano L’InchiestaVorrei ringraziare il presidente della mia società Massimo Tiberia, i maestri Pio Ciotoli, Michele Egidi e mio padre Luigi, i quali mi hanno allenato al meglio. Un pensiero anche a mia madre Simona, alla mia ragazza Aurora e a tutti gli amici che mi sostengono. Questo è un traguardo molto importante della mia carriera, a cui tengo molto. Il mio sogno è quello di emulare nonno Domenico”. 

L’EREDITA’ PESANTE DI MEMMO TIBERIA

Memmo Tiberia

Per Andrea la figura del nonno è sicuramente da stimolo ma può diventare anche ingombrante. I confronti in questi casi sono naturali e bisogna avere le spalle grandi. Tiberia jr dovrà essere bravo a trovare l’equilibrio giusto. Dalla sua avrà l’esperienza dello staff e il sostegno della famiglia. Fattori molto importanti.

D’altronde Domenico Tiberia è stato un pugile di primissimo piano che farebbe ombra a chiunque. Un campione vero che ha raccolto anche meno di quanto meritasse la sua carriera. In oltre vent’anni di pugilato ad alto livello ha vinto 6 titoli italiani in 3 categorie differenti (welter, superwelter e medi). E’ stato sfidante del titolo europeo (a Barcellona contro Josè Hernandez la corona gli fu scippata) e mondiale. Ha combattuto 105 match (67 vittorie, 29 sconfitte e 9 pari) in Italia e in tutto il mondo (Svezia, Sudafrica, Spagna, Giappone, Germania, Francia,  Congo, Argentina, Libia) senza mai tirarsi indietro.

Sempre a testa alta al di là del risultato finale. E conquistando gli applausi e la simpatia del pubblico. La sua morte, avvenuta il 3 gennaio in un terribile incidente stradale, ha lasciato un vuoto incolmabile. Andrea ha una grande responsabilità ma se il buongiorno si vede dal mattino le speranze di vedere un altro Tiberia alla ribalta della boxe non sono così remote.     

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