A Benevento servivano coraggio, cinismo e… var

La partitissima del "Vigorito" conferma la forza della capolista giallorossa che ha già un piede in serie A. I canarini riescono ad arginare il super attacco degli avversari ma in zona gol sono poco incisivi. Pesano le assenze (Ciano e Rohden) e servirebbe una punta d'area che possa concretizzare le occasioni. In trasferta si continua a soffrire e per fortuna che giovedì si torna allo "Stirpe". Nel "boxing day" sfida d'alta classifica col Crotone.

Alessandro Salines

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La partitissima del “Vigorito” non ha tradito le attese. Grande atmosfera, pubblico delle occasioni importanti, tante emozioni, episodi controversi, colpi di scena e soprattutto il risultato in bilico fino al 99′. E poi la tanto reclamizzata sfida tra Pippo Inzaghi ed Alessandro Nesta, ex campioni, amici e compagni nel Milan dei trionfi. Un mix che ha nobilitato il turno pre natalizio, valido come diciassettesima giornata.

Ma la gara tra Benevento e Frosinone ha detto anche tante cose. Tra queste la conferma, se ce ne fosse bisogno, che la capolista è una corazzata e lo ha dimostrato nel match forse più complicato. E poi ci sono il Frosinone che non esce ridimensionato e la sempre più stringente necessità del var anche in serie B.

Una “regina” senza rivali

Benevento-Frosinone

Il Benevento ha numeri stellari e macina record. Un elenco lunghissimo di cifre che fanno strabuzzare gli occhi. Dai punti (40) ai gol segnati (28, miglior attacco) e subiti (8, difesa meno battuta) fino al vantaggio sulla terza (+14) e alle 5 vittorie di fila con la porta inviolata.

Ma la formazione campana sta dominando la scena (è già campione d’inverno) soprattutto in virtù di una rosa profonda sia sotto l’aspetto della qualità che della quantità. Inzaghi può permettersi di mandare in panchina giocatori di altissimo livello come Insigne, Improta, Volta, Del Pinto, Tello, Tuia, Vokic, Basit, Gyamfi ed Armenteros. Elementi che sarebbero titolari in tutte le squadre di B. Bravo Pippo a gestire un gruppo così importante e saper miscelare al meglio tutte queste risorse.

D’altronde come dice Allegri il calcio è arte e gli artisti sono i campioni ai quali non va insegnato nulla ma vanno messi nelle condizioni di rendere al meglio.

Sabato il Benevento ha vinto come vincono le grandi squadre. Con forza, un po’ di sofferenza che non guasta mai ed una difesa quasi impenetrabile. Il Frosinone era l’ostacolo più arduo ma le “streghe” lo hanno esorcizzato. A questo punto Viola e compagni hanno almeno un piede già in serie A. Solo un vero e proprio cataclisma calcistico potrebbe riaprire la corsa al primo posto. 

A testa alta ma poteva fare di più

Benevento-Frosinone

Le sconfitte non sono mai onorevoli. Come insegnava ai suoi cronisti il direttore Umberto Celani, maestro di di giornalismo. Tuttavia il Frosinone non esce ridimensionato dalla sfida del “Vigorito”.

I giallazzurri sono rimasti in partita fino alla fine ed un pareggio non sarebbe stato uno scandalo. La truppa canarina ha ribadito la sua solidità difensiva tanto che il super attacco del Benevento ha segnato solo su rigore. Bardi alla resa dei conti ha effettuato una sola parata (zuccata di Coda per giunta in fuorigioco). I giallorossi non hanno avuto molte occasioni pur avendo per lunghi tratti il pallino del gioco in mano. Il Frosinone aveva subito molto di più in altre partite soprattutto quelle d’inizio stagione (Pordenone e Perugia su tutte). 

Detto questo, c’è da sottolineare che nel primo tempo il Frosinone non ha avuto il necessario coraggio che serviva in questo genere di gare. Troppo timido e preoccupato. Nella ripresa invece la squadra è cresciuta e ha insidiato più di una volta la retroguardia avversaria.

Alessandro Nesta nel post gara non si è nascosto. “Il primo tempo non mi è piaciuto, dovevamo andare a chiudere sui loro terzini e poi abbiamo fatto pochissimo in fase offensiva – osserva il tecnico – Nel secondo ho visto una partita migliore. Ci siamo mangiati un gol con Paganini e abbiamo avuto un’altra chance con Zampano. Dovevamo fare di più dentro la loro area di rigore. Ma la gara nella ripresa mi è piaciuta, i ragazzi hanno lottato fino alla fine e forse il pareggio lo meritavamo“. 

I limiti davanti

Benevento-Frosinone

Come è capitato altre volte in questo campionato il Frosinone ha denotato più di qualche difficoltà in attacco. Sono mancati il colpo risolutore e l’istinto del killer, indispensabili in questo genere di partite dove le poche occasioni vanno concretizzate. Ma i canarini sono stati imprecisi anche nell’ultimo passaggio. Nesta le ha provate tutte schierando l’intera batteria di punte ma l’acuto non è arrivato lo stesso.

Siamo andati a quattro dietro mettendo tre punte, abbiamo voluto rischiare un po’ ma è andata come è andata“, ha detto sconsolato l’allenatore giallazzurro.

Ma è pur vero che il Frosinone era privo di Ciano e Rohden, elementi capaci di spaccare le partite. Due assenze pesanti che si sono fatte sentire. Il primo è il capocannoniere dei canarini con 6 reti, fortissimo sui calci da fermo, mentre il secondo è prezioso con le sue incursioni e i suoi assist. Bisogna comunque migliorare in zona gol. Servono maggiore presenza nei 16 metri e più cinismo. Un aiuto forse potrebbe arrivare dal mercato di gennaio se il Frosinone deciderà d’ingaggiare un attaccante d’area di rigore. Una punta con determinate caratteristiche che ad oggi manca nell’organico. 

La vittoria di Castellammare di Stabia aveva illuso che i canarini avessero invertito il trend in trasferta ed invece a Benevento è tornata l’idiosincrasia alle partite fuori casa. Lontano dallo “Stirpe” i giallazzurri hanno raccolto appena 6 punti sui 26 totali. Cinque sconfitte, 3 pareggi e 1 successo. Uno score molto deludente che va sicuramente corretto se si vuole continuare a veleggiare nei piani alti della graduatoria.    

Imprescindibile var

Arbitro consulta il Var / Ph.Vitez-Ag. Aldo Liverani

La video assistant referee sarà introdotta in serie B dalla prossima stagione così come ha stabilito la Lega guidata dall’avvocato Mauro Balata. Un assaggio comunque ci sarà già nei playoff. La tecnologia nel calcio è ormai indispensabile per limitare al massimo gli errori e le sviste. E la var diventa ancor più necessaria in partite tirate dove gli episodi possono fare la differenza. Benevento-Frosinone può essere un esempio.

La var avrebbe potuto dirimere più di una situazione a partire dal contatto sospetto Brighenti-Sau. E poi avrebbe tolto qualsiasi dubbio sul rigore di Capuano. Nel convulso finale avrebbe potuto supportare l’inesperto arbitro Robilotta (primo anno nella Can B) che al 31′ ha sostituito l’infortunato Marinelli. Al video avrebbe avuto la possibilità di vedere e rivedere la trattenuta in area di Caldirola su Novakovich e il presunto fallo di Hetemaj su Dionisi lanciato verso la porta (poteva essere addirittura da rosso). Ed invece si continua a discutere tra dubbi e recriminazioni.       

Il “boxing day” per riscattarsi

La sconfitta di Benevento è già alle spalle tanto che sono ripresi gli allenamenti. A Santo Stefano infatti si gioca nel “boxing day” della cadetteria, ormai appuntamento tradizionale del calcio tricolore. I canarini tornano allo “Stirpe” dove sono imbattuti, vincono da 5 turni di fila ed hanno dato il meglio conquistando 20 punti. Ma sarà tutt’altro che una passeggiata. Avversario sarà il Crotone di Giovannino Stroppa che sabato ha battuto il Livorno ed è salito a quota 25 ad un’incollatura proprio dai giallazzurri. Un match d’alta classifica da non sbagliare. 

E le parole di capitan Brighenti sono emblematiche. “Non c’è tempo per piangerci addosso – sostiene il difensore –  Giovedì si gioca e dobbiamo riprendere il nostro percorso. Dobbiamo analizzare quello che non ha funzionato a Benevento per ripartire nella gara col Crotone. Vogliamo dare continuità alla striscia di risultati utili in casa e poi chiudere al meglio l’andata a Pisa. Dopodiché si potranno tirare le prime somme“.

Se Natale sarà amaro, Santo Stefano può rivelarsi dolce.    

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