Male…vento, Frosinone vede lo spettro dei playoff (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Il Benevento vince 2-1 al 92′. I canarini dopo l’1-1 di Ciofani accarezzano la vittoria ma non abbassano il freno a mano
Male…vento, Frosinone vede lo spettro dei playoff
Tutti gli incastri per la promozione: non resta che sperare… nelle altre. Torna in serie A la Spal dopo 49 anni

 

 

BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno; Venuti, Padella (28′ st Pezzi), Lucioni, Gyamfi; Viola, Del Pinto; Melara (41′ st De Falco), Puscas (32′ st Pajac), Eramo; Ceravolo.

A disposizione: Gori, Ciciretti, Cissè, Falco, Brignola, Matera.

Allenatore: Baroni.

FROSINONE (3-5-2): Bardi; Terranova, Ariaudo (37′ st Mokulu), Krajnc, Fiamozzi, Maiello, Gori (29′ st Soddimo), Sammarco, Mazzotta (1′ st Crivello); Dionisi, D. Ciofani.

A disposizione: Zappino, M. Ciofani, Pryyma, Russo, Frara, Paganini.

Allenatore: Marino.

Arbitro: Federico La Penna di Roma; assistenti Antonino Santoro di Catania e Lorenzo Gori di Arezzo, quarto uomo Paolo Saia di Palermo.

Marcatore: 43′ st Puscas, 12′ st Ciofani, 47′ st Ceravolo.

Note: spettatori: 13.000 circa (1.200 da Frosinone); angoli: 10-6 per il Frosinone; ammoniti: al 20′ pt Fiamozzi, 30′ pt Del Pinto, 4′ st Gori, 18′ st Venuti, 23′ st Cragno, 41′ st Pajac; recuperi: 1′ pt; 3′ st.

 

 

BENEVENTO – La ‘fatal Benevento’, come 21 anni fa. E la beffa è (quasi) servita. Da soli, con un pizzico di autolesionismo perché anche un pareggio, con la testa rivolta a Cesena-Verona, avrebbe fatto comodo, in fondo in fondo. Perché adesso non resta che sperare in un colpo di coda che senza ricorrere a calcoli astronomici non dipende più dal Frosinone. Che perde al 92′ dopo aver impattato a 35′ dalla fine, dopo aver più volte accarezzato il sogno della vittoria, dopo aver rischiato il tracollo su due legni dei sanniti, dopo aver sprecato parecchio, dopo non aver dato il meglio sui cambi (Soddimo e Mokulu con Paganini ancora relegato in panchina…) e dopo aver incassato il gol della sconfitta in pieno recupero.

Ancora una volta fatale, come a Chiavari, come ad Ascoli senza affondare troppo il coltello nella piaga. Intanto, nella ‘bailamme’ della giornata numero 41, la Spal pur perdendo a Terni (2-1) vola in A come 49 anni dall’ultima apparizione: complimenti!

 

COSA SUCCEDE ADESSO – Il Frosinone giovedi gioca al Comunale con la Pro Vercelli, salvo. Deve vincere e poi sperare. Vediamo perché. Il Verona (73) viaggia a Cesena: per evitare di scivolare al terzo posto basta un punto agli scaligeri. Il Cittadella (63) gioca a Chiavari, liguri fuori dai giochi. I veneti comunque debbono vincere per assicurarsi i playoff. Il Perugia (62) riceve la Salernitana: per andare sul sicuro deve sempre vincere2. Stesso discorso per il Benevento (62), impegnato a Pisa. In definitiva il Frosinone per essere promosso direttamente deve sperare che il Verona perda o che nessuna della tre inseguitrici vinca.

 

LA PARTITA A SCACCHI – Allo spettacolo del ‘Vigorito’ i tifosi del Frosinone non sono comprimari nonostante la differenza numerica. Nel Benevento squalificati il centrale di difesa Camporese, il terzino sinistro Lopez e l’ex di turno, il centrocampista Chibsah. Recuperato l’esterno Melara che va in campo in terzineria al posto di Pezzi, accreditato alla vigilia. Durante la sgambatura si è chiamato out Falco per un problema muscolare (va comunque in panchina), al suo posto va Puscas. Baroni che in settimana aveva bluffato porta in panchina Ciciretti, golden-boy giallorosso e il trequartista offensivo Cissè ma non il centrocampista Buzzegoli che si è fatto male a Cesena oltre a Bagadur.

Il 4-2-3-1 diventa 4-4-2. Davanti a Cragno i centrali sono dunque Padella e Lucioni, con Venuti che si abbassa a sinistra e Gyamfi a destra. I due mediani sono Del Pinto che prova a non far rimpiangere Chibsah e Viola. Alle spalle della punta Ceravolo, nella batteria di trequartisti ci sono Melara, Eramo e Puscas. Nel Frosinone un cambio rispetto a sette giorni fa: c’è Mazzotta al posto di Crivello nella linea a cinque di centrocampo completata da Fiamozzi a destra, Gori mediano basso, Maiello e Sammarco mezze ali. In difesa davanti a Bardi ci sono Terranova, Ariaudo e Krajnc.

 

CRAGNO SUPERSTAR – Il primo tentativo è del Frosinone, Maiello dopo un fallo di Melara sulla trequarti vede Cragno fuori dai pali e cerca il ‘gollonso’ da 60 metri, il portiere ‘rincula’ e blocca la palla di petto ad un metro dalla linea. E’ subito partita a scacchi tra due squadre che vogliono solo vincere. Al 4′ Dionisi parte dalla linea di metà campo, 25 metri in verticale e fucilata angolata che Cragno respinge, poi la difesa libera su Sammarco. La squadra di Baroni pende a destra, Melara si intrufola tra Sammarco e Mazzotta e subisce fallo. Sulla palla va Viola, sul taglio pericoloso ottima la diagonale di Ariaudo che devia in angolo.

La difesa giallazzurra addomestica la parabola. Cosa che al 10′ non riesce a Gori su Eramo, gamba alzata al limite dell’area e fallo abbastanza netto che La Penna sanziona con una punizione centralissima deviata in angolo dallo stesso Gori che si stacca al momento del tiro. Possesso palla del Benevento, il Frosinone a tre linee chiude tutte le traiettorie ma al 16′ Ceravolo sfugge a Terranova, Krajnc scivola ma lo stesso Terranova recupera e devia il tiro a botta quasi sicura davanti a Bardi.

La risposta del Frosinone è nel tiro-cross di Fiamozzi bucato da Cragno ma libera la difesa a porta sguarnita. Al 18′ però Cragno si fa perdonare dopo un errore in uscita dei giallorossi, botta di destro di Gori dal limite, miracolo con la mano di richiamo che devia in angolo un pallone destinato a togliere le ragnatele dall’incrocio. A metà del primo tempo a farla da padrone è solo il gran caldo. Al 22′ Mazzotta da sinistra cede a Dionisi, dribbling in area e Padella ci mette una pezza in angolo. Dal pallone ad uscita dal corner ancora Gori di destro e palla fuori.

Momento di confusione assoluta al 24′, il Benevento conquista un angolo gratuito dopo una svirgolata di Fiamozzi e un rimpallo di Melara su Mazzotta. Il Frosinone libera bene, riparte e va a sua volta a conquistare un corner dopo una bella serpentina di Fiamozzi.

 

TORNA LO SPETTO PLAYOFF – La partita vive su brevi ma intense fiammate. Gara anche spezzettata da falletti scientifici ed ‘escamotage’ dei raccattapalle che non passano inosservati alla terna. Qualche battibecco sul fallo di Del Pinto su Maiello al 30′ che costa il giallo al sannita, in precedenza era toccato a Fiamozzi per aver lanciato il pallone dopo il fischio dell’arbitro. La formazione di Baroni si affida poco alla coralità e molto a Ceravolo, palla in profondità di Del Pinto al 35′, Krajnc scivola ancora, Terranova raddoppia e salva capra e cavoli. A 2′ dal 40′ Maiello imbuca in posizione dubbia Dionisi in area giallorossa, botta di destro smorzata in angolo.

L’imponderabile è il calcio nella sua essenza, di più se ci aggiungi una disattenzione. E così a 2′ dal riposo sull’angolo di Viola, Puscas si stacca dalla difesa dimenticato da Mazzotta (in difficoltà evidente da qualche minuto) e di testa infila alle spalle di Bardi che non riesce a deviare la palla nonostante un gran colpo di reni. Esplode il ‘Vigorito’ sponda giallorossa, il gol momentaneamente rimette in gioco i playoff perché il distacco dal Cittadella scende a -8 (-9 da Perugia e Benevento), quindi sotto il livello di guardia.

Il Frosinone che torna negli spogliatoi è una squadra però appena ferita. Che dà l’impressione di non aver spinto al massimo sull’acceleratore probabilmente anche in considerazione del caldo. Ma la squadra di Marino non ha abbassato del tutto il freno a mano. Da parte sua il Benevento ha colpito sul punto debole dei giallazzurri, la palla inattiva. Rimbalzano i risultati dagli altri campi: a 5′ dal riposo il Verona perde 1-0 in casa con il Carpi, la Spal è sotto (2-1) a Terni, il Perugia rimontato (1-1) a Latina. Ma la sfida è infinita.

 

DOPPIO LEGNO GIALLOROSSO, POI IL PARI – Si torna in campo con Crivello che rileva Mazzotta, costretto ad uscire per un problema fisico. E subito occasione al 2′ per il Frosinone. Frustata di testa di Dionisi sull’angolo di Maiello, Cragno si allunga e devia nella selva di gambe. Sul rilancio di Bardi dopo la parata su Del Pinto, Gori entra in contatto con Eramo, cartellino giallo pesante, che lo tira fuori dall’ultima gara con la Pro Vercelli. Sulla punizione va ancora lo specialista Viola, palla all’incrocio e poi sulle spalle di Bardi, la palla ballonzola ad un metro dalla linea, Terranova salva in angolo. Brivido. E bis di brividi al 7′: Melata crossa da destra, Krajnc alza la traiettoria, Puscas in mezza rovesciata, Terranova devia sulla traversa a Bardi battuto.

Meglio disposto il Benevento, il Frosinone va a folate preoccupato più di scoprirsi che di insiediarsi nell’area sannita e al 9′ Gori cede a Dionisi, dribbling da destra e tiro, Cragno devia al millimetro in angolo. Sul giro palla a sinistra dopo il corner, Dionisi con un dribbling secco è contrato ancora in angolo da Gyamfi che forse si aiuta anche con il braccio. Pennellata di Maiello sotto lo spicchio di tifosi canarini, stacco imperioso di Ciofani che batte Cragno alla sua sinistra e trova il pari che rimette in carreggiata. Ancora palla inattiva decisiva.

 

SOLO IL FROSINONE IN CAMPO, POI LA BEFFA – Frosinone vicino al vantaggio tra il 18′ e il 19′: prima con Sammarco, colpo di testa sul taglio di prima intenzione di Crivello che Cragno devia con le dita e poi con Dionisi che, ancora infilato nel fianco destro della difesa di casa, spara una rasoiata da sinistra deviata con un balzo felino dall’estremo difensore scuola-Brescia. E’ sempre Frosinone, al 23′ Ciofani va in contropiede, Cragno legge per tempo la traiettoria e devia in fallo laterale.

Passa in vantaggio il Perugia a Latina ma non cambia niente, il Frosinone deve sempre vincere. E al 29′ entra Soddimo per Gori. Alla mezz’ora i canarini rubano un gran pallone sotto la tribuna, botta di Ciofani e Cragno para. Il Benevento abbassa il baricentro, dà l’idea di volersi accontentare. Il Frosinone spinge di più ma non trova l’attimo fuggente. Come al 33′, palla telecomandata di Soddimo, colpo di testa all’indietro diu Ciofani e palla alta di poco. Attacca solo il Frosinone. Senza soluzione di continuità adesso. Al 37′ Marino si affida al 4-3-3, con Mokulu al posto di Ariaudo. Nel frattempo il Latina fa 2-2 con il Perugia a 5′ dalla fine, pari del Verona in casa con il Carpi.

Ma per il Frosinone non c’è scelta: solo una vittoria eviterebbe direttamente la tensione e la paura della coda maledetta. Baroni toglie lo stanchissimo Melara, dentro De Falco al 42′. Canarini avanti con gli ultimi grammi di energie psico-fisiche, il Benevento si difende con ordine.  Nei 3′ di recupero prima un tiro di Pajac sul quale è attento Bardi, poi al 92′ palo (terzo legno) di Viola che pennella per il colpo di testa di Del Pinto sull’uscita approssimativa di Bardi, Ceravolo a porta vuota insacca il 2-1.

Frosinone virtualmente nei playoff a meno di suicidi di massa del Verona a Cesena e pure delle dirette inseguitrici. La beffa è (quasi) servita. Da soli.

 

 

 

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