Frosinone, il filo si è riannodato

[L'ANALISI] Testa, gambe e cuore hanno risposto e il Frosinone può ripartire dopo un periodo buio. Il pari a Salerno vale doppio perché conquistato in trasferta e inferiorità numerica per oltre un'ora. Ma qualche spina resta: i giallazzurri continuano a subire gol e segnano poco. Dopo la sosta, arriva al "Benito Stirpe" il Livorno e servirà il salto di qualità.

Alessandro Salines

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Il Frosinone ritrova un’anima in fondo alla partita più complicata e importante della stagione. Il pareggio di Salerno riconsegna ad Alessandro Nesta una squadra che non s’arrende mai, sa cambiare pelle e tiene il pallino del gioco malgrado l’uomo in meno per oltre un’ora. L’1-1 strappato all’ultimo tuffo sposta poco in classifica ma vale tanto perché alla mezz’ora del primo tempo la gara si era messa nel peggiore dei modi e un’altra sconfitta avrebbe potuto aprire una crisi veramente profonda. L’espulsione di Gori e il vantaggio della Salernitana avrebbero tagliato le gambe a chiunque ed invece i canarini sono rimasti in piedi. Anzi si è accesa quella scintilla mancata in altre occasioni. 

Salernitana-Frosinone © Photo Ianuale

Può essere un punto di svolta o meglio di ripartenza per i giallazzurri. Come ha urlato lo stesso allenatore  durante il saluto finale ai tifosi, al seguito nonostante gli ultimi risultati negativi. Il filo forse si è riannodato ma ora bisogna stringere i nodi per farsì che la corda non s’allenti più. La strada è sempre in salita ma sembra quella giusta. La riprova però ci sarà solo tra due settimane, dopo la sosta delle nazionali, quando il Frosinone affronterà allo “Stirpe” il Livorno nel posticipo del lunedì.

Questione di psicologia

Il mio obiettivo è convincere i giocatori a fare questo tipo di partite, devono diventare un marchio di fabbrica. Non devono essere sporadiche, nel momento in cui sei ferito. Deve essere sempre così: sullo 0-0 o quando arrivi da tre vittorie di fila, lo spirito dovrà essere sempre questo“. Le parole di Alessandro Nesta nella sala stampa dell’Arechi suonano come un giusto monito.

Alessandro Nesta prima della partita

Il pericolo infatti è che la prova di carattere, ma anche di qualità, ammirata a Salerno sia solo frutto della disperazione dopo aver subito l’espulsione e il gol della Salernitana. Il Frosinone ora è chiamato a confermarsi e dimostrare di aver finalmente compreso come si gioca in questo campionato.

Tecnica, tattica e muscoli sono importanti ma forse a fare la differenza sono la cattiveria agonistica, lo spirito di squadra e la voglia di non arrendersi mai.

Lo stratega Nesta 

La partita di Salerno ha pure regalato indicazioni tecnico-tattiche molto importanti. In primis il cambio di modulo dal 4-3-1-2 al 3-5-2 fino all’espulsione di Gori.

L’impatto è stato buono ed è un esperimento positivo che probabilmente verrà ripetuto (“Opzioni aperte, è dall’inizio dell’anno che volevamo lavorare su due moduli”, ha detto Nesta). Il trainer giallazzurro è apparso molto lucido e deciso nello smontare e rimontare la squadra nel corso della gara. E alla fine ha vinto il confronto a distanza con l’esperto Gian Piero Ventura che, al di là della sua singolare analisi post-gara (“La Salernitana ha dominato”, ha azzardato l’ex ct), ha perso una grande occasione.

Insomma il Frosinone,  nonostante le enormi difficoltà e gli episodi contro, ha tenuto bene il campo riuscendosi ad adattare ai vari momenti della sfida.

Le gambe ci sono

Altro fattore positivo emerso all’Arechi è l’ottima condizione fisica sciorinata dal Frosinone che sotto questo punto di  vista ha surclassato gli avversari.

© Photo Ianuale

I canarini, pur con l’uomo in meno, sono stati brillanti fino al 95′ tanto da schiacciare nel finale i campani e realizzare il meritato gol del pareggio. La Salernitana invece alla distanza è calata vistosamente denotando una stanchezza preoccupante considerando che il campionato è solo alla settima giornata.

Nella ripresa sembrava che il Frosinone giocasse in undici e non in dieci. Un aspetto incoraggiante in vista delle prossime partite. 

Alcune spine restano

È un punto di ripartenza quello conquistato a Salerno ma i problemi non mancano. Il Frosinone innanzitutto deve fare i conti con una classifica precaria e bisogna guardarsi le spalle. Sei punti in sette turni sono pochi. I playout sono solo a 2 lunghezze con 5 compagini che chiudono la graduatoria a 4. Guai a prendere sotto gamba questo dato. Bisogna tirarsi subito fuori dalla zona rossa.

La formazione giallazzurra inoltre continua a subire reti (in totale sono 11). In 7 giornate la porta non è mai rimasta inviolata. Un particolare che deve far riflettere. A Salerno comunque la retroguardia ha lanciato segnali di crescita però è presto per cantare vittoria. 

Salernitana-Frosinone © Emiliano Grillotti

Se il Frosinone incassa troppi gol, ne segna anche pochi. Sei sono un bottino misero. Sotto porta le difficoltà restano immutate. Gli attaccanti di nuovo a secco. Ad oggi i migliori realizzatori sono un difensore (Capuano) e un centrocampista (Paganini) che hanno firmato 2 reti ciascuno. Eppure i canarini tirano in porta con una certa regolarità. Contro la Salernitana hanno collezionato 16 conclusioni (9 da dentro l’area) di cui però solo 6 nello specchio. Dunque imprecisione e scarsa cattiveria continuano a prevalere.

Bisogna migliorare quanto prima altrimenti vincere le partite diventerà alquanto complicato.

Il salto di qualità

A partire dalla prossima gara contro il Livorno il Frosinone dovrà necessariamente alzare l’asticella e tornare alla vittoria che ormai manca da quasi 2 mesi.

La sosta servirà per recuperare gli infortunati e quei giocatori a corto di condizione. Il riferimento è ai vari Syzminski, Dionisi, Maiello, Rohden e Novakovich. Anche Ciano deve trovare la forma dei giorni migliori. Purtroppo mancheranno gli squalificati Gori e Paganini.

Ma Nesta dovrà continuare a lavorare pure sull’autostima e sul carattere della squadra oltre che sugli aspetti tecnico-tattici. I canarini devono crescere altrimenti il pari di Salerno resterà fine a se stesso e sarà stato soltanto una boccata d’ossigeno.        

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