Casaleno in ritardo? Macché: Ottaviani lo inaugura lo stesso

E’ un po’ come ritrovarsi con una ruota della bici forata dopo che hai scalato le Dolomiti e credevi di volare a giocarti la tappa. Come incassare un goal all’ultimo minuto mentre il terzino tedesco Schnellinger se ne sta andando verso gli spogliatoi per fare la doccia. E gli finisce sul piede giusto la palla del pareggio che ti costringe a dare vita all’epico Italia – Germania 4-3. Ma ti fa perdere il mondiale in Messico. E’ come se sei lanciato verso la porta avversaria e qualcuno ti carambola avanti facendoti sfumare quel goal già fatto. Ecco, questo potrebbe essere l’esempio giusto. Per rappresentare il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani che corre verso le votazioni, convinto di poter centrare la rielezione. E all’improvviso gli si para davanti una rogna da niente che gli manda all’aria i piani.

Signori, lo stadio Benito Stirpe non ospiterà le partite di campionato della stagione 2016 – 2017. Niente regalo di Natale sotto l’albero per i tifosi canarini. Con il calore di un frigorifero da sbrinare ma la tigna di uno capace di masticare l’acciaio e dire che è mentuccia, il presidente Marizio Stirpe lo ha annunciato in conferenza stampa.

Per questo campionato se ne fa niente. Il Frosinone completerà la stagione al vecchio Matusa. E solo durante la pausa estiva ultimerà il trasferimento nel nuovo impianto al Casaleno.

Sbrighiamo gli aspetti burocratici. Nessuno ha fatto lo sborone e poi è rimasto a corto di fiato. Il problema non avere detto di poter fare in 11 mesi quello che in genere si fa in 4 anni, e poi non esserci riusciti. Ci sono stati intoppi con il Genio Civile che ha chiesto un supplemento di documentazione su alcune opere realizzate in modo congiunto da Comune e privato. Serve un mese in più se si vuole fare tutto restando nelle regole. E Maurizio Stirpe è uno che o sta nelle regole o non ci sta. Quindi aspetterà un mese che vengano sistemate tutte le carte.

Gli aspetti sportivi. I lavori finiranno entro il 28 febbraio. Embè? Embè un bel po’ di cose. Questo significa che solo a fine febbraio si potrà avviare la fase dei collaudi. Anche se i tecnici li facessero in tempi degni di Bolt, non ci sarebbe più il mese di pausa campionato previsto tra Natale e metà gennaio. In quella finestra si stimava di trasferire tornelli, telecamere, arredi.

Gli aspetti politici. Per Nicola Ottaviani saltano due nastri tricolore da tagliare prima delle elezioni. Il primo è quello dello stadio Stirpe. Nel quale potere dire finalmente ciò che aspetta di poter finalmente pronunciare. E cioè che lui lo ha realizzato in quattro anni dopo che era stato fermo per quaranta. Il secono nastro che salta è quello del parco da realizzare lì dove oggi c’è il rettangolo del glorioso Matusa. La domenica, quando va allo stadio, Ottaviani in realtà non segue la partita. Ma studia dove posizionare le panchine per i pensionati. Dove mettere le opere dell’Accademia di Belle Arti (e per ognuna un’altra inaugurazione e un altro nastro). Dove fare erigere una fontana. Dove mettere il podio dal quale poter dire “Qui Nicola bisindaco pose alla fine del primo mandato”.

Non bastasse, si apre pure un altro problema. In teoria dovrebbe applicare le penali al privato che sta realizzando in ritardo i lavori. Alla sola idea, Nicola è sbiancato. Già sentiva le masse tumultuanti dei tifosi, trasferiti dagli spalti in tubolari fino a sotto le finestre del suo ufficio da sindaco. Giammai.

Come Nuvolari all’ultima curva del circuito a Torino nel 1946, quando gli rimase il volante in mano e lui tagliò il traguardo guidando con una chiave inglese applicata al canotto dello sterzo. Come viviani a Rio 2016, spalmato come una sottiletta Kraft Fila & Fondi sull’omnium, che invece di farsi finire in due bocconi si rialza e vince loro olimpico. Così, state certi, Nicola si rialzerà.

«Le penali? Quali penali?» Scattano solo se ci sono negligenze. E chi ha il coraggio di dire ‘negligente’ a uno che ti costruisce lo stadio in dodici mesi, anzichè in 48, tardando di uno perché vuole stare dentro alle regole burocratiche?

Ma la grandezza sarà l’inaugurazione del Casaleno. Con o senza il campionato, Nicola Ottaviani avrà il suo nastro da tagliare. Lo farà il giorno dopo che il presidente Stirpe avrà appeso il cartello ‘Lavori finiti’ dando il via ai collaudi. Nicola Ottaviani prenderà il camioncino con la porchetta, la banda musicale di Amaseno, farà stendere il nastro tricolore e sorridente lo taglierà tra i presidenti Stirpe, Abodi e se gli viene fatta porta pure il presidente del Comitato Olimpico Internazionale. E con i tornelli, le telecamere, i poliziotti addestrati tra Olimpico e Mapei Stadium come la mettiamo? Nessun problema: Nicola darà il calcio d’inizio alla partita. Fosse anche la partita Scapoli – Ammogliati. E se servisse, sarebbe pronto a giocare pure un tempo. Uno per parte, s’intende. L’importante è poter dimostrare che lui (e un po’ anche Maurizio) lo stadio lo hanno fatto. Alla faccia della burocrazia e delle scartoffie.

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