Settantasette equipaggi, un ex pilota di Formula 1 e una classifica ancora apertissima. Da giovedì le strade del Cassinate diventano il crocevia del Campionato Italiano Assoluto Rally.
Non solo curve, non solo asfalto da mordere con le gomme, non solo punti da assegnare e classifiche da scalare: il Rally del Lazio Cassino è una di quelle gare che cambiano la stagione. Perché quando mancano soltanto due appuntamenti alla fine del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, ogni curva pesa più della precedente e ogni prova speciale può trasformarsi in una sentenza.
Da giovedì a sabato saranno 77 gli equipaggi che accenderanno il motore tra Cassino, Pico, Viticuso, Terelle, Itri e la lunghissima Torre di Cicerone, quasi trenta chilometri destinati a diventare il giudice più severo dell’intero weekend. (Leggi qui: Cassino riaccende i motori. Tre giorni, undici prove, un titolo).
Daprà scappa, Crugnola rincorre

La storia più attesa ha già due protagonisti. Da una parte Roberto Daprà, leader del campionato con 84 punti e una Škoda Fabia RS Rally2 che quest’anno gli ha già regalato vittorie pesanti come la Targa Florio e il Rally di Roma Capitale.
Dall’altra Andrea Crugnola, pluricampione italiano e vincitore della scorsa edizione proprio a Cassino, che arriva con la nuova Lancia Ypsilon HF Rally2 deciso a riaprire la corsa al titolo.
Sulla carta il distacco è di quindici punti. Nella realtà è molto meno. Il regolamento degli scarti tiene infatti il campionato ancora completamente aperto. Tradotto: Cassino può diventare il primo match point di Daprà oppure il weekend che rimette tutto in discussione.
Come se non bastasse, c’è anche Bostjan Avbelj, terzo in classifica e abbastanza veloce da ricordare ai primi due che il titolo non è ancora un affare privato.
Arriva anche Kovalainen

Poi c’è l’ospite che cambia il tono della locandina. Tra gli iscritti compare infatti Heikki Kovalainen, uno che in carriera ha corso e vinto in Formula 1 e che porterà a Cassino una Citroën C3 Rally2 insieme al navigatore Patric Gustaf Ohman.
È uno di quei nomi che basta pronunciare per far alzare lo sguardo anche a chi il rally lo segue distrattamente. E non sarà l’unico motivo di interesse internazionale. L’edizione 2026 vale infatti anche come decimo appuntamento del FIA European Rally Trophy, aggiungendo un respiro europeo a una manifestazione ormai stabilmente inserita tra gli eventi più importanti del Centro Italia.
Se davanti si gioca il titolo assoluto, dietro si corre già per il futuro. Nel CIAR Junior sei giovani equipaggi si sfideranno sulle Lancia Ypsilon Rally4, con una classifica compressa in appena un punto: Geronimo Nerobutto guida con 36, mentre Lorenzo Varesco e Alberto Siccardi inseguono a quota 35.
È il tipo di equilibrio che rende inutili i pronostici. Basta un errore. O una staccata perfetta.
Anche la Zona 8 si gioca tutto

Parallelamente al CIAR andrà in scena anche la Coppa Rally di 8ª Zona, con altri 38 equipaggi pronti a contendersi punti che valgono un coefficiente maggiorato di 1,5. Per chi sogna la Finale Nazionale Coppa Italia Rally, quella di Cassino vale quasi doppio.
Il sipario si alzerà ufficialmente mercoledì sera al Teatro Romano, dove verrà presentata la manifestazione. Giovedì il centro di Cassino si trasformerà invece nella passerella della cerimonia di partenza. Poi finiranno le parole.
Da venerdì saranno undici le prove speciali, per un totale di 151,5 chilometri cronometrati. E quando sabato sera le vetture torneranno in Corso della Repubblica, qualcuno arriverà semplicemente al traguardo. Qualcun altro, invece, potrebbe arrivare con mezzo scudetto già nel bagagliaio.



