Cassino si prepara ad accogliere il Rally del Lazio: oltre 100 equipaggi e 2.500 addetti in arrivo. Presentazione ufficiale il 10 settembre nel teatro romano, gare il 12 e 13. Tutto esaurito negli alberghi.
Portatevi una tenda ed una brandina: dal 7 al 14 settembre non c’è più un letto libero a Cassino e dintorni. Non cercate stanze, né hotel, né un B&B sulla Casilina o lungo la superstrada per Formia: è tutto esaurito, come per un concerto dei Rolling Stones. Ma al posto delle chitarre ci sono rombi di motore, assetti ribassati e navigatori col cronometro alla mano.
Colpa (o merito) del Rally Lazio-Cassino, che quest’anno si prepara a scendere in pista – anzi, su asfalto – con una carovana da record: oltre 100 equipaggi e 2.500 addetti ai lavori che metteranno radici nella città martire per una settimana intera. Un giro d’affari che ha già acceso il sorriso di albergatori, ristoratori e baristi, che ringraziano lo sport per questa pioggia di prenotazioni a settembre, quando di solito l’afa cala ma anche l’affluenza. (Leggi qui: Show, ambiente e sicurezza: il Rally del Lazio Cassino al debutto tricolore).
Il rally a teatro

Ma la vera chicca, quella che fa notizia anche fuori dai circuiti rallistici, è la location della presentazione ufficiale dell’evento. Non una sala convegni qualunque. Non un hotel elegante. Ma il Teatro Romano di Cassino, fresco di riapertura e già tornato fulcro della cultura locale. Proprio lì, mercoledì 10 settembre alle 18:30, andrà in scena l’anteprima ufficiale del Rally, con autorità, piloti, organizzatori e – si spera – un tramonto epico alle spalle.
“Abbiamo scelto un luogo simbolo della città”, dicono i promotori. E come dargli torto? Quando la modernità romba fra le rovine della classicità, Cassino ritrova la sua doppia anima: sportiva e storica, passionale e razionale, cultura e cavalli… motore.

Ecco allora il programma da segnare in agenda: giovedì 11 settembre cerimonia di partenza su corso della Repubblica, venerdì 12 e sabato 13 si fa sul serio con le 12 prove speciali sparse tra le bellezze della Ciociaria e del basso Lazio. Da Pico a Itri, da Falvaterra a Viticuso, passando per l’attesissima Terelle da 14,65 km: il rally diventa anche una mappa turistica a tutta adrenalina.
Il centro commerciale Panorama diventerà paddock, piazza Miranda officina a cielo aperto, piazza Labriola luogo di riordino e respiro. E domenica, per la gran chiusura, il ritorno trionfale sul corso, con i bolidi acclamati come gladiatori al Colosseo.
Corsa e cultura
“Ospitare il CIAR Sparco a Cassino è per noi un motivo di grande orgoglio – ha commentato nei giorni scorsi il pilota Max Rendina, campione del mondo produzione 2014 e promotore dell’evento insieme a M33 – Ma è anche una responsabilità che affrontiamo con entusiasmo e massimo impegno. Stiamo lavorando per un’edizione di alto profilo, capace di valorizzare al meglio le collaborazioni in essere e offrire a tutti i partecipanti un’esperienza tecnica e sportiva di assoluto livello”.

Reduce dal successo straordinario del Rally di Roma Capitale, Max Rendina si è gettato a capofitto nella regia del Rally del Lazio Cassino. Un impegno non da meno che sta portando avanti con la solita determinazione e competenza. Come per il Rally di Roma, Rendina punterà anche a Cassino sulla sostenibilità ambientale: la chiave vincente per le manifestazioni motoristiche in un momento dove le tematiche ecologiche sono in primo piano. “Grande attenzione sarà riservata alla sostenibilità, con iniziative mirate a ridurre l’impatto ambientale ed a promuovere le eccellenze del territorio”.
Corsa, cultura e turismo, dunque. Cassino si conferma ancora una volta non solo crocevia di motori ma anche esempio di come lo sport – se ben gestito – possa trasformarsi in volano economico e promozionale. L’unico rammarico? Peccato non ci fossero altri posti: tutto esaurito. Nel frattempo, prenotate per il 2026. O rischiate di dormire a bordo pista.



