Dal 17 al 19 settembre il Rally del Lazio Cassino torna sesto round del Tricolore e debutta nel FIA European Rally Trophy. 151 chilometri cronometrati, e la sfida per il titolo tra Crugnola, Daprà e Avbelj.
Centocinquantuno chilometri e mezzo. Cronometrati, non passeggiati. Undici prove speciali, due giorni, un solo posto dove tutto comincia e tutto finisce: Cassino. Il 17 settembre riparte da lì. Riparte la magia del Rally sulle strade della provincia di Frosinone, riparte la storia del Rally perché è la sintesi di quelle che sono state le due più antiche manifestazioni motoristiche sul territorio, il mitico Rally di Pico nato nel 1979 ed il più recente Rally Città di Cassino. Unirsi per rinascere: storia, pistoni e tricolori per il Rally del Lazio Cassino che dal 17 settembre torna a far rombare i motori.
Giovedì 17, ore 20, Corso della Repubblica. Non ancora gara ma già spettacolo: gli equipaggi si presentano al pubblico, motori accesi, luci sulla strada. Poi venerdì e sabato di prove vere. Sabato 19, ore 19, stesso corso: chi ha vinto lo sa già, chi ha perso pure. In mezzo, il resto dell’anno di qualcuno.
Il percorso

Shakedown a Pico, due chilometri e sessantadue. Venerdì la Pico Short apre le trasmissioni in diretta tv. Poi due volte Viticuso, due volte Terelle. Strade che il Rally del Lazio conosce, che conoscono il Rally del Lazio.
Sabato cambia registro: si allunga, si fa duro. Due volte la Torre di Cicerone, ventinove chilometri e novantatré a passaggio, prova regina, presa in prestito dal Rally di Roma Capitale. Due volte Pico ma nella versione lunga: nove chilometri e ventuno. E poi Itri, sette chilometri e cinque, corsa in senso opposto rispetto al 2025. Il secondo passaggio su Itri non è una prova come le altre: è la Power Stage, l’ultima, quella con le telecamere accese fino al traguardo.
Per la Zona, invece, la Torre di Cicerone si accorcia a quattordici chilometri e novantanove: stesso nome, gara diversa.
La cornice e la sfida

Dietro, sempre uguale, l’Abbazia di Montecassino. Non decora, guarda. Ha visto la guerra, vede ora le gomme che fumano in curva. Storia e velocità, fianco a fianco, senza che l’una disturbi l’altra.
Prima di Cassino la classifica dice questo: Roberto Daprà avanti con 84 punti, Andrea Crugnola a inseguire a 69, Bostjan Avbelj terzo a 59. Tre nomi, tre stili diversi di guidare veloce. A Cassino si gioca un pezzo di campionato, non un weekend qualunque.
Il salto

Il 2025 era stato il debutto nel tricolore dopo una crescita durata cinque anni: dalla Coppa di Zona fino al Campionato Italiano Assoluto. Quest’anno il salto è più largo. Sesto round del CIAR Sparco, sì, ma anche decimo appuntamento del FIA European Rally Trophy e prova della Coppa Rally di 8ª Zona a coefficiente 1,5. Cassino non gareggia più solo in Italia.
Dietro le quinte, gli stessi nomi di sempre: il campione di Rally Max Rendina nei panni di organizzatore, con un occhio alla Ciociaria ed uno al Rally di Roma che ha contribuito a far diventare Mondiale. Con lui il team di M33. Insieme ad Emiliano Cardillo e la sua World Events Racing. Iscrizioni aperte fino all’11 settembre, presentazione ufficiale il 16 al Teatro Romano di Cassino.
Poi si spengono le parole e si accendono i motori.



