C’è la mano di Maurizio Stirpe dietro alla rimonta del Frosinone

Nei giorni della crisi il presidente ha parlato alla squadra toccando le corde giuste. Un discorso chiaro ed accorato. Da quel momento i canarini hanno spiccato il volo, tornando in corsa per la promozione diretta. La conferma dell'intervento del patron è arrivata l'altra sera nel corso della festa di Natale del club giallazzurro che si è svolta nell'Abbazia di Casamari. Presenti il Vescovo Ambrogio Spreafico, il sindaco Nicola Ottaviani e il presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Alessandro Salines

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La pennellata di Maurizio Stirpe sulla rimonta del Frosinone.  C’è stata malgrado il profilo basso mantenuto pubblicamente nei giorni della crisi. Quando il Frosinone prendeva schiaffi, era contestato e nelle prime 7 partite aveva racimolato la miseria di 6 punti. La pennellata di Maurizio Stirpe c’è stata e la conferma è arrivata l’altra sera nel corso della festa di Natale del club giallazzurro che si è svolta nell’inedita e suggestiva cornice dell’Abbazia di Casamari.  

Maurizio Stirpe

Un intervento decisivo che non si è materializzato con il solito provvedimento punitivo (ritiro o silenzio stampa) come spesso capita nel mondo del calcio. Stavolta Stirpe ha utilizzato l’arma della parola che può essere la più efficace di tutte.

Ha riunito la squadra nel chiuso dello spogliatoio. Un discorso chiaro ed accorato come solo un presidente che ha sempre dato tutto se stesso sa fare. Parole che non sono state portate via dal vento. Parole forti che evidentemente hanno toccato l’orgoglio e il cuore dei giocatori. E la risposta del gruppo è stata altrettanto forte. Cinque vittorie e tre pareggi che fanno diciassette punti. Zona playoff a due passi dal secondo posto che vale la promozione diretta. E da sabato col Pescara inizia per il Frosinone un altro campionato. Il campionato che s’addice ad una formazione costruita per primeggiare.

Nulla era trapelato. Il discorso di Stirpe alla squadra era rimasto custodito nello spogliatoio giallazzurro. Ora che i canarini hanno recuperato il terreno perduto, il presidente ha svelato il retroscena. “Ai ragazzi un paio di mesi fa ho espresso quello che pensavo e con soddisfazione tutti hanno capito e stiamo andando nella direzione giusta – ha detto Stirpe al sito del club – Naturalmente come in tutte le cose ci vuole volontà, attaccamento, dedizione, spirito di sacrificio e quel pizzico di fortuna che consente di fare la differenza tra quello che è un buon risultato e quello che invece è un successo. Sono sicuro che abbiamo gli ingredienti giusti per potercela giocare fino alla fine. Lasciatemi esprimere la soddisfazione e il ringraziamento per tutto quello è stato fatto fino ad oggi. Troveremo sempre qualcuno che può essere meno soddisfatto ma noi abbiamo intrapreso un percorso che progressivamente ci sta portando dove dobbiamo stare. Stiamo lottando, lotteremo ancora“.  

La benedizione del Vescovo Spreafico
Il presidente Maurizio Stirpe con il vescovo Ambrogio Spreafico

La serata all’Abbazia di Casamari è stata ricca di emozioni e significati. Non la solita festa di Natale di una squadra di calcio. Il luogo probabilmente ha fatto la differenza come la presenza del Vescovo Ambrogio Spreafico che ha sempre considerato il Frosinone Calcio un veicolo di messaggi positivi.

Con il presidente Maurizio Stirpe, ogni volta che abbiamo l’occasione di incontrarci, convergiamo su una visione proiettata verso il futuro – ha detto monsignor Spreafico – Uno dei grandi problemi di oggi è che si vive purtroppo senza visione, per cui le cose non si possono risolvere solo guardando al domani. Credo che anche per una squadra di calcio sia la stessa cosa: non si gioca per l’oggi ma si guarda necessariamente alla prospettiva. Voglio augurarvi buon Natale, con il cuore. Oggi se c’è qualcosa che manca nella vita è la bontà. Io credo molto nella bontà di ognuno di noi. Siamo troppo irascibili, scarichiamo le conseguenze sugli altri“.

L’Abbazia di Casamari è stata il fulcro della festa. Giocatori, staff tecnico, dirigenti, dipendenti ed ospiti (tra i quali anche il sindaco Nicola Ottaviani e il presidente della Provincia Antonio Pompeo) hanno dapprima partecipato alla Santa Messa celebrata dall’Abate  Dom Eugenio Romagnuolo e poi hanno cenato tutti insieme nel refettorio.

Ringrazio il Padre Abate di Casamari per la bella serata, carica di simbolismo, di suggestione – ha sottolineato Stirpe – Ho tenuto a farla qui perché questo è il luogo simbolo della provincia di Frosinone. Se dovessimo dire cosa esprime meglio l’eccellenza del nostro territorio, allora dovremo dire l’Abbazia di Casamari. Al di là di quello che abbiamo visto questa sera, vi invito a vederla con calma. C’è tanto da imparare, tanto da vedere, tanto da esserne orgogliosi. E mi ha fatto enormemente piacere essere qui con voi. Anche coniugare la celebrazione della Santa Messa al fatto conviviale è stato un aspetto che ho voluto fortemente“. La pennellata di Maurizio Stirpe.

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