Chi trova un bomber trova… un tesoro: la volata-Serie A sul filo del gol

[L'ANALISI] Le ultime due tappe della corsa-promozione vedranno quasi sicuramente protagonisti gli attaccanti di Venezia, Frosinone, Monza e Palermo. Le loro reti potrebbero decidere le sorti del torneo. Numeri, incidenza, carriera e segreti dei cannonieri che fanno sognare i tifosi da Nord a Sud

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

“Chi trova un amico trova un tesoro” non è solo un proverbio tra i più conosciuti. La frase, più articolata e profonda nel suo significato, è ben ancorata nella Sacra Lettura. Dove l’amicizia è paragonata ad un bene inestimabile. C’è amico e amico, però. E allora, tuffandoci nel profano mondo del calcio, se questo amico è un attaccante che fa gol, allora gongoli. Allora lo paragoni ad un bene inestimabile. Perché ti porta a sognare, a gioire. Ad abbracciarti con un amico, perché no. Amicizia chiama amicizia. Gol chiama gol.

Negli ultimi 180’ della ‘battaglia’ per 2 posti diretti in serie A, le 4 squadre in corsa (il Palermo comunque è praticamente out) schierano tanti ‘amici’ nelle vesti del fior fiore degli attaccanti. Abbiamo voluto analizzare i dati degli arcieri a disposizione di Venezia, Monza, Frosinone e Palermo. La capacità realizzativa dei giocatori offensivi, l’incidenza percentuale di ogni reparto avanzato nell’economia dei gol realizzati dalla propria squadra, i singoli giocatori, l’eventuale metamorfosi rispetto al loro passato.

Venezia in… adorazione di Adorante

VENEZIA

Punti: 78

Reti realizzate: 73

Attaccanti centrali

Adorante

Yeboah

Casas

Fila

Lauberbach

17 reti (5 rigori)

9 reti (2 rigori)

3 reti

2 reti (trasferito a gennaio 2026)

1 rete

TOTALE

32 reti

% sul totale

43,8

Il Venezia, primo con 78 punti, ha messo a segno 73 reti delle quali 32 (43.8%) realizzate dal pacchetto d’attacco. La punta di diamante dei lagunari di Stroppa è senza dubbio Andrea Adorante (2000) con 17 reti (battuto il record personale di 15 gol sempre tra i Cadetti, del campionato 2024-’25), delle quali ben 5 dal dischetto. Alto 184 centimetri, forte nella progressione e implacabile in area.

Andrea Adorante

Figlio d’arte, il papà è abruzzese di Guardiagrele. Lui è nato a Parma ma è scuola-Inter dove si è posto all’attenzione dalle Under fino alla Primavera ma non ha mai esordito nella massima serie pur chiamato più volte dall’allora tecnico Spalletti nell’orbita della prima squadra. Dopo l’esperienza in neroazzurro il trasferimento al Parma, esordio in serie A con i ducali nella stagione 2020-’21, 1 presenza nella massima serie, 3 presenze in Coppa Italia e 3 in Primavera.

E poi un lungo girovagare sui campi della serie C, tra Virtus Francavilla, Messina, Triestina, Juve Stabia. Proprio con le ‘vespe’ in due stagioni tra Lega Pro e Serie B i 30 gol totali gli sono valsi l’attenzione del Venezia (contratto fino al 2028 con opzione di altri 2 anni) che doveva ricostruire dopo la retrocessione dalla serie A.

Yeboah e gli altri soci del gol

Con 9 reti (2 rigori), alle sue spalle, c’è l’ecuadoriano (e nazionale del proprio Paese) ma nato ad Amburgo, John Yeboah (2000) che è più una seconda punta nella faretra personale del tecnico Stroppa. Calcisticamente si è costruito in Germania, nel Wolfsburg. In Italia da due stagioni (contratto in scadenza 2027 con opzione di 1 anno), alle spalle l’esperienza abbastanza formativa lo scorso anno in Serie A, sempre con Venezia allora allenato da Di Francesco, con 33 presenze delle quali 11 da titolare. Buona tecnica, buon dribbling, il salto dalla Polonia (ma alle spalle ha anche esperienza in Olanda) lo ha frenato in termini di realizzazione ma tra i Cadetti si sta rivelando l’alter ego ideale per Adorante.

A destra Yeboah in un duello con Kone in occasione della gara Venezia-Frosinone

Completano il reparto lo spagnolo Antonio Casas (2000, contratto in scadenza nel 2028), una prima punta (3 reti) scovato dallo scouting del Club in Liga2 al Cordoba, il tedesco Lion Lauberbach (1998), poco meno di 2 metri di altezza, prima punta, 11 presenze (esordio il 7 febbraio proprio nella vittoria di Frosinone) quasi tutte collezionate in corso d’opera e 1 rete. Lauberbach, preso dal Mechelen in Belgio (contratto fino al 2029, rinnovo in caso di promozione), aveva sostituito il ceko Daniel Fila (2002), 190 centimetri, 2 reti in campionato con gli arancio-neroverdi (poi è passato all’Empoli, 2 gol finora), arrivato a gennaio 2025 al Venezia in serie A (contratto in scadenza nel 2029), stagione che chiuse con 10 presenze e 2 gol.

Monza, Keita per ora fa la differenza

MONZA

Punti: 75

Reti realizzate: 57

Attaccanti centrali

Petagna:

Cutrone:

Alvarez:

Mota:

8 reti

4 reti (da gennaio 2026)

4 reti

4 reti

Attaccanti esterni

Keita:

2 reti

TOTALE

22 reti

% sul totale

38,6

Con 75 punti a pari merito ci sono Monza e Frosinone. Brianzoli avanti per effetto di quella vittoria al ‘Benito Stirpe’ firmata dall’ex laziale Keita Baldé (1995, contratto in scadenza 2027), uno dei 2 gol segnati in questa stagione dall’ex prospetto senegalese ma di nazionalità spagnola scovato nella cantera del Barcellona dal ds Igli Tare ai tempi della Lazio.

A destra Keita Balda nella gara contro il Frosnone (Foto © Mario Salati)

I lombardi hanno messo a segno finora 57 gol, appena 22 ascrivibili agli attaccanti di ruolo, che fanno un 38.6% sul totale. Il bomber è Andrea Petagna con 8 reti (contratto in scadenza 2027). Classe 1995, è il classico ariete di esperienza da sfruttare anche per la malizia dentro l’area di rigore. E proprio la furbizia concretizzatasi nel calcio di rigore cercato e ottenuto a Catanzaro al 96’ (1-1) permette al Monza di stare davanti al Frosinone, al momento.

Alle spalle per lui anche la maglia della Nazionale (1 presenza) e di tutte le nazionali giovanili. Cresciuto nel Milan, 1 presenza in Champions nel lontano 2012-’13. E poi il Latina in C, il Vicenza e l’Ascoli in B e tanta serie A con Atalanta, Spal, Napoli fino all’arrivo nel Monza di Berlusconi. Una lunga storia d’amore interrotta solo dalla stagione al Cagliari (1 gol in 18 presenze). Quest’anno aveva iniziato in chiaroscuro, residui di qualche problema fisico che lo avevano attanagliato la stagione precedente.

Da fine novembre ha trovato quella continuità che gli ha permesso di sbloccarsi anche in zona-gol il 30 novembre 2025 a Castellammare di Stabia nel momentaneo 1-2 (2-2 il finale). L’ultima rete l’aveva realizzata in serie A con la maglia del Cagliari il 14 gennaio 2024 al Bologna.

Dany Mota, Alvarez e Cutrone marcatori di lusso

Appaiati a 4 reti ci sono il portoghese nato in Lussemburgo Dany Mota Carvalho (1998, scadenza contratto 2027), l’uruguagio Augustin Alvarez (2001, in prestito dal Sassuolo) e l’italianissimo Patric Cutrone (1998, contratto in scadenza 2028). Dany Mota è arrivato al Monza 7 anni fa, prelevato dalla Juventus di Serie C.

Dany Mota marcato da Calvani

Ma in Italia la prima squadra che lo ha tesserato fu la Virtus Entella, nel 2015-’16, prelevato da Pétange, un Club lussemburghese dove esordì a 16 nella massima serie. E con i liguri esordì anche in serie B ed è rimasto a lungo, fino al 2018-’19 con la parentesi di un anno nella Primavera del Sassuolo. Prevalentemente è una punta centrale in possesso di buona progressione negli spazi ma può agire anche in appoggio. Col Monza il miglior ‘score’ personale riporta ad un’altra stagione di serie B, quella della promozione del 2021-’22, 11 reti. Quest’anno appena 4 gol e tutti concentrati nelle prime 10 giornate.

Tra le scelte del tecnico Paolo Bianco c’è il 2001 nazionale uruguagio Alvarez che il Sassuolo pescò nel Penarol nel 2022. Anche lui è un centravanti, la variazione sul tema tattico rispetto alla presenza di un ariete come Petagna o di un giocatore comunque strutturato come Dani Mota. All’occorrenza può giostrare da seconda punta. Per lui anche esperienze in Italia con la maglia della Sampdoria (2023-’24) in serie B dopo un infortunio al ginocchio e in Liga2 con l’Elche nella stagione scorsa con 8 reti in 37 presenze e promozione in Liga1.

Cutrone, comasco di nascita, scuola-Milan, il cielo con un dito toccato nel 2018 (10 reti con la maglia rossonera in quella che resta la sua migliore annata in A) con la convocazione in nazionale maggiore e un’esperienza vastissima in tutte le squadre Under azzurre e, a livello di club anche all’estero, con il Wolverhampton nella stagione peggiore per il calcio, quella del Covid. Ha indossato anche la maglia della Fiorentina e del Valencia prima di tornare in Inghilterra e sbarcare a casa, sul lago di Como, dove ha infilato 3 stagioni importanti a livello di continuità e gol.

Paolo Bianco

Però a gennaio 2026 – dopo 15 presenze e 1 rete – per trovare spazio lontano dal Como straniero e giovane di Fabregas, non si è dovuto allontanare di molto, scegliendo il Monza. Dove gioca abbastanza ma segna meno. E’ un giocatore che ha saputo imporsi per la forza fisica che mette al servizio di una buona tecnica negli scatti e nelle progressioni. Ha anche un discreto colpo di testa.

Frosinone, la miscela esplosiva di Alvini

Frosinone

Punti: 75

Reti realizzate: 70

Attaccanti centrali

Raimondo:

Zilli:

Vergani:

10 reti

2 reti

1 rete

Attaccanti esterni

Fiori:

Fini:

Ghedjemis:

Kvernadze:

4 reti (da gennaio 2026)

1 rete (da gennaio 2026)

14 reti

5 reti

TOTALE

37 reti

% sul totale

52,8

Ed eccoci al Frosinone di Max Alvini. Un fenomeno da studiare al Centro Tecnico di Coverciano, laddove si ‘sfornano’ allenatori e direttori sportivi. Per un motivo molto semplice: allenatore, staff, direttori e gran parte dei giocatori (tranne Francesco Gelli, Ben Kone, lo sfortunato Lorenzo Gori, Edoardo Vergani e Giacomo Calò) arrivavano da retrocessioni sul campo, a tavolino o dalla stagione precedente ‘salva’ col cuore in gola.

Max Alvini

Prima di andare nel dettaglio delle punte da gol (37 reti sulle 70 totali, il 52.8%), un dato statistico per comprendere meglio il risultato fin qui ottenuto (ma chiaramente serve altro…): i giallazzurri, con 75 punti alla 36 giornata sono, ancora con 2 gare da giocare, a -5 dagli 80 punti dalla squadra di Grosso che vinse il campionato nel 2022-’23, già a +4 sul Frosinone di Roberto Stellone (2014-’15, 2° classificato nel campionato a 22 squadre), a +1 sulla squadra di Pasquale Marino (2016-’17, 22 squadre, ai playoff per differenza reti e poi eliminata in semifinale) e a +3 sulla squadra di Moreno Longo (2017-’18, 22 squadre, ai playoff per gli scontri diretti e poi promossa).

Raimondo, il “pupillo” di Mihajlovic

Il bomber giallazzurro con 10 reti è il ravennate Antonio Raimondo (2004, in prestito dal Bologna con quale ha un contratto in scadenza 2029, cresciuto calcisticamente tra Eden Ravennate, Azzurra, Low Ponte e Cervia e poi al Cesena fino al fallimento nel 2018, nazionale Under 21 che un certo Sinisa Mihajlovic fece esordire in serie A in un Verona-Bologna 2-2 il 17 maggio 2021.

Antonio Raimondo

Di lui disse l’indimenticato Sinisa (da umbria.tag24.it): “Raimondo ha personalità e tempo di gioco. Ci sono tanti giovani che hanno un buon futuro davanti: ci sono tanti buoni ragazzi. Sono molto gentili, timidi, ma nella vita privata e non in campo. E questo fa loro onore. Sono sicuro avranno un grande futuro davanti”.

Prima dell’esperienza nel Frosinone, 2 stagioni non certo esaltanti (anche) per le sue squadre: prima la retrocessione in Lega Pro con la Ternana (per lui comunque 38 gare e 9 reti) e poi metà stagione di A col Venezia sempre nei bassifondi della classifica di Serie A lo scorso anno e metà con la Salernitana poi retrocessa ai playout. Nel 2024-’25 1 solo gol.

A Frosinone ha trovato probabilmente quella corrente ascensionale che lo sta ripagando sia in termini personali che di squadra. Raimondo è un attaccante che partecipa molto alla manovra dello scacchiere giallazzurro. Un pizzico di cattiveria in più negli ultimi 5-6 metri dove il pallone scotta e il futuro è tutto nelle sue mani.

La sua alternativa di ruolo è l’udinese Massimi Zilli (2002, in prestito dal Cosenza con diritto di riscatto a favore del Frosinone). Dopo Under 17 e la Primavera con la Lazio, un lungo percorso nel Cosenza, dal settore giovanile fino alla serie B dove ha incrociato Alvini. Fisicamente diverso da Raimondo, alto 194 centimetri, rappresenta la variazione sul tema offensivo. E’ più un uomo d’area che di raccordo. Due sole reti, una dietro l’altra, alla Samp e all’Entella. Deve crederci, anche se gli scampoli di gara non aiutano un giocatore con la sua struttura.

Massimo Zilli

Il terzo attaccante centrale è Edoardo Vergani (2001, contratto scadenza 2026, opzione di anno a favore del club), nato a Segrate. Lunga militanza nel settore giovanile dell’Inter e poi esperienza biennale in quello del Bologna. Un anno a Salerno ed anche 6 gare nella massima serie, quindi il Pescara (Lega Pro) fino a gennaio 2025 prima di chiudere il campionato corso nel Sudtirol in Serie B con 1 presenza. Per lui 15 presenze totali e 1 rete nella vittoria 5-1 a Mantova. Anche per lui vale il discorso fatto per Zilli: deve credere che ogni partita può essere la sua occasione.

Ghedjemis, Kvernadze sulle ali del… gol

Fares Ghedjemis

E arriviamo a Fares Ghedjemis (2002, scadenza del contratto 2028), ala destra franco-algerino e già in orbita della nazionale dall’ex tecnico della Lazio, Petkovic, in procinto di partecipare ai mondiali. Il suo biglietto da visita è rappresentato dai 14 gol (senza rigori) da attaccante esterno conditi da 3 assist.

Pescato nella terza serie francese dall’ex direttore giallazzurro Guido Angelozzi a metà della stagione di serie A, ha sofferto inevitabilmente la necessità di mandare a memoria un gioco del calcio differente. Ma è letteralmente esploso sotto la cura di Alvini e con dirigenti che lo hanno sempre tenuto nella massima considerazione. E’ lo spauracchio dei ‘quinti’, dei terzini, delle mezze ali che trova sulla sua corsa bella da vedere nell’esplosione iniziale e nella progressione.

A proposito di uomini d’oro, un altro del reparto offensivo, di proprietà del Frosinone, è Giorgi Kvernadze (2003, contratto in scadenza 2028), ala sinistra e nazionale della Georgia. In campionato ha realizzato 5 gol, 1 in Coppa Italia. Da tre stagioni in maglia giallazzurra, arrivò nell’estate del 2023 nella sessione di mercato in vista della stagione di serie A, a suo tempo intuizione anche lui di Angelozzi.

Kvernadze in azione

Ha pagato molto sotto il profilo dell’ambientamento, forse anche di più di Ghedjemis. Come lui, catapultato da un’altra realtà, andava disciplinato tatticamente e affinato tecnicamente. Ci ha messo tanto di suo, la bacchetta magica di Alvini e il lavoro del ds Castagnini hanno fatto la loro grande fetta di lavoro. E’ uno degli uomini d’oro – con Ghedjemis, Palmisani, Bracaglia, Koutsoupias, Monterisi, gli Oyono e Cichella – della triade Stirpe-Doronzo-Castagnini.

Fiori e Fini, preziosi rinforzi di gennaio

Antonio Fiori

A gennaio il ds Castagnini e il dg Doronzo hanno poi aggiunto altre due… ali al Boeing-Frosinone: dal Mantova è arrivato un altro ravennate dopo Raimondo, vale a dire l’ala sinistra Antonio Fiori (2003, scadenza contratto 2027, diritto di riscatto a favore del Frosinone) dal Mantova e l’ala destra Seydou Fini (2006, contratto in scadenza 2028, di proprietà dl Genoa), nazionale Under 21 nato in Costa d’Avorio.

Per Fini (7 presenze, 1 rete e 2 assist), allevato nel settore giovanile rossoblu, quella di Frosinone è la terza esperienza lontano dalla Lanterna: due anni fa era allo Standard Liegi in Belgio e la scorsa stagione all’Excelsior Rotterdam nella Seconda Divisione olandese (36 presenze di fila).

Seydou Fini

Fiori (4 gol in 320’ spalmati in 13 presenze, vale a dire 1 rete ogni 80’) fino a 3 stagioni fa giocava in serie D al Vastogirardi, club molisano. In precedenza il settore giovanile della Spal e poi solo Mantova. Entrambi, brevilinei e dalla buona tecnica individuale, sono il valore aggiunto per cercare di aprire le difese avversarie. Un particolare: parliamo di giocatori tutti nati dopo il 2000, il solo Vergani è del 2001.

Una divagazione extra dal tema degli attaccanti è però doveroso per i giallazzurri. Che hanno un bomber nascosto da… tuttocampista: è Giacomo Calò. Per il triestino 9 reti e ben 13 assist. Una menzione per lui è obbligata.

P come Palermo e… Pohjanpalo

PALERMO

Punti: 69

Reti realizzate: 58

Attaccanti centrali

Pohjanpalo:

Brunori:

Le Douaron:

Corona:

23 reti (5 rigori)

1 rete (trasferito a gennaio 2026)

5 reti

0 reti

TOTALE

29 reti

% sul totale

50%

In quarta posizione c’è il Palermo di Pippo Inzaghi con 69 punti. Per i rosanero sono 58 le reti realizzate, la metà esatta (29) è in capo agli attaccanti. Anzi, palla a Joel Pohjanpalo e ci pensa sostanzialmente il bomber finlandese (1994, contratto in scadenza nel 2029) acquistato a gennaio 2025 dal Venezia per circa 5 milioni (ingaggio attorno a 1.5 milioni più bonus), che in questo campionato ha già messo a segno 23 reti.

Joel Pohjanpalo

In maglia arancio-neroverde, nelle 96 presenze totali, aveva realizzato 48 gol: una rete ogni 2 partite. A Palermo la media è migliorata sensibilmente: 52 presenze e 32 reti, con 7 assist (uno contro il Frosinone, costato la vittoria al 90’): una rete ogni 1, 6 partite. Senza dubbio è uno spauracchio in vista dei playoff. Parliamo di un attaccante giramondo, che ha giocato in Germania, in Turchia, in Finlandia e che a Venezia festeggiava ogni gol a birra con i tifosi.

Tra i Cadetti ha già battuto il record personale che era di 22 gol nel 2023-’24, in precedenza sempre con i lagunari erano state 19 nel 2022-’23. La scorsa stagione tra Serie A e serie B ha messo insieme 15 gol, pur nelle difficoltà del Venezia e del Palermo. Alla voce ‘caratteristiche’ non è necessario divagare: è uomo-squadra. Il finlandese ha oscurato rapidamente la stella di Brunori che a gennaio scorso è salpato per Genova, sponda Sampdoria, dove ha contribuito con 3 gol e 2 assist in 17 gare alla quasi salvezza dei blucerchiati.

In casa rosanero c’è anche la punta centrale-trequartista Jeremy Le Douaron (1998, scadenza contratto 2029), francese che il Palermo ha preso la scorsa stagione dal Brest in Ligue1: per lui 6 reti l’anno scorso e 5 nel campionato in corso. Nel gennaio scorso è sbarcato in Sicilia il norvegese Dennis Johnsen dalla Cremonese per circa 3 milioni, ma ha trovato solo scampoli di gara.

Dunque è proprio vero chi trova un bomber trova un… tesoro. Vale a dire la tanto agognata promozione in Serie A. Almeno è quello che sperano i tifosi.