Ciao Sardegna: il Mondiale Rally dal 2027 romba tra le curve del Lazio

Dal 2027 il rombo del Mondiale Rally WRC lascerà la polvere della Sardegna per mordere l’asfalto del Lazio: curve strette, salite improvvise e il cuore di Roma diventeranno il nuovo circuito italiano della sfida iridata.

Matteo Sansoni

Le storie dietro ai numeri

Traguardo tagliato: il Lazio è mondiale. La decisione è presa: dal 2027 il rombo del Mondiale Rally WRC lascerà la polvere della Sardegna per mordere l’asfalto del Lazio. Addio Costa Smeralda: i motori ruggiranno tra curve strette, salite improvvise e il cuore di Roma che diventeranno il nuovo circuito italiano della sfida iridata.

È un ritorno che profuma di storia e di futuro insieme. Dal 2021 non si correva in Italia continentale: la Sardegna aveva accolto la carovana del rally con il suo sterrato polveroso, spettacolare e crudele. Ora il testimone passa a Roma, città d’asfalto e di curve strette, di antiche salite e discese che sembrano disegnate apposta per mettere alla prova piloti e navigatori.

Lo ha confermato l’Automobile Club d’Italia, in intesa con la FIA ed il promotore del WRC.

Una città, un rally, un simbolo

Giancarlo Righini

La regia è affidata a una squadra istituzionale che comprende il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, gli assessori Giancarlo Righini e Elena Palazzo, il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Alessandro Onorato. Tutti insieme a promettere che il rally a Roma non sarà un semplice evento sportivo ma uno spettacolo globale, una vetrina per l’Italia.

“Siamo fiduciosi che questo accordo rappresenti la migliore linea d’azione per il futuro del rally in Italia” ha detto Simon Larkin, senior event director del WRC. E in effetti Roma sembra fatta apposta per questo ritorno: la bellezza eterna delle sue piazze, l’imprevedibilità delle sue strade, l’intensità del suo traffico. Trasformare questa metropoli in un circuito non sarà facile. Ma sarà unico.

Nel 2026 si correrà ancora in Sardegna, mentre il Rally di Roma Capitale tornerà intanto nel calendario europeo (ERC), prova generale prima del grande salto. Poi, dal 2027 al 2030, la Sardegna ospiterà l’ERC e Roma diventerà la tappa italiana del Mondiale.

Simon Larkin

Un passaggio epocale, lo chiama l’ACI. Con un contratto quinquennale che garantisce stabilità e futuro, e con un orizzonte che coincide con quello della nuova era del rally: dal 2027 entreranno infatti in vigore regolamenti tecnici inediti e nuove vetture, più sostenibili e più vicine al pubblico.Un’opportunità – dice il sottocommissario Giovanni Tombolatoper i nostri piloti locali, specialisti dell’asfalto, di battersi finalmente alla pari con i grandi”.

Dalla Sardegna a Roma: il Rally cambia di scena

C’è un filo che lega l’isola al continente. Senza la Sardegna, il rally italiano non sarebbe sopravvissuto. I suoi sterrati hanno scritto pagine leggendarie, regalato scenari mozzafiato, tenuto viva la passione. Lo ha ricordato il commissario straordinario dell’ACI, il generale Tullio Del Sette: “Siamo profondamente grati alla Regione Sardegna per il sostegno di tutti questi anni”. Un grazie doveroso, prima di aprire un nuovo capitolo.

Ora la scena si sposta. E Roma, come sempre, promette di rubare l’occhio. Chiudere strade, ridisegnare percorsi, inventare speciali che tocchino i Colli Albani, il litorale laziale o i tornanti appenninici della Ciociaria sarà questa la sfida degli organizzatori. Unire la sacralità della città eterna al dinamismo del rally mondiale.

Il fascino delle turbo-sfide

Il rally non è solo motori. È resistenza, strategia, capacità di adattamento. È un mosaico di uomini e macchine che devono rispondere a imprevisti continui. Un po’ come la vita delle città moderne, che si reinventano ogni giorno. Per questo Roma sembra fatta per il WRC: è un luogo che mescola sacro e profano, caos e ordine, lentezza monumentale e frenesia quotidiana.

Dal 2027 i bolidi del Mondiale non correranno solo contro il cronometro ma anche contro una cornice che rischia di sovrastarli: il Colosseo, San Pietro, i Fori Imperiali. Il rally che sbarca a Roma non potrà essere un rally qualsiasi. Sarà una sfida estetica oltre che sportiva.

E per l’Italia sarà un’occasione irripetibile: dimostrare che può organizzare eventi di livello mondiale senza rimanere prigioniera dei propri ritardi. Dimostrare che i motori, ancora una volta, possono essere una leva per raccontarsi al mondo.

Una sfida nella quale c’è molto anche di Max Rendina il Campione del Mondo Produzione 2014 dopo essere stato Campione Italiano Produzione nel 2012, sceso dall’auto ha cominciato una nuova sfida da dietro ad una scrivania: quella di organizzatore di grandi rally. Sua l’organizzazione del Rally di Roma senza sbavature al punto di attirare l’attenzone del WRC e convincerla che della Capitale ci si può fidare.

Roma, pronta a sbandare

Max Rendina

Dal 2027, dunque, le curve del Lazio diventeranno curve del Mondiale. Con il loro asfalto graffiato, le discese improvvise, i paesi che si affacciano dai balconi come spettatori di un teatro. Sarà rally ma sarà anche un rito collettivo.

Roma è pronta a sbandare. A lasciarsi attraversare dal rombo dei motori e dalla passione di chi ama questo sport. Pronta a scrivere una nuova pagina, che non sarà solo di sport, ma di città, di comunità, di futuro.