Covid incatena il calcio, il Frosinone sogna gioia negli stadi

Il Frosinone che fa bene ha un nome su tutti gli ottimi protagonisti: Raffaele Maiello, gran regista a tuttocampo. E Nesta, che si prepara all'amarcord con Berlusconi e Galliani, potrebbe aver trovato la sua quadratura

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Ha ragione Alessandro Nesta quando dice e riafferma fino a sembrare ripetitivo che questa serie B 2020-‘21 difficilmente troverà un Benevento-bis. Campionato fortemente livellato in alto: è questo il principale dato che emerge dalle prime sei giornate.

E campionato comunque condizionato dalla situazione legata al Covid. Non ci si può nascondere. È difficile ipotizzare quello che potrà accadere da qui a maggio. Ma statisticamente si corre il rischio di dover ‘assorbire’ altri risultati definiti a tavolino. Il tutto con susseguente stravolgimento di una classifica non più legata a valori tecnici, ma a situazioni extra-calcistiche.

Stadio vuoto con pallone

Nel caso di Salernitana-Reggiana non giocata, a nulla sono valsi i tentativi di addivenire ad una sorta di moral suasion. Saranno le carte bollate in sede di Giustizia Sportiva a dirimere la questione. E va sempre considerato che in serie A si attende la decisione sul ricorso del Napoli allo 0-3 a tavolino nella gara non disputata a Torino con la Juve. Allora fu la Asl di Napoli a bloccare il volo degli azzurri per 2 positivi. Venerdi è stata la Asl di Reggio Emilia a fare la medesima cosa per 23 calciatori e 6 membri dello staff positivi.

Differenze sostanziali che potrebbero incidere nel merito? Gli scenari cambiati dal protocollo fissato in estate, si dice. Ai posteri l’ardua sentenza.

C’è confusione, ci sono timori se non addirittura paure. E l’impressione è che si attende una decisione che faccia giurisprudenza in materia. E non sarebbe proprio il massimo.

La sfida post Covid, riportare la gente allo stadio
Un frame della vittoria contro la Cremonese allo Stirpe. Foto Mario Salati

Il Frosinone che batte la Cremonese è il bello di una domenica sera d’autunno. (Leggi qui Battuta pure la Cremonese: salutate la capolista).

Domenica non fredda ma che il pubblico giallazzurro delle grandi occasioni avrebbe riscaldato come ai bei tempi. Eh sì perché questo calcio senza tifosi rischia di diventare malinconica consuetudine, obtorto collo. A tal punto che fa apparire lontana anni luce l’immagine di uno stadio pieno, di cori, tifosi, bandiere che sventolano, annessi e connessi.

La vera sfida sarà per tutti i Club ridare linfa semplicemente riportando i tifosi a vedere le partite. Questo ammesso che si potrà nel 2021 o chissà quando arriverà questo benedetto vaccino. Senza timori, senza divieti, senza termoscanner, senza autocertificazioni, senza barriere. Per abbracciarsi, gioire, anche piangere.

Quel giorno sarà una festa mondiale, da scrivere a caratteri cubitali nel calendario di ognuno di noi. Le Società e la Figc dovranno lavorare oggi duramente per ammortizzare il colpo tremendo della crisi finanziaria. Pensando però a domani.

La quadratura di Nesta
Alessandro Nesta. Foto © Mario Salati

Dicevamo del calcio giocato. Giallazzurri in vetta alla classifica con Empoli e Chievo. Un gol di Rohden di testa, imparabile, sul cross di Zampano, decide una sfida che i grigiorossi hanno cercato di vincere in avvio. E che e poi hanno sperato di agguantare nella parte finale della ripresa. Trovandosi di fronte un Frosinone quadrato, ben disposto in campo, capace anche di cambiare pelle tatticamente. Inoltre sfortunato nel primo tempo ed anche nella ripresa nel tentativo di chiuderla. E un Bardi che ha conquistato la scena con almeno 2-3 interventi importanti.

La classica partita di serie B, bella, aperta e sporca. Due squadre che si annusano e poi non si risparmiano. Fa un certo effetto vedere la Cremonese là sotto in classifica, con quel ranking di attaccanti praticamente a secco di gol. Ma anche di conclusioni, fatta eccezione per una di Gaetano. Forse, chissà, Bisoli è più allenatore da far salire in corsa per una missione da centrare a tutti i costi.

Maiello sul trono di un meccanismo quasi perfetto
Foto © Mario Salati

 Alla gioia della seconda vittoria di fila. A quella dei 13 punti in 5 gare, del quinto clean sheet, dell’imbattibilità di Bardi (i minuti effettivi sono 518’, per gli amanti della statistica pura sono 483’) purtroppo fa da contraltare l’infortunio a Capuano. Per la sfida al Monza stellare di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani di sabato (ore 14) però Nesta (un amacord per lui) potrebbe anche disporre di Szyminski. Questo nel pacchetto delle possibili rotazioni. E comunque la prestazione dell’italo-argentino Curado è stata senza macchia. Lo è stata dentro una difesa (con quella del Venezia è la migliore del campionato, 2 reti incassate) che ha oscurato la fase offensiva della Cremonese.

Tutti e 16 i protagonisti in campo ben oltre la semplice menzione. Ma un giocatore domenica sera ha illuminato di sapienza tattica e di bravura tecnica il ‘Benito Stirpe‘. E’ Raffaele Maiello. Il gran regista di tutte le operazioni, un perno insostituibile per qualità. Ma anche un lavoratore infaticabile per quantità di palloni dettati o per giocate chiuse agli avversari. A voler cercare il pelo nell’uovo il Frosinone è capolista con gli attaccanti che debbono arrivare a regime.

Dei 6 messi a segno, 1 di un centrocampista (Rohden). Poi 2 di difensori (Salvi e Szyminski) e 3 delle punte (2 di Novakovich e 1 di Ciano). E comunque il massimo risultato col minimo sforzo. Perché proprio gli attaccanti svolgono quel lavoro di copertura che permette a centrocampo e difesa di non andare mai in affanno.

Le altre dopo la VI giornata
Il gol in Frosinone-Cremonese Foto Mario Salati

La VI giornata si era aperta col blitz del Monza in casa del Cittadella (1-2). Con i granata di mister Venturato (fermato da Covid, auguri di pronta guarigione) che hanno abituato ad un trend particolare nel corso delle stagioni. Quando sembrano sul punto di spiccare il volo, si inceppano le ali. Ma la sesta giornata ha dovuto contare il 3-0 a tavolino della Salernitana sulla Reggiana azzerata dal Covid e che già aveva utilizzato il jolly col Cittadella.

Tornando al calcio giocato, c’è da registrare la vittoria del Pordenone – la prima stagionale – in casa di un Ascoli. Ascoli falcidiato dal Covid (5 positivi). Le cronache danno Bertotto in difficoltà. Ma vanno valutate le attenuanti anche se la gara di Pisa sembra già un crocevia. E’ la classica settima giornata che per gli allenatori è come la crisi del settimo anno per i matrimoni. In testa alla classifica, a braccetto con l’Empoli c’è il Chievo. (Empoli ko a Venezia maturato già nella nebbia di sabato. Anche la ripresa dopo la sospensione ha confermato il 2-0 dei lagunari e lo sgambetto all’ex Dionisi). 

Chievo che batte 2-0 in casa il Cosenza che macina gioco ma non segna. Per la squadra di Aglietti è la quarta vittoria di fila. La rete che sblocca la gara è di Garritano, cosentino doc e giocatore che a 26 anni probabilmente sta trovando la giusta maturazione. Quella di un calciatore che aveva fatto parlare di sé da giovanissimo prima al Modena e poi al Cesena. In difficoltà il Brescia, frenato sul 2-2 in casa da una arcigna Entella mentre al ‘Menti’ di Vicenza è andata in scena la sagra del gol. E’ 4-4 tra Vicenza e Pisa, con le difese e i portieri rivedibili.

Risale la china a colpi da tre punti la Spal. Lo fa grazie ad un’altra rete decisiva di Castro dopo quella firmata contro il Vicenza. Ma la Reggina deve piangere per l’ennesimo errore dal dischetto dell’attaccante Denis. E prima ancora per la leggerezza di Menez che si fa cacciare. La serie B non è il Paese del Bengodi per gli (ex) campioni e questa cosa ne è la conferma. Ah, la VI giornata si è chiusa con la vittoria del Lecce (3-1) su un Pescara irriconoscibile, slegato, ingenuo ma Oddo rimane sulla panchina. Per ora.