Dica… 22: il numero che può aprire le porte dei sogni

Confronto con le classifiche degli ultimi 6 campionati (da quando sono tornate le 20 squadre) dopo 12 giornate: toccare o superare quota 20 è significato quasi sempre playoff o addirittura promozione diretta. Il Frosinone quindi può guardare al futuro con fiducia ed ambizione. "Se avremo la possibilità, ce la giocheremo. Sarebbe comunque un'impresa", ha detto Alvini

Alessandro Salines

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Quanto possono pesare 22 punti dopo 12 gare nell’economia generale di un campionato composto da 38 giornate? Difficile fare previsioni, il calcio è imprevedibile e ogni stagione fa storia a sè. Ma come sempre la statistica può venire in soccorso per farsi un’idea. Analizzando le classifiche degli ultimi 6 tornei, ovvero da quando la Serie B è tornata a 20 squadre, si può desumere che toccare o superare quota 20 nella maggiorparte dei casi garantisce la zona playoff o addirittura la promozione diretta.

Insomma i 22 punti del Frosinone di Max Alvini, ad oltre metà del girone d’andata, sono un bottino importante. Apre scenari impensabili e soprattutto regalano grande fiducia ed ambizioni in chiave futura.

Il quadro

Reduce dal 2-2 (quarto risultato utile di fila, 2 vittorie ed altrettanti pareggi) con l’ex capolista Modena, il Frosinone attualmente è quarto a 4 lunghezze dalla vetta occupata dal Monza e a 3 dal Modena (seconda). Ventidue punti frutto di 6 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Una media di 1,83, con una proiezione di 69,54 alla fine della fiera. Ventidue gol segnati, miglior attacco della B, e 11 reti incassate (quarta difesa meno battuta).

Capitan Bracaglia

Leggendo la classifica, sono 4 le squadre che hanno superato la quota 20. Oltre a Monza, Modena e Frosinone, c’è il Cesena terza a 23. A 19 invece Palermo e Venezia. Classifica ancora corta ed ovviamente soggetta ribaltoni di ogni genere. “Mancano ancora tante giornate ma più o meno il campionato sta rispecchiando il valore delle griglie iniziali. Forse manca qualche club all’appello e poi il mercato di gennaio potrebbe cambiare qualcosa”, ha sottolineato Massimiliano Alvini nella conferenza stampa congiunta con il dg Piero Doronzo di martedì mattina.

L’orizzonte roseo di quota 20

Cesc Fabregas, tecnico del Como

Negli ultimi 6 campionati (da quando sono tornati i 20 club) il dato chiaro: 20 e più punti dopo 12 turni hanno quasi sempre garantito un posto nei playoff o in qualche caso la promozione diretta. Certo ci sono state delle eccezioni che come sempre confermano la regola. La scorsa stagione Sassuolo e Pisa, prima e seconda alla fine, avevano 25 e 27 punti. Lo Spezia si è piazzata terza a quota 24. Pensate che Cesena e Cremonese a 18 hanno disputato i playoff. I lombardi li hanno poi vinti.

Nel 2023-2024 il Parma (29 punti alla 12^) è stato promosso da primo. Venezia (24), Palermo (23) e Catanzaro (21) hanno disputato i playoff. Il Como di Fabregas si è classificato secondo con 19 punti dopo 12 giornate. Stesso punteggio per la Cremonese che ha chiuso quarta e quindi nei playoff. L’eccezione è stata il Modena: decimo posto con 21 punti.

Il trionfo di Grosso e soci

Fabio Grosso

L’anno prima il Frosinone di Grosso aveva 27 punti alla 12^ e alla fine ha stravinto il torneo. Alle sue spalle il Genoa a quota 21 è arrivato secondo. Bari (20) e Sudtirol (19) ai playoff. La Ternana con 21 punti è rimasto fuori dalle prime 8. Altra eccezione come il Frosinone nel 2021-2022 a quota 22 è rimasto fuori dai playoff preceduto nell’avulsa dal Perugia proprio di Avini. Il Lecce a 23 alla fine ha vinto il campionato. Playoff per Brescia (24), Pisa (22) e Benevento (19). Mentre la Cremonese (19) si piazzò seconda. La Reggina (20) invece non è andata oltre il 14° posto.

Alessio Dionisi

Nel 2020-2021 Empoli (25) e Salernitana (24) si sono piazzate rispettivamente prime e seconde. Il Cittadella (23), il Lecce (21), il Venezia (21) ed il Monza (20) ai playoff. Frosinone e Spal, nonostante i 23 e 22 punti, non sono rientrate nella corsa promozione. Benevento e Crotone con 25 e 21 punti dopo 12 gare hanno conquistato la promozione diretta, Era il campionato del Covid nel 2019-2020. Spareggi per Cittadella (20) e Pordenone (19). Il Frosinone a 17 giocò i playoff arrivando in finale contro lo Spezia.

La fiducia di Alvini e Doronzo

Max Alvini

Le parole del tecnico nella conferenza dell’altro giorno non sono state casuale sul clima di fiducia che si è creato a Frosinone dopo un primo scorcio di stagione vissuto ad alta quota. “Credo che i risultati siano frutto del lavoro in primis della società – ha affermato AlviniC’è stata grande chiarezza sui programmi e ciò ha contribuito all’avvio positivo. Poi io credo tanto nella disciplina, è fondamentale nel percorso che voglio ottenere. Il bilancio è buono, mi bruciano soltanto i 2 punti persi col Sudtirol. Avevamo la gara in pugno”.

Alvini sui sogni promozione. “Per quanto mi riguarda voglio vincere la Serie B – ha aggiunto – Ho 55 anni, è l’unico campionato che mi manca. Vengo da 2 anni negativi ma in carriera ho vinto tutti i tornei. Vorrei coronare questo percorso e ritornare in Serie A dalla porta principale. E’ il mio obiettivo e non mi tiro indietro. Lavoro in una società con un presidente che ha una visione straordinaria e sono fortunato. Se ci sarà la possibilità, ce la giocheremo. Sarà un’impresa ma quando ho vinto non ero mai favorito”.

Piero Doronzo

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore generale Piero Doronzo.Sono molto soddisfatto. All’inizio quando mi vennero chiesti i programmi risposi che bisognava dimenticare subito la scorsa stagione – ha sottolineato – Il percorso fin qui è positivo, già in ritiro si vedeva che si stava creando il clima giusto. L’obiettivo prioritario sono i risultati, la base di un’azienda sportiva”.

Doronzo ha continuato: “Il presidente ha dato delle linee in continuità con il percorso già intrapreso – ha osservato – Il primo è quello della sostenibilità perché una squadra in B comporta tanti sacrifici. Stirpe è stato chiaro anche nell’aprire a qualsiasi soluzione e iniziativa con aziende del territorio. I risultati alimentano l’entusiasmo: se vedo il presidente dell’anno scorso è completamente diverso da quello di oggi”.