Dionisi, un’altra bandiera ammainata. Addio al bomber

(Foto Mario Salati)

Dopo 6 anni e mezzo l’attaccante lascia il club giallazzurro e approda all’Ascoli. E’ stato tra i protagonisti delle due promozioni in Serie A e uomo-derby con 5 gol al Latina in 4 partite. Al suo attivo 209 presenze in maglia giallazzurra e 63 reti. Da fine novembre era finito rosa per una serie d’incomprensioni.

Alessandro Salines

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Era il penultimo dei Mohicani. Ora resta solo Mirko Gori e la sua vita da mediano, unico reduce di quel gruppo scanzonato di giocatori capaci contro ogni pronostico di portare il Frosinone fino in Serie A. Federico Dionisi, uno dei gemelli del gol (l’altro è stato Daniel Ciofani) di quella straordinaria squadra, ha lasciato il club giallazzurro dopo 6 anni e mezzo.

L’addio ormai scontato è stato sancito domenica sera, all’ora di cena, con una nota pubblicata sul sito della società ciociara. In simultanea l’Ascoli ha annunciato l’arrivo dell’attaccante che giocherà nelle Marche fino al 2023.

A 34 anni Dionisi volta pagina e riparte dal “Picchio”, fanalino di coda della Serie B. Dovrà provare a regalare i gol della salvezza. E tra poco più di due settimane (il 9 febbraio) il bomber sfiderà il suo passato in un’autentica partita del cuore

Idolo dei tifosi

Dionisio e Ciofani

Finisce così una bella storia di calcio e di vita. Il legame tra Dionisi e la tifoseria è stato addirittura viscerale. E lo testimoniano i tantissimi messaggi postati dai supporters in queste ore sui social.

Messaggi di stima e di ringraziamento corredati da foto e video che ripercorrono i momenti più belli vissuti dal cannoniere a Frosinone. Messaggi anche polemici nei confronti della società alla quale si chiede maggiore chiarezza.

La sua esultanza sotto la Curva Nord, mimando il gesto di una bevuta, mandava in visibilio lo stadio. Dionisi ha incarnato lo spirito mai domo dei ciociari. Quella tigna e voglia di spaccare il mondo. D’altronde Federico è nato a Cantalice in una terra aspra come la Sabina che somiglia tanto alla Ciociaria.

Dionisi ha segnato gol storici come la doppietta al Crotone nella partita che il 16 maggio del 2015 regalò la prima promozione in Serie A. E’ stato uomo-derby con 5 reti segnate al Latina in 4 partite tutte vinte. Ha firmato 9 gol il primo anno di A, alcuni bellissimi come quello a San Siro al Milan con dedica al suo amico Morosini, morto sul campo a Pescara il 14 aprile del 2012. Indimenticabile lo sguardo feroce rivolto a Nestorovski al momento dello scambio dei gagliardetti nella finale playoff contro il Palermo.

E poi ci sono i numeri che non mentono mai. Dionisi ha giocato 209 partite col Frosinone, segnando 63 gol e firmando 24 assist. Due promozioni in Serie A da protagonista. Pagine di storia vera insomma.

Un ciclo finito

Dionisi nella partita contro l’Hellas Verona

Il rapporto tra Dionisi e Frosinone era arrivato al capolinea. E non solo per il contratto in scadenza il 30 giugno. Un rapporto ormai logoro come spesso capita nel calcio.

Le ultime incomprensioni hanno definitivamente spezzato quel legame che sembrava indistruttibile. Il suo carattere fumantino ha probabilmente accelerato un divorzio che forse sarebbe avvenuto lo stesso.  L’attaccante era ormai un separato in casa: fuori rosa dopo il match col Brescia del 28 novembre scorso. “Scelta societaria”, aveva tagliato corto il club.

Al di là delle ricostruzioni, alcune delle quali tendenziose e sciocche e comunque tutte imprecise, se il Frosinone ha deciso di escludere dal suo progetto tecnico un calciatore che ha fatto tanto per il Frosinone – ma debbo dire che allo stesso tempo anche il Frosinone ha fatto tanto per lui – evidentemente le motivazioni debbono essere serie e non sono certi banali. Dal mio punto di vista le divergenze sono insanabili, per cui tra persone intelligenti proveremo a trovare la soluzione più giusta ed adeguata”, aveva spiegato il presidente Maurizio Stirpe nella conferenza di fine anno. (Leggi qui Il Frosinone del dopo Covid: “Giovani e autofinanziati”).

E così è stato. Era il penultimo dei Mohicani.