Anniversario da cancellare: un anno senza pubblico

Foto: Mario Salati

Il 6 marzo 2020 la prima partita a porte chiuse: la storia triste di un movimento in sofferenza dalla serie A alla serie Zeta. Per quanto tempo ci sarà ossigeno se non si guarda in maniera strutturale ad un prodotto in grado di autofinanziarsi

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Nove squadre nel giro di 7 punti, l’Empoli che anche se a scartamento ridotto mantiene il +5 sulla pattuglia di tre squadre (Cittadella, Monza e Chievo) a 39. E campionato spaccato in due: dai 44 punti dell’Empoli ai 32 del Frosinone tutte da considerare in lotta per promozione e playoff. Poi dai 26 del Vicenza ai 17 del Pescara battaglia per evitare le 3 retrocessioni dirette e i due posti nella lotteria playout. La serie B sembra aspettare tutte e quindi pure un Frosinone che all’undicesimo tentativo rompe l’incantesimo di pareggi (6) e sconfitte (4) nelle precedenti 10 gare. E vince una partita rocambolesca sul campo della Virtus Entella dove nel passato raramente (solo 1 volta) erano state rose e fiori. (Leggi qui Frosinone, 94 minuti da infarto ma con l’Entella è 2-3)

Un momento di Entella – Frosinone

Morale della favola, ci sono volute due magie per mettere in cassaforte la vittoria che si spera rappresenti quella della risalita: Bardi che nel momento migliore dei padroni di casa allarga le ali ed evita il gol del 3-2 dei padroni di casa e Iemmello che qualche minuto dopo con un coas-to-coast innescato da Novakovich ha chiuso a rete da attaccante di razza una galoppata di 60 metri. Due prodezze per un Frosinone ancora altalenante, perforabile e che comunque vede la zona playoff a 3 punti. Venerdì nell’anticipo con il Pescara, una specie di derby. Derby sempre sentito dalle tifoserie che osserveranno ancora da fuori per le ragioni che sappiamo, il segno 1 deve essere una condizione imprescindibile.  (Leggi qui Podio e contropodio di V.Entella – Frosinone 2-3).

Gli avversari sono in crisi evidente ma il Frosinone deve tornare con la testa a quella Cremonese in crisi profonda che nel marzo 2020 arrivò al Comunale con un nuovo allenatore (Bisoli) e vinse 2-0. Era la prima partita senza pubblico. Ed è storia.

Un mese senza respiro

A Chiavari il 3-5-2 di Nesta è ancora un surrogato di quello che dovrebbe essere nelle intenzioni. In attesa che anche il 4-3-3 possa decollare con il recupero degli uomini giusti. Mancano 15 giornate al termine della stagione e il Frosinone dovrà decisamente mostrare i muscoli, cambiare anche pelle di volta in volta. Questa squadra mai è scesa in campo per dettare legge, fino ad oggi. E’ sempre stata sull’altalena. Timorosa di qualcosa, all’inizio, durante o alla fine.

Ci sono da giocare 8 partite in casa e 7 fuori. E da venerdì sera 19 febbraio al 20 marzo saranno 7 le partite, una ogni 4 giorni. Si spera con un organico a pieno regime, un organico che si faccia trovare pronto.

Il Frosinone necessita di maggiore attenzione in difesa

Il mercato ha portato in dote delle idee molto interessanti come Millico e Brignola, come il terzino Vitale. E come Iemmello che sembra quello più in palla, gol a parte. L’attaccante calabrese ha i movimenti che servono, non spreca energie, ha il fiuto dell’occasione che non capita più. Le altre sono tutte idee da poter sviluppare ma va anche detto che bisogna correre. Non c’è tanto tempo davanti anche se, come detto, in soccorso del Frosinone per ora c’è una classifica che non determina strappi particolari. E poi il Frosinone ha bisogno dei pretoriani, come ad esempio della qualità di Rohden che stenta da terzo d’attacco e che non brilla nella sua posizione vera da intermedio. Può essere lui lo svedese la variabile.

Ma il Frosinone ha bisogno anche di una maggiore attenzione alla fase difensiva, ai dettagli. I giallazzurri mostrano delle pause pericolose tra l’ultimo quarto d’ora del primo tempo (9 gol incassati, dei quali 2 in pieno recupero) e il primo quarto d’ora della ripresa (6): 15 gol sul totale dei 25 presi da Bardi e Iacobucci.

Significa che sotto pressione la gestione della fase difensiva va in difficoltà.

L’anniversario senza pubblico

Tra poco meno di un mese compirà un anno il calcio senza pubblico. Un aspetto che il Governo appena uscito di scena ha trattato con le tenaglie del fabbro ferraio, mentre ha elargito prebende a vario titolo a tutte le categorie produttive. Decisioni alle quali il Governo del Calcio – che nel frattempo si avvia ad elezioni – si è ossequiosamente inchinato. E non era certamente l’apertura ai 1.000 spettatori seppur per un periodo limitati a poter rappresentare la svolta per le casse esangui dei club, anche.

L’effetto Covid sul calcio, match senza tifosi ed economie in bilico

Soffrono tutte, dalla serie A alla serie Zeta. Sarà importante la tenuta stagna dei conti per guardare sia alla sostenibilità ma anche alla sopravvivenza stessa delle Società. Parlare di calcio non può farci dimenticare che alle spalle ci sono delle Proprietà che mettono soldi. A fronte di aziende che non producono redditività, domanda sorge spontanea: per quanto tempo ci sarà ossigeno se non si guarda in maniera strutturale ad un prodotto finale in grado di autofinanziarsi?

Le Altre

L’Empoli (in gol Mancuso che fa 13) che urla per il rigore concesso per il pareggio della Spal (1-1) magari non ricorda gli episodi in occasione della gara con il Frosinone. (due rigori solari negati ai giallazzurri e il 2-1 viziato da fallo di mano). Dionisi comunque detta legge col bel gioco, in attesa di uno strappo che per ora tarda. A sua volta la Spal sta pagando qualcosa in termini realizzativi ma anche di scelte da parte di Marino, in casa emiliana si attende Tumminiello dopo gli innesti di Mora, Segre e Asencio.

Il Monza batte il passo con il Pisa in casa (0-2). Brocchi che prima del mercato aveva trovato un equilibrio adesso deve fare i conti con una rosa extra-large nella qualoe tutti vorrebbero giocare dall’inizio. Risale sull’onda il Cittadella dopo 3 pareggi e 1 ko: 1-0 (gol dell’ex enfant prodige Beretta che si era perso sui campi della serie C) sul campo del Pordenone che urla per un paio di rigori non concessi e anche l’aplomb di Tesser va a farsi benedire.

Iemmello dopo la perla del 3-2

Cinque punti in tre partite per il Brescia del tandem Clotet-Gastaldello, la vittoria con il Chievo (3 successi nelle ultime 4) ha anche confermato che l’attaccante Ayé – pupillo del presidente Cellino – si è sbloccato. Strappo che permette alle rondinelle di lasciare l’ultimo posto nella zona playout alla Cremonese. Cremonese ko in casa con un Lecce (che occupa l’ultimo vagone del treno playoff) dove c’è il canterano Rodriguez in grande forma (4.a rete per lui). E dove Corini sta cercando di far cambiare passo con i nuovi arrivati.

Nelle zone nobili ci rimane a pieno titolo il Venezia (tre vittorie in 7 giorni dopo il pari di Vicenza) che passa a Pescara (2-0), con i biancazzurri che sbagliano anche un rigore nel finale con Ceter. Salta la seconda panchina stagione in riva all’Adriatico, la sesta in un anno esatto, al posto di Breda c’è Grassadonia. Non si stacca dal terz’ultimo posto l’Ascoli, sconfitto con polemiche a Reggio Emilia dove torna al gol anche l’ex (di Ascoli e Frosinone) Ardemagni. Ex che fa anche infuriare il suo ex patron Pulcinelli per il rigore che ha poi deciso il match.

Quarto pareggio di fila per la Salernitana che sbaglia un altro rigore e fa 1-1 con il Vicenza che si aggrappa agli eurogol di Giacomelli. Ma che trova anche la complicità di Belec sulla rete dell’immediato pareggio dei veneti. Infine il derby della Calabria tra Cosenza e Reggina, con i silani che non centrano la prima vittoria in casa e i granata che regalano due punti dopo essere stati 2-0.