Frosinone, come nell’anno del grande salto

Dopo 7 giornate nell'anno della prima promozione in A i canarini avevano 12 punti, con Longo erano 14. Lo scorso anno appena 6. Sosta benedetta per 'tarare' i meccanismi e accrescere il livello di condizione

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

La classifica della settima giornata di campionato fa meno male di quanto si potesse ipotizzare dopo la sconfitta di Monza. Il Frosinone ammortizza il colpo, da censire per ora come un passaggio a vuoto, il secondo del campionato e ancora una volta con una ‘grande’ dopo l’esordio ad handicap con l’Empoli oggi attestata in vetta alla classifica.

In questo sempre più strano e per certi versi drammatico avvio di stagione che inevitabilmente avvolge tutto il calcio mondiale, i giallazzurri pagano però qualcosa. Ed è anche comprensibile.

Nella trasferta lombarda si è rivista nell’arco dei 90’ la squadra a due facce che rappresentò il marchio di fabbrica più caratterizzante del campionato scorso. Sicuramente va tenuta in debita considerazione, ancora, che l’organico si sta allenando insieme da meno due mesi e che ci sono dei meccanismi che debbono andare a regime, come ha tenuto a sottolineare Nesta nelle varie dichiarazioni. (Leggi qui Monza-Frosinone, una partita per “diavoli”).

SOSTA BENEDETTA
Foto © Mario Salati

La sosta è sicuramente benvenuta perché permetterà tutto insieme tante cose: mettere benzina nel serbatoio, far smaltire le tossine di un avvio bruciante, far crescere quei giocatori che debbono conoscere meglio il calcio italiano (Parzyszek), riavere al meglio un elemento diventato pressoché imprescindibile (Novakovich) e cercare di recuperare un giocatore troppo importante per la difesa (Capuano).

Aggiungiamo anche che nel Frosinone finora non è visto ancora Ardemagni fatta eccezione per 60’ di partita con l’Empoli e la gara di Coppa Italia, un giocatore che non è affatto il quinto attaccante bensì un attaccante che ha avuto sempre il fiuto del gol.

Il Frosinone al terzo posto con 13 punti è classificabile in linea con i programmi di partenza. Nella stagione della prima promozione in A, nel 2014-’15, dopo 7 giornate il Frosinone aveva 12 punti. In quella dell’ultima promozione in A, i giallazzurri dopo 7 gare avevano 14 punti, lo scorso anno addirittura 6 punti. Un Frosinone – questo di oggi – che però deve migliorare sensibilmente nelle soluzioni offensive, ad esempio: 6 gol fatti in 7 giornate è il dato peggiore delle prime 8 in classifica. Anche se poi la difesa è la migliore del campionato (4 reti incassate) con quelle del Chievo, del Venezia e del Monza.

I RINVII E LA BARRA A DRITTA DELLA LEGA SULLA REGOLARITA’ 
Mauro Balata Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

La serie B su 70 giornate in calendario ha visto finora il rinvio di 6 gare per casi Covid. Poco meno del 10%. Un dato che non arretra e senza dubbio importante, significativo. Se si dovesse provare a proiettare sulla base delle 380 partite stagionali (senza i playoff) darebbe come risultato una massa critica di gare prima rinviate e poi da recuperare. Con innegabili ed evidenti ripercussioni sugli organici e quindi anche sui risultati.

Un problema nel problema che sicuramente la Lega di serie BKT e il suo presidente avvocato Mauro Balata – senza ma lasciarsi prendere da scatti centrifughi – mantengono sotto attentissima osservazione anche grazie al perfetto rispetto del protocollo da parte di tutti i Club. E l’assemblea di 5 giorni fa ha rabadito che il regolamento di gestione non cambia.

Ma non si può sottacere che sulla regolarità dell’intera stagione gravi la spada di Damocle del Covid che avanza. E chi come il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, disse in piena fase-1 della pandemia che “risvolti pesanti ci sarebbero stati nel campionato 2019-’20 come in quello successivo…” aveva perfettamente ragione. Postuma, addirittura, vale doppio.

LE ALTRE
Frosinone-Empoli

Empoli forza tre con la Reggina, partita praticamente mai in discussione per la squadra allenata da Dionisi che dimentica così il passo falso di Venezia e vince grazie ai gol degli attaccanti che, finora, a rotazione sono sempre andati a rete.

Il Chievo non riesce a portarsi a casa tre punti, fatale il recupero nel quale il Pordenone agguanta il pareggio grazie ad uno dei tanti attaccanti polacchi che gravitano nel calcio italiano (compreso il canarino Parzyszek), l’ariete Musiolik.

Blitz del Brescia in casa del Cosenza (1-2), con i calabresi che quando si affidano alla sapienza del giovane francese Bahlouli rischiano anche di pareggiarla. A Frosinone non ci sarà, alla ripresa, Ingrosso espulso dalla panchina.

KO IN CASA
Foto Mario Salati

Tonfo della Cremonese in casa con il Vicenza (0-1) con la panchina di Bisoli che potrebbe perdere qualche certezza ma in tal caso per il club lombardo si tratterebbe del quinto avvicendamento in panchina dall’estate del 2019. Il 2020, Covid a parte, per la Cremonese sembra la continuazione del 2019.

La Spal batte la Salernitana all’inglese (2-0) e si mette nella scia del Frosinone. Emiliani a braccetto con il Monza e il Lecce che domenica ha maramaldeggiato (5-1) a Chiavari con l’Entella che sabato prossimo va all’appello nel recupero contro il Pescara (altri due recuperi si giocheranno il 2 e l’8 dicembre).

Che a sua volta lascia l’ultimo posto nelle mani della Cremonese battendo il Cittadella (3-1) grazie ad una prova monstre della squadra che ha salvato per ora la panchina di Oddo.

A Pescara in queste ore si parla anche di un avvicendamento societario ma il patron Sebastiani ha chiesto giustamente rispetto per la attuale Proprietà e dirigenza dopo che sono apparsi dei messaggi social rivolti alla tifoseria abruzzese lanciati da un papabile alla poltrona di presidente.

Il risultato a sorpresa della 7.a giornata è sicuramente la vittoria della Reggiana che, pur ancora alle prese con una complicata condizione fisica di tutto l’organico dopo il Covid di massa, batte il Venezia 2-1, vale a dire la squadra più in forma del momento. Rinvio infine per Pisa-Ascoli per i 10 giocatori positivi in casa bianconera.