Un Frosinone lottatore specie quando va al Nord

Foto © Emiliano Grillotti

Un Frosinone dai mille volti. Lottatore quando sta lontano da casa, soprattutto al Nord. Ed il calciomercato porta un organico di prima fascia

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Nemo propheta in patria. E sarà anche vero ma d’ora in poi bisogna attrezzarsi per cambiare il corso degli eventi anche al ‘Benito Stirpe’. È infatti ancora un Frosinone formato trasferta. Coglie la prima vittoria stagionale, la quarta di fila esterna considerata la coda dello scorso campionato. Un Frosinone che, chiusi gli spifferi del calciomercato, dopo la sosta delle nazionali avrà due match ball consecutivi con Ascoli ed Entella. Questo per sfatare il tabù e allungare il passo.

Venezia è come l’ermo colle caro nell’Infinito di Giacomo Leopardi. Al ‘Penzo’ due vittorie nelle ultime due trasferte. Il 2-0 di sabato scorso è classico della squadra che quando vuole (…) sa essere forte, quadrata, capace anche di saper soffrire. Per poi piazzare due uppercut che nel giro di 10’ mettono la parola fine alla pratica. (Leggi qui Dagli spogliatoi esce un altro Frosinone: è 0-2 a Venezia).

Venezia-Frosinone, l’esultanza di Novakovich dopo il primo goal

Dentro i neo arrivi Curado e Parzyszek, Rohden a ridosso delle punte e Szyminski a guidare la difesa col rientro di Salvi sull’out di destra. Venezia arrembante dopo un avvio squillante dei giallazzurri. Che riescono bene fuori nel finale di tempo e chiudono i giochi nella ripresa quando vengono fuori fantasia e quantità.

Al Frosinone non fanno bene solo le trasferte ma curiosamente anche le trasferte al nord. Nelle quattro vittorie di fila a cavallo della fine del 2019-’20 e l’inizio del 2020-‘21, due in Veneto (Cittadella e Venezia), una in Friuli (Trieste sul campo del Pordenone). Poi quella amara di La Spezia.

Il rodaggio e la fine del mercato

Alessandro Nesta. Foto © Emiliano Grillotti

C’è una considerazione da fare. La squadra giallazzurra è l’unica che ha ripreso a giocare per i 3 punti a 36 giorni dalla serata del ‘Picco’. Lo ha evidenziato il presidente Maurizio Stirpe nelle due interviste concesse al sito tuttofrosinone.com e a Il Messaggero.

Inevitabile che il motore della squadra abbia qualche giro in meno rispetto alle altre. (Monza, Vicenza e Reggina furono le prime a radunarsi dopo l’ufficialità della vittoria nei rispettivi gironi di Lega Pro). Come allo stesso tempo va anche valutato che nella testa dei giocatori possano esserci ancora le scorie del finale negativo. Scorie che non si smaltiscono in un mese e mezzo. Un finale che pure aveva visto il Frosinone garibaldino protagonista.

Nel giudizio iniziale sulla squadra di Nesta vanno per forza di cose considerati questi aspetti. Questo al netto di quelle pause che si perpetuano da una stagione e l’altra e denotate tra Empoli e Padov.

In aiuto d’ora in poi dovranno arrivare due situazioni tutt’altro che secondarie. Cioè una rosa più assortita e meno ingombrante uscita dal mercato (gli arrivi di Kastanos, Curado, Parzyskek e di Baroni. Oltre alle uscite più pesanti e numerose). Poi l’esperienza che giornata dopo giornata acquisirà sulla panchina.

Rosa da prima fascia

Frosinone Calcio, Grygoris Kastanos

A proposito di mercato, il Frosinone ne esce con in tasca la possibilità di poter giocare anche con più moduli. Frosinone che da qui a gennaio potrà anche recuperare il centrocampista Gori e l’attaccante Volpe. Volendo.

L’elemento di equilibrio è Rohden, all’occorrenza intermedio o trequartista. Considerando Ciano un attaccante in grado di dare estro e lustro ma anche di portare la croce sulle spalle. Come ha fatto per oltre un’ora al ‘Penzo’ di Venezia. Kastanos è la fisicità ma anche la soluzione al tiro che mancava al centrocampo canarino. Curado e l’ariete Parzyszek hanno avuto il battesimo del fuoco. All’appello in difesa manca solo Capuano.

In attacco Dionisi e Novakovich possono avere più di 20 gol nelle gambe. Soprattutto l’americano ha un anno sulle spalle da mettere a frutto. In mezzo al campo la crescita di un Tribuzzi polivalente e la sapienza tattica di Maiello vanno considerate. Al pari del ritorno tra gli effettivi di Tabanelli che se sta bene è al pari di un acquisto di lusso.

Beghetto e D’Elia a sinistra, Zampano e Salvi a destra possono dare un contributo importante sulle corsie nelle due fasi. Insomma una squadra maggiormente funzionale alle esigenze. E comunque una squadra che partiva già da un’ossatura di rispetto.

Come stanno messe le altre

Mauro Balata Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Due turni e già si grida al Var. Dopo le lamentele del Pordenone per l’1-1 di Vicenza  arrivano quelle del Chievo sconfitto in casa dalla Salernitana (1-2 e due presunti rigori negati ai veneti) E poi del Pisa bloccato in casa dalla Cremonese. Perché qualcosa non è andato come dovrebbe. Sarà lunga la stagione, appena… 36 giornate in  cui può accadere di tutto.

Il presidente della Lega di B, avvocato Mauro Balata, dovrà ricorrere a tutte le sue sapienti capacità di mediatore. Farlo per tenere a bada i presidenti. E siamo solo agli inizi di una stagione che, in quanto ad anomalie, non ha nulla da invidiare a quella che si è chiusa il 20 agosto.

Secondo turno, dicevamo e il Pisa bloccato in casa dalla Cremonese (1-1). Mentre il Cittadella non fa sconti ad un Brescia che appare ancora un cantiere aperto. Anche per le assenze dell’attaccante Torregrossa e del terzino Sabelli. Rondinelle scosse probabilmente anche dalle parole del patron Cellino. Patron che ha detto di voler lasciare il testimone del club a zero euro. Aggiungendo che alcuni giocatori lo avrebbero minacciato per farsi cedere lamentando anche presunte depressioni. Succede anche questo nel calcio di B. E se un patron di lungo corso come Cellino dice certe cose, evidentemente il malessere del calcio nostrano ha attecchito ovunque.

Il presidente Maurizio Stirpe

Il tecnico Delneri si trova nella stessa condizione in cui era due anni fa Suazo, prima di venire avvicendato da Corini. Che, curiosità, sarà il prossimo avversario del Brescia alla guida del Lecce. A proposito di Lecce, 2-0 in cavalleria all’Ascoli, con i gol di Mancosu e Henderson. I marchigiani, prossimi avversari dei giallazzurri, sono una multinazionale ma anche un cantiere aperto. Con la variabile Ninkovic che potrebbe essere la classica perla finale. Perla su un gruppo che mister Bertotto dovrà assemblare rapidamente.

Il Monza stellare – dentro anche Boateng, ultimo arrivato alla corte di Berlusconi – finora resta a secco di gol. Un altro 0-0, stavolta ad Empoli, dopo quello iniziale con la Spal e mirino da lucidare per i brianzoli. Che la stagione sia dura se ne è accorta l’Entella, sconfitta in casa dalla Reggiana 2-0. I liguri però hanno fatto collezione di legni e di parate del portiere emiliano Cerofolini. Il Cosenza di mister Occhiuzzi ha abituato alle sorprese. Sotto di un gol in casa della Spal, pareggia al 94’. E attende l’ultima infornata dei rinforzi, tra questi l’attaccante Borrelli dal Pescara. Più il centrocampista Petrucci dall’Ascoli. 

Reggina forza tre in casa col Pescara, Galano fallisce il rigore del possibile vantaggio abruzzese. Anche al ‘Granillo’ materia per il Var per un rigore non concesso ai calabresi. Il Pordenone passa in vantaggio a Vicenza con un gran gol realizzato e confezionato da Diaw ma si fa raggiungere da un gol di Cappelletti, rovesciata letta malissimo dal portiere di casa Grandi.

Settimana di sosta per le nazionali, servirà alle rifiniture. Gli ultimi stucchi prima di iniziare ad avere le prime risposte.

Frosinone incluso.