Frosinone: 6 punti in più dello scorso anno

I 3 punti al 'Rigamonti' hanno rispedito al mittente le critiche. Mai più di ora si richiede equilibrio da parte di tutti nella gestione di una stagione compressa in 8 mesi

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Tre punti per rispedire al mittente critiche e ipotesi più recondite che erano circolate dopo il doppio ko tra Monza e Cosenza. Mettere sulla graticola un gruppo dopo due o tre sconfitte è purtroppo un’usanza tutta italiana.

Si richiede tanto equilibrio e non solo in campo nella gestione delle partite. Equilibrio, ancora di più nei momenti difficili che ci sono nell’arco di una stagione che – va pur ricordato – presenta delle complessità sull’onda lunga del post-lockdown, a cominciare dalla compressione del calendario di questa stagione.

Frosinone verso il tour de force

A risentirne sono tutti i meccanismi, soprattutto quelli di chi va in campo a giocarsi la partita. Partite che saranno ben 8 dal 5 dicembre al 3 gennaio: meno di un mese, una gara ogni 3-4 giorni, con Natale e Capodanno in mezzo.

È giusto guardare al risultato ma nessuno considera che abbiamo a che fare con degli uomini e non dei robot. Già in una condizione di assoluta normalità verrebbe considerato un tour de force pazzesco, ancora di più con la Spada di Damocle di una pandemia che all’improvviso rischia di falcidiare un organico non illimitato per una o più partite. Con tutto quello che ne consegue.

La stagione è lunga ancora 29 giornate, vale a dire 87 punti a disposizione. E sappiamo bene come tutto può cambiare anche all’ultimo secondo dell’ultima giornata della stagione regolare.

IL +6 IN CLASSIFICA SEGNALE FORTE

I giallazzurri intanto hanno risposto come meglio non si poteva al ‘Rigamonti’ di Brescia che ormai è diventato terra di conquista per il Frosinone, al secondo 2-1 di fila in altrettante stagioni. L’ultimo ci fu nella stagione della seconda promozione in A. (Leggi qui Frosinone, doppio Parzyszek e Brescia è espugnata).

Incrociare le dita e guardare avanti è d’obbligo. Come anche affermare che questa sia stata la partita della svolta è sicuramente azzardato. Vanno ancora affinate tante situazioni. Vanno recuperati giocatori funzionali all’ottenimento di quella continuità necessaria di cui parla spesso il tecnico canarino.

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Recuperare’ in casa giallazzurra è la parola d’ordine. Sono comunque sempre i numeri a parlare: il Frosinone con 16 punti, al netto dei due passi falsi, è a -4 dal primo posto. Un altro dato significativo: nonostante le difficoltà sull’onda lunga del campionato passato, alla stessa giornata di campionato il Frosinone segna un +6 in classifica.

ONORE AL MERITO

E allora se si osannano le prestazioni del quartetto di squadre che precede attualmente la formazione di Alessandro Nesta, è anche giusto riconoscere i meriti di un Frosinone che il tecnico romano sta portando a regime. Contro un Brescia affatto demoralizzato dalle assenze, per i canarini non è stata una passeggiata di salute. L’espulsione dell’islandese Bjarnason ha condizionato ma solo in parte il risultato perché nella ripresa si è giocato praticamente ad una porta. E la rete che ha sbloccato Parzyszek può valere tanto anche in prospettiva. Sono i gol nel dna dell’attaccante venuto dall’Est.

Sabato al ‘Benito Stirpe’ c’è il Chievo da tenere a distanza anche perché i clivensi (14 punti) al pari del Cittadella (14) e del Monza (13) che sono i diretti inseguitori dei canarini hanno tutti una gara da recuperare. Quella di sabato sarà una partita di 90’ pensando anche gli avversari ne hanno 180’ per tentare di scavalcarti.

SALTATE GIA’ 4 PANCHINE
Pasquale Marino

La ribalta dopo la 9^ giornata di campionato che si chiude con la sfida tra Entella e Spal tra opposti obiettivi (vittoria 1-0 degli emiliani e quinto successo di fila per Marino che fa scivolare di una posizione in classifica il Frosinone), è sicuramente il cambio di due panchine, già comunque ampiamente nell’aria.

Il Pescara – adesso ultimo in classifica dopo il pareggio della Cremonese a Reggio Emilia (1-1), con Strizzolo che potrebbe salvare la panchina a Bisoli al 90’ – dà il benservito al pescarese Oddo – al terzo esonero in altrettante stagioni dopo quello di Crotone e Perugia – dopo la sconfitta rovinosa con il Pordenone in casa (0-2).

L’Ascoli – penultimo con l’Entella – fa la stessa cosa con Bertotto, rilevato da Delio Rossi (portò il Palermo ai playoff nel 2018-’19 ma il club venne poi estromesso dagli spareggi), dopo il ko in casa del lanciatissimo Venezia (2-1) che adesso andrà alla prova del Lecce.

Al capitolo allenatore, dopo 9 giornate sono saltate già 4 panchine: nell’ordine, quella del Brescia (Lopez per Delneri ma con risultati per ora mediocri), quella dell’Entella oltre a Pescara ed Ascoli.

LE ALTRE

Intanto la Salernitana ha alzato i giri del motore, 1-0 in casa del Cosenza con il giallo del cosentino Ba che ha giocato 3 minuti come… 12° uomo prima di essere espulso dall’arbitro Dionisi. Succede anche questo. I granata hanno così rintuzzato il successo al fotofinish del Lecce sul campo del Chievo grazie al gol di Falco.

Manca il salto in alto l’Empoli che si fa bloccare sul 2-2 dal Vicenza in pieno recupero dopo aver messo la testa avanti a 2’ dal 90’, risale il Monza (1-0 alla Reggina) che inguaia i calabresi mentre il Pisa si conferma peggiore difesa del campionato con 20 gol incassati, gli ultimi 4 dal Cittadella che risale la china.

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