Frosinone, chi tira prima… aggancia i play off

La serie B è il campionato che aspetta tutti. Il Chievo che ha perso 4 delle ultime 5 gare, è a -5 dalla promozione diretta. Il Frosinone deve mettere da parte gli attendismi e la timidezza iniziale per risalire sul treno playoff

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

La serie B ti aspetta anche se in casa non vinci da tre mesi. Ma d’ora in poi al Frosinone serviranno attenzione e concentrazione per l’intero arco di una partita. Ormai contano solo quelle, sommate ad un pizzico di fortuna, più della tattica, più del modulo.

Quanto un gruppo di 26-27 giocatori ha fatto proprio in 7 mesi di lavoro difficilmente si riuscirebbe a modificarlo ancora. Conta come si mette piede in campo, con quale decisione si dà il primo calcio al pallone. La timidezza va messa da parte. C’è un avversario di fronte ma ci sei soprattutto tu in campo.

Il campo di allenamento a Ferentino

È solo così, con quelli che possono sembrare dettagli, che il Frosinone potrà rientrare nel giro dei playoff al termine della stagione regolare che si chiuderà a Reggio Calabria il 7 maggio. Da quel momento in poi, tutto può accadere anche perché il fattore campo ha un peso abbastanza relativo in epoca di porte chiuse, nonostante bruci il precedente della doppia finale della scorsa stagione.

SPIRITO DI SQUADRA

Attenzione e concentrazione comunque si portano a spalla anche il famoso e agognato ‘spirito di squadra’ che mister Nesta auspica di vedere in campo sempre ma che qualche volta fa difetto ai giallazzurri. A Cosenza quello spirito di squadra è servito a ribaltare il risultato che stava mettendosi nel peggiore dei modi proprio per un avvio molle, troppo attendista, di studio di un avversario che aveva da mettere sul campo solo energie nervose e poco altro. Ottima la reazione, meno la sofferenza finale perché i gol della sicurezza vanno segnati anche in maniera sporca.

Ottima la reazione che è quella vista con il Monza (2-2 in rimonta), quella vista con l’Entella (2-3 dopo il provvisorio 2-2 che aveva rischiato di tagliare le gambe), quella vista con la Reggina (1-1 in casa in rimonta), quella vista con il Chievo (3-2 in casa con doppia rimonta e sorpasso) tanto per fare qualche esempio. Vuol dire che il Frosinone sa come non deve abbattersi. Sa come si reagisce. Ma deve esserne convinto. Sempre. E soprattutto meglio agire prima che reagire dopo. Chi tira prima, tira due volte. (Leggi qui Podio e contropodio di Cosenza-Frosinone 1-2).

BATTAGLIA SENZA QUARTIERE

Il Frosinone visto a Cosenza è stato troppo attendista

La prossima avversaria si chiama Brescia. Una squadra perennemente sull’altalena, anche quando vinse il campionato di serie B.

Al quarto cambio di allenatore in 4 mesi (Delneri, Lopez, Dionigi e Clotet), con parte dell’organico reduce dalla stagione di serie A, con un allenatore nuovo e con due vittorie di fila che hanno portato per ora a +4 dalla zona calda. E soprattutto con un attaccante, il parigino Ayè che è passato dai 0 gol della scorsa stagione ai 10 attuali, 7 dei quali consecutivi che gli hanno permesso di battere il record che in casa-Brescia era di un certo Roberto Baggio.

Il presidente Cellino ha creduto in questo ragazzo che ormai, dopo la partenza di Torregrossa, è diventato la punta di diamante scalzando la scena a Donnarumma. Ayè è una carta di credito, Clotet lo ha caricato a pallettoni. Nelle ultime 8 gare si contano 11 reti delle Rondinelle così distribuite: oltre ai 7 gol del francese (tutti pesanti, tranne che con la Cremonese in casa), quelle di Biarnason (1), Bisoli (1), Donmnarumma (1) e Jagiello (1).

Ma pensare che nel Brescia faccia gol pesanti solo Ayé sarebbe commettere un errore di valutazione. E se nel Cosenza il giocatore che ha creato maggiori problemi alla fase difensiva giallazzurra è stato Tremolada, nel Brescia un’attenzione particolare andrà data al piede del polacco Jagiello che ha mandato in gol nell’area piccola due volte di fila Bjarnason e Ayè tra Cosenza e Venezia. E che ha anche un piede abbastanza caldo (4 reti).

Le rondinelle ultimamente si sono dimostrate anche abbastanza ermetiche in difesa. Sarà un’altra battaglia. Da vincere, però.

LE ALTRE

Empoli torna a piccoli passi

L’Empoli riprende la politica dei piccoli passi (1-1 in casa con il Cittadella che rischia anche di vincere) e le lodi sperticate per mister Dionisi e la sua corazzata potrebbero anche tramutarsi in pernacchie perché alle spalle degli azzurri che viaggiano al minimo con eccessiva sicumera, c’è una muta di cani affamati.

A cominciare dal Monza che anche grazie all’aiutino dell’arbitro (rigore del possibile 1-1 negato) batte 2-0 il Pordenone in casa ed ora è a -3 dai toscani. Poi c’è la Salernitana che con un colpo di testa di Djuric mette a nudo le pecche di una Cremonese che, conti alla mano, senza la vittoria con il Frosinone sarebbe a braccetto con il Cosenza. La gestione Braida-Pecchia non sembra davvero abbia dato il cambio di passo in casa grigiorossa: squadra ritoccata a gennaio ma problemi vecchi, soprattutto in difesa mentre in attacco ci si aggrappa ai gol del solo Ciofani.

Batte invece un colpo a vuoto il Venezia che – senza bomber Forte – fallisce il salto di qualità perdendo in casa con il Brescia alla sua seconda vittoria di fila e con un Ayè in più nel motore. Partita scoppiettante al ‘Penzo’ dove Pomini ha tenuto a galla i lagunari che nel finale hanno sfiorato il pari. Risale sull’onda il Lecce che maramaldeggia in casa di una Reggiana che tra emergenza ed errori non è seconda a nessuno: 4-0 per i salentini, doppietta di Coda che agguanta a 14 gol l’empolese Mancuso. E meno male che mister Alvini aveva dichiarato che il 7-1 dell’andata li aveva fortificati.

ULTIMO VAGONE

Valoti tiene in corsa la Spal

Resta sull’ultimo vagone playoff la Spal grazie ad una rete su rigore del solito Valoti a Pescara, con gli abruzzesi  che reclamano anche loro per un penalty non concesso.

In coda il classico pareggio che fa due ‘feriti’ (già gravi) tra Entella e Ascoli che al momento debbono guardare all’unica speranza di centrare i playout che sarebbe già come vincere al Superenalotto. Pisa e Reggina fanno 0-0, recrimina di più Baroni che al momento ha +5 sulla zona playout.

Nel posticipo del lunedi sera il Vicenza ha vinto a Verona col Chievo (2-1) dominando e rischiando qualcosa dopo la rete della speranza dei clivensi che sono alla 4.a sconfitta in 5 gare ma anche a -5 dalla promozione diretta. Ed è proprio vero che la serie B aspetta tutti.