Frosinone, doppia prova di forza: miglior attacco e difesa impenetrabile

[L'ANALISI] La squadra di Alvini si è presa la vetta a suon di gol (13) e subendo appena 4 reti in 6 gare. Tutti i numeri della sfida vinta col Cesena che ha messo in luce il grande lavoro del tecnico

Matteo Sansoni

Le storie dietro ai numeri

Dopo la “manita” rifilata a domicilio al Mantova, il Frosinone di Alvini ne fa tre al Cesena, reduce da una striscia aperta di 8 risultati utili consecutivi in regular season (se considerate le ultime tre partite della scorsa stagione). Una vittoria importante, soprattutto per la prova di forza dei giallazzurri che, nonostante l’undici titolare più giovane di questa Serie B con 23,1 anni di media, escono con i 3 punti da un match che nascondeva più di qualche insidia.

Primo tempo dominato ma senza gol

Il primo tempo è un monologo del Frosinone, che tiene il pallino del gioco per tutta la frazione, creando ben 10 occasioni da gol e trovando 4 volte le risposte di uno splendido Klinsmann, figlio d’arte ma con altri compiti rispetto al padre. La ripresa si apre con l’exploit dei ciociari che rispondono alle critiche delle prime uscite sui cali di tensione nei secondi tempi, realizzando tre gol in appena dieci minuti

La gioia di Raimondo

I primi due sugli sviluppi di palla inattiva, calciate splendidamente da Calò e insaccate, entrambe, da Raimondo. Il terzo, quello dell’apparente sicurezza da Ghedjemis, che raccoglie l’assistenza di Kone e spiazza Klinsmann beffato da una deviazione.

Il calo, se così possiamo chiamarlo, coincide con l’espulsione di Kvernadze: Alvini corre ai ripari ma, invece di chiudersi in difesa, inserisce Vergani e Zilli, per provare a non schiacciarsi troppo e dare profondità alla squadra. Mossa all’apparenza spregiudicata ma che risulta vincente ai fini del match, con il Cesena che trova, sì, il gol con Ciervo che riduce le distanze, ma non va oltre i 4 tiri in 30 minuti di superiorità numerica.

Il grande lavoro di Alvini

La festa sotto la Curva Nord dopo la partita

Un dato importantissimo che, ancora una volta, lascia intravedere i frutti del grande lavoro fisico e mentale portato da Alvini ad una squadra che, rispetto allo scorso anno, sembra essersi completamente trasformata. Anche qui, per avvalorare questa tesi, accorrono in nostro aiuto i numeri, decisamente esplicativi a riguardo: i ciociari in attesa del Modena impegnato in casa contro la Carrarese, si ritrovano in testa con il miglior attacco e la terza miglior difesa (con 4 gol subiti, dietro solo al Palermo fermo ancora a 2 ed al Modena a 3).

È proprio l’aspetto offensivo che, però, lascia senza parole guardandosi alle spalle: la quota 13 gol realizzati fin qui, nelle prime sei giornate di campionato, la scorsa stagione fu toccata solamente a dicembre, in occasione del diciassettesimo turno. Un paragone davvero impressionante.

Difesa quasi incolpevole sul gol fortunoso di Ciervo

La retroguardia ciociara, nonostante il terzo gol subito nelle ultime tre partite, si comporta alla grande, soprattutto dopo l’inferiorità numerica dell’ultima mezz’ora di gioco. L’esempio più lampante è Palmisani, incolpevole sul gol ravvicinato di Ciervo e decisamente poco impegnato nella serata dello Stirpe, chiusa con appena una parata e due prese alte.

Il portiere Palmisani

Bene Monterisi e Calvani, nonostante si perdano Ciervo in area in occasione dell’unica vera grande occasione per gli ospiti. Ottima la prova dei terzini, con Bracaglia che chiude il match con tre tiri all’attivo (di cui un palo) e mette lo zampino sul gol del vantaggio, contrastando in area il suo diretto marcatore e servendo, indirettamente, l’assist a Raimondo. 

Il centrocampo brilla tra qualità e quantità

Ottima prova di Kone

Il reparto mediano si candida tranquillamente ad essere uno dei migliori di questa primissima parte di stagione, con il trio composto da Calò, Kone e Koutsoupias che garantisce ad Alvini un lavoro eccellente in entrambe le fasi. Nello specifico, il primo, dopo la rete contro il Mantova, propizia i primi due gol, calciando alla perfezione i due piazzati che trovano Raimondo pronto in area di rigore.

Kone, anche lui autore dell’assist per il 3 a 0 di Ghedjemis, si batte su ogni pallone, vincendo 4 contrasti e subendo 3 falli. E per finire, ultimo ma non per ordine di importanza Koutsoupias, decisivo in fase di interdizione con 3 chiusure difensive nei 73 minuti giocati.

Ghedjemis ancora illuminante, Raimondo si sblocca

Dato che ha portato fortuna, continuiamo a ripeterlo: se Ghedjemis è questo, sognare è lecito. L’algerino delizia il pubblico dello Stirpe con un’altra partita da fuori categoria, realizzando il gol della sicurezza al culmine di una prestazione magistrale, conclusa con 3 dribbling riusciti ma anche 7 duelli vinti.

Kvernadze espulso nella ripresa

Nota più che lieta i primi due gol di Raimondo, che ritrova la doppietta dopo quasi due anni dall’ultima volta. L’attaccante scuola Bologna, tocca appena 17 volte il pallone in 66 minuti, calciando 4 volte verso lo specchio della porta. La nota meno lieta, invece, è la grossa ingenuità di Kvernadze, rimproverato da Alvini all’uscita obbligata per l’espulsione, che lascia i suoi in 10 e rischia di compromettere una serata straordinaria. 

In testa aspettando il Modena

Andrea Sottil, tecnico del Modena

A distanza di quasi tre anni dall’ultima volta, il Frosinone, complice il pareggio a reti bianche tra Palermo e Venezia (quest’ultima, prossima avversaria dei ciociari nel weekend prima della sosta nazionali), si ritrova almeno momentaneamente da solo in vetta, aspettando il risultato del Modena impegnato sul campo della Carrarese.

Alla sesta giornata e, soprattutto, in un campionato imprevedibile come quello cadetto, è inutile fare proclami e Alvini avrà il compito di non far “venire le vertigini” alla squadra. Una cosa è certa però, il lavoro paga, sempre, e dopo lo spauracchio Serie C dello scorso anno, l’inizio di stagione dei ciociari ne è la riprova.