Frosinone, festa a metà: solo un pari nella ‘prima’ allo ‘Stirpe’. Ma primo posto in solitudine

Frosinone, festa a metà: solo un pari nella 'prima' al 'Benito Stirpe' ma primo posto in solitudine. Una coriacea Cremonese impone il pari. Stadio quasi esaurito, entusiasmo alle stelle e coreagrafie da brividi in Curva.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

FROSINONE (3-5-2): Bardi; Terranova, Ariaudo, Krajnc; M. Ciofani (34′ st Frara), Sammarco, Gori (34′ st Maiello), Soddimo (40′ st Volpe), Beghetto; Ciano, Dionisi. A disposizione: Zappino, Vigorito, Russo, Crivello, Besea, Matarese, Errico, Tarasco, Brighenti. Allenatore: Longo

CREMONESE (4-3-1-2): Ujkani; Almici, Canini, Claiton, Renzetti; Arini, Pesce (40′ st Cinelli), Cavion; Piccolo (20′ st Marconi); Mokulu, Paulinho (34′ st Brighenti). A disposizione: Ravaglia, D’Avino, Procopio, Salviato, Garcia Tena, Scarsella, Macek, Perrulli, Scappini. Allenatore: Tesser.

Arbitro: Chiffi di Padova.

Assistenti: Baccini di Conegliano Veneto e Chiocchi di Foligno.

Quarto uomo: Proietti di Terni.

Note: spettatori 13 mila circa. Ammoniti Ariaudo, Gori, Soddimo, Volpe, Claiton. Angoli 4-1. Recuperi 0′ pt e 4′ st.

 

FROSINONE – Passata la festa, gabbato lo santo. Il tecnico Moreno Longo ci aveva visto lungo e non a caso aveva messo in guardia i naviganti durante la conferenza stampa di sabato mattina. Invano a quanto pare. L’entusiasmo alle stelle dopo l’inaugurazione del nuovo Stadio Benito Stirpe e l’attesa spasmodica per la prima storica partita giocano un brutto scherzo al Frosinone. La troppa pressione logora ed i canarini pagano con un pareggio al cospetto della Cremonese nel posticipo della settima giornata.

 

Dopo l’inaugurazione di giovedì, la speranza era di continuare la festa con una vittoria ed invece è successo quanto paventato Longo. Il Frosinone insomma non riesce a scindere l’enfasi per l’apertura dello stadio dalla realtà di una partita tutta da giocare. Sulla carta 1 punto in 2 partite è poco soprattutto per una squadra ambiziosa, ma alla resa dei conti il pari consente ai giallazzurri di allungare in testa a +1 da Perugia, Palermo ed Avellino. Tuttavia qualche riflessione in casa-Frosinone si dovrà pur farla dopo quesi 2 incontri. Per i grigiorossi un ottimo risultato considerando l’avversaria ed il contesto. Piccolo passo in avanti in classifica.

IL PIANO-PARTITA

Il vuoto lasciato dal bomber Daniel Ciofani (caviglia in disordine) è difficile da colmare. Inutile nascondersi. Il tecnico Moreno Longo s’affida alla fantasia, al temperamento ed al mestiere di Soddimo, schierato da mezzala sinistra ma all’occorrenza anche attaccante aggiunto. Si torna al 3-5-2. In difesa rientra Ariaudo con Terranova e Krajnc a completare il reparto davanti al portiere Bardi. Presidiano le fasce Matteo Ciofani e la novità Beghetto, play basso Gori, interni Sammarco ed appunto Soddimo. Coppia d’attacco Ciano e Dionisi. Resta fuori dall’undici Maiello, in corsa tornerà utile. Oltre a Daniel Ciofani, Longo deve rinunciare a Paganini e Citro. In panchina si rivede Brighenti che ha superato l’ennesimo malanno. Bentornato.

Attilio Tesser recupera il centrale difensivo Claiton Dos Santos. Assenti Croce (infortunio) e Castrovilli convocato dall’Under 20. Il tecnico grigiorosso sceglie il 4-3-1-2. Tra i pali il kosovaro Ujkani, i centrali sono Claiton e Marconi, i terzini Almici e Renzetti. In mezzo al prato girano Arini, Pesce e Cavion. La mezzapunta è Piccolo, l’ex Mokulu ed il brasiliano Paulinho sono gli attaccanti. Tesser lascia fuori tra gli altri il ciociaro Scarsella, anche lui un ex e cresciuto nel settore giovanile giallazzurro, ed Andrea Brighenti, cugino di Nicolò.

 

SIGNORE E SIGNORI, SI GIOCA

Il colpo d’occhio è da brividi. Lo stadio è quasi tutto esaurito. Una sciarpata della Curva Nord accompagna l’inno Frosinone Alè che risuona pochi minuti prima del fischio d’inizio. Poi quando i 22 protagonisti accarezzano l’erbetta appare come d’incanto la splendida coreografia creata dalla Nord. Ai lati il giallo e l’azzurro. Al centro un bandierone con le foto giganti di Maurizio e Benito Stirpe che guardano lo stadio. Sammarco legge il giuramento con accanto Stirpe e Longo. Buono il ritmo del Frosinone in avvio. Beghetto è vivace sulla sinistra e tenta l’affondo decisivo. Almici fatica. Soddimo al 6′ ci prova, la difesa ribatte. L’ex pescarese fa il pendolo tra centrocampo ed attacco.

La Cremonese però non sta a guardare. Non ci pensa proprio a passare per vittima sacrificale. Piccolo tra le linee è un fattore, Mokulu gioca di fisico e costringe Ariaudo alle maniere forti. Cavion, Pesce ed Arini formano una cerniera centrale di tutto rispetto. All’8′ Piccolo è temibile con un tiro cross dalla destra. Il Frosinone risponde al 14′: Beghetto serve Ariaudo, zuccata tra le braccia di Ujkani. I grigiorossi quando si distendono qualche grattacapo lo provocano. E così al 19′ Arini sporca i guanti a Bardi. Sul fronte opposto il Frosinone s’accende al 24′ con Ciano che dalla distanza impegna Ujkani.

Il match vive di fiammate. Pesce al 26′ s’incunea centralmente, conclusione dal limite, palla sul fondo. Paulinho su punizione sfiora la traversa al 29′. Al 33′ chance per il Frosinone: tiro franco di Ciano, zuccata di Dionisi sulla traversa. Gori e Dionisi tra il 37′ ed il 39′ non inquadrano la porta da fuori area. Il Frosinone non sfonda, partita molto molto difficile.

 

SECONDO ROUND

Ciano al 3′ trova un varco defilato a destra. Palla verso la porta, Dionisi non ci arriva per un soffio. Al 5′ iniziativa personale di Sammarco, destro dai 25 metri senza troppa precisione. Il canovaccio non cambia. Il Frosinone vuole fare la partita, la Cremonese lascia pochi spazi ed appena può riparte. Beghetto all’8′ sparacchia centrale tra le braccia di Ujkani. La risposta è di Piccolo al 10′: percussione sulla destra, tiro cross sul fondo. La contesa s’accende con qualche scontro al limite. Ciano al 14′ calcia l’ennesima punizione, palla vacante in area, Ujkani è lesto ad anticipare Ariaudo.

Il Frosinone prende campo, mentre la Cremonese si difende sempre più a ridosso della propria area. Gori per ben 3 volte è pericoloso. Prima al 18′ con un tiro-cross dalla destra dopo un errore marchiano di Renzetti. Poi al 20′ ed al 22′ dai 18 metri. Sulla seconda conclusione Ujkani ribatte. Tesser ridisegna l’assetto: dentro Marconi, un difensore, fuori Piccolo. Difesa praticamente a cinque. Al 24′ comunque la Cremonese s’affaccia dalle parti di Bardi e fa tremare gli spettatori. Percussione di Renzetti sulla corsia di sinistra, a rimorchio c’è Paulinho che cicca un rigore in movimento. Longo al 34′ muove le pedine e punta sulla qualità di Maiello al posto di Gori. Spazio anche per Frara sulla fascia destra. Fuori Matteo Ciofani.

 

IL FINALE

La partita è bloccata. La Cremonese inserisce forze fresche con Brighenti e Cinelli. Escono Paulinho e Pesce. Il tecnico giallazzurro risponde con il giovane attaccante Volpe. Allo scadere opportunità per la Cremonese in contropiede. Brighenti trova un varco sulla destra, taglio in piena area, Mokulu non ci arriva. Nel primo minuto di recupero l’occasionissima. Dionisi irrompe in area sulla destra, assist per Sammarco, piatto a colpo sicuro, Ujkani para. Al 50′ altra chance ma la punizione di Ciano sorvola la traversa. Alla fine lungo saluto dei canarini sotto la Nord.

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