[L'ANALISI] I numeri certificano le due partite giocate nella stessa gara dalla squadra di Alvini. Un'ora di ottimo gioco con tante occasioni ed il gol di Kvernadze. Poi nella ripresa errori fatali in difesa, poco cinismo sotto porta ed un Venezia spietato. Ora bisogna resettare e ripartire con la doppia trasferta di Avellino e La Spezia
Una sconfitta pesante, di quelle che fanno rumore e rischiano di lasciare strascichi. Allo “Stirpe” il Frosinone torna a perdere dopo 14 risultati utili consecutivi e a 112 giorni dall’ultima sconfitta contro il Monza nel lontano 18 ottobre. La squadra di Alvini entra in campo nel migliore dei modi, dominando il Venezia nei primi 25′, sia dal punto di vista delle occasioni da gol che sull’aspetto dell’aggressività e dominio del campo.
Una lunga pressione che, però, non sortisce alcun effetto fino al gol del vantaggio di Raimondo. Una rete che scuote il Venezia, che rientra in campo nella seconda frazione con un piglio diverso. A dare ulteriore fiducia agli ospiti è il pareggio, con i ciociari che pagano il doppio errore di Oyono e Bracaglia, prima del tocco sfortunato di Cittadini. Alvini prova a scuotere i suoi: “siete grandi” si sente dai microfoni a bordo campo e tenta di mettere mano allo scacchiere tattico ciociaro, passando ad un insolito 3-4-3.
Il passaggio alla difesa a tre, però, sortisce l’effetto contrario, con Svoboda che trova una prateria a centrocampo e imbuca bene per Doumbia, che al terzo tiro in porta riesce a battere Palmisani per il definitivo 2-1 in favore della capolista Venezia, che trova l’ottava vittoria consecutiva che le permette di allungare a + 4 proprio sul Frosinone.
Frosinone a due facce anche nei numeri

Partenza lampo per il Frosinone che inizia il match con il piede sull’acceleratore, schiacciando il Venezia nella propria metà campo e imponendo fin da subito un ritmo asfissiante al match, lavorando sull’aggressione immediata ai portatori di palla e sul pressing altissimo. Un impatto che destabilizza le certezze del Venezia, costretto a tenere botta e provare a “fare il Frosinone”, giocando di ripartenza.
Il passivo nei primi 25′ in termini di tiri e occasioni è impietoso, con un passivo pesantissimo per il Venezia di 13 tiri (7 in porta) per il Frosinone contro un’unica conclusione di Yeboah e respinta dalla difesa giallazzurra. Nella parte centrale del primo tempo i ritmi si abbassano, con il Venezia che riesce ad alzare il baricentro e riprendere un mano il possesso palla. Una mossa decisiva, sì, ma per il Frosinone che costruisce in contropiede il vantaggio a tempo scaduto sull’asse Calò-Kvernadze-Raimondo.

Numeri che, anche per merito del Venezia, si ribaltano nella seconda frazione con gli ospiti che ritrovano fiducia complice anche il calo nel ritmo del Frosinone, in riserva di benzina. Numeri alla mano, sono ben 11 i tiri in porta del Frosinone a fine partita, sui 20 tentativi, contro i 14 del Venezia (5 in porta), dei quali ben 8 nella seconda frazione (contro gli appena 4 tiri del Frosinone nel secondo tempo). Il dato che invece non cambia è il possesso palla, con il Venezia che tiene di più il pallone e chiude i novanta minuti con il 57 % di possesso, al netto di ben 100 passaggi in più rispetto ai padroni di casa.
Errori e sfortuna in difesa, si salva Palmisani
Nel bilancio finale è impossibile non considerare le due facce della stessa… difesa. La retroguardia di mister Alvini butta alle ortiche una partita praticamente perfetta sotto il punto di vista dei duelli per due errori che paga caro. Tutti, o quasi, protagonisti in negativo, con Oyono, Bracaglia e Cittadini che si spartiscono le colpe del pareggio del Venezia e Calvani quello del definitivo vantaggio ospite.

L’unico a salvarsi è Palmisani, autore dell’ennesima grande partita, chiusa con 4 parate decisive per tenere in piedi il Frosinone ed evitare un passivo peggiore. Nota a margine la sfortuna di Cittadini, autore dello sfortunato autogol del pareggio ma praticamente perfetto nel resto del match, da dove esce vincente nel duello con il capocannoniere Adorante con ben 11 duelli a terra su 12 e 6 chiusure difensive.
Calò continua ad illuminare ma non basta

Alvini prova a sopperire all’assenza di Kone e ad un Cichella non al 100 % con l’esordio dal 1′ di Corrado, che nonostante l’adattamento a falsa mezzala, non si fa intimorire dando alla squadra buoni spunti soprattutto in ripartenza. Illumina ancora una volta Calò, autore del passaggio che porta Kvernadze a servire Raimondo. Sul lungo, però, paga anche lui il predominio posizionale del Venezia, chiudendo il match con appena il 72% di passaggi completati, decisamente sotto media rispetto ai numeri stagionali.
Raimondo e la sfida contro Stankovic
Impressionante la statistica riguardante Raimondo, alle prese con il duello contro un quasi insuperabile Stankovic che gli chiude lo specchio per ben 7 volte su 8, eccezion fatta per il gol del momentaneo vantaggio. Peccato per l’azione del 2 a 1 dei veneti, quando è troppo morbido e, complice anche la stanchezza, lascia troppa libertà a Svoboda lanciato verso l’area di rigore.

Male, se non malissimo la prova di Ghedjemis, sprecone davanti alla porta con due errori non da lui che potevano valere il vantaggio nel primo tempo e il pareggio nel finale. Imprevedibile invece Kvernadze, autore di 4 tiri verso lo specchio e numerosissimi inserimenti diagonali a cambiare la propria fascia di competenza per scardinare la difesa avversaria. Il georgiano chiude il match anche con 2 dribbling completati e 103 metri progressivi di palla tra i piedi, nessuno come lui nei ventidue in campo.
Adesso bisogna guardarsi alle spalle

La vittoria del Venezia lancia la capolista in fuga a + 4 dalla prima inseguitrice momentanea, il Frosinone che, però, dovrà guardarsi alle spalle e prepararsi ad uscire dalle prime due in classifica dopo 12 partite in caso di vittoria del Monza nel match domenicale contro l’Avellino.
Nulla è perduto ovviamente, con il campionato che è ancora lunghissimo e, come sempre, imprevedibile, ma Alvini dovrà essere bravo a resettare l’amarezza per la sconfitta e tramutarla in voglia di reazione, immediata, per affrontare al meglio la doppia sfida in trasferta contro l’Avellino nell’infrasettimanale di mercoledì e lo Spezia di domenica prossima.



