Frosinone, Carpi…sci la vittoria (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Al Comunale (ore 20.30) partita senza ritorno con gli emiliani: vale la finale per la serie A
Frosinone, Carpi…sci la vittoria
Marino recupera Mazzotta e pensa a tre avvicendamenti. Castori con Mbakogu e Lasagna, dentro Jelenic e Romagnoli

 

 

Come una finale. Da vincere, badando al sodo. Senza lasciarsi incantare dalle sirene del pareggio che vale il biglietto per l’ultimo giro sulla giostra. E’ la classica partita senza ritorno. Una partita per cuori forti, nervi saldi, bravura e l’immancabile spolveratina di fortuna. Gli esami per il Frosinone di Pasquale Marino non finiscono davvero mai.

C’è poco da pensare, tutto da mettere in pratica perché non è più il momento per giocare di conserva. Stasera al Comunale, strapieno come la famosa ‘Bombonera’ messicana di Guadalajara, si gioca la gara di ritorno con i Carpi, bloccato sullo 0-0 al ‘Cabassi’. Spettacolo in vista ma forse più sugli spalti che in campo. Dove prevarrà il tatticismo, c’è da scommetterci, vista l’altissima posta in palio.

 

TECNICI E SQUADRE AGLI ANTIPODI – Sulle due squadre è stato detto praticamente tutto tra andata e ritorno di campionato e la sfida-1 di semifinale. I due allenatori sono abbastanza agli antipodi come concezione calcistica.

Il Carpi di Castori è una squadra che gioca bene quando riesce a far giocare male l’avversario. Da tre stagioni è così. Formazione scorbutica solo se riesce a mettere insieme due attaccanti bravi a compenetrarsi tra loro come Lasagna e Mbakogu e se Di Gaudio è in giornata di vena.

Una miscela che i giallazzurri dovranno limitare al massimo sin dal fischio d’inizio. Lunedi sera, noie a parte per i primi due (oltre al dubbio relativo al difensore Gagliolo e alla squalifica di Sabbione), partiranno tutti dal 1’.

Il Frosinone di Marino, è risaputo, è una formazione invece alla quale piace giocare la palla appena parte dalle mani di Bardi. Anche bella a vedersi quando si apre a ventaglio e attacca gli spazi o con la classica ‘palla corta-palla lunga’ taglia in due la metà campo avversaria.

La densità in mezzo al campo è stata uno dei punti di forza, insieme all’attacco, della presenza stabile ai vertici della classifica. Giocatori molto duttili in mezzo al campo, dove Soddimo e Frara sono per ora riserve di lusso ma possono tornare utili sin da subito.

Ed anche la fase difensiva è stata tutto sommato positiva, pur se a corrente alternata. A Carpi proprio la difesa con l’innesto di Matteo Ciofani ha mostrato muscolarità e diligenza tattica unita ad una buona concentrazione. Quello che servirà anche lunedi sera.

 

CHI FISCHIA – Il tecnico del Carpi, Castori, venerdi sera ha alzato i toni definendo l’arbitro Chiffi “scarso”. Una caduta di stile (al quale ha risposto per le rime il portiere Zappino…) da parte del tecnico marchigiano evidentemente nervoso perché pensava di continuare a fare filotto in casa sull’onda degli ultimi 5 successi di fila.

La gara di ritorno è stata affidata a Davide Ghersini di Genova. Con il fischietto ligure i giallazzurri in questa stagione hanno battuto Bari e Benevento al Comunale e pareggiato a Pisa. Assistenti saranno Marco Citro di Salerno e Matteo Bottegoni di Terni, Quarto uomo Francesco Fiore di Barletta, addizionali Juan Luca Sacchi di Macerata e Federico La Penna di Roma 1.

 

RISPETTO PER IL FROSINONE – La manovra a tenaglia sul Frosinone non è questione delle ultime ore. Evidentemente società e squadra non sono simpatiche a qualcuno. Perché non passa giorno che qualche voce ‘contro’ si alzi e ricada sul Frosinone. Lo si è potuto capire ancora una volta dai commenti dell’emittente a pagamento che trasmette le gare della serie B. E allora ci può stare che un commentatore abbia un cuore a colori.

Il signor Onofri, libero del Genoa da calciatore, seconda voce della emittente a pagamento, è ancora… libero di pensarla come vuole ma dovrebbe mostrare maggiore rispetto per il Frosinone e i suoi tifosi. Nessuno può obiettare sulla fede calcistica, quello che non ci può stare è che quel commentatore lo dia a vedere. Anzi, peggio, ad ascoltare.

Perché anche i tifosi del Frosinone mettono mano al portafogli per non perdere un attimo delle partite dei giallazzurri, esattamente come fanno i tifosi del Carpi piuttosto che del Verona o del Trapani. Il grande Riccardo Cucchi, voce di ‘Tutto Il calcio Minuto per minuto’ per 40 anni, era tifoso della Lazio ma nessuno se ne accorse, nemmeno in quella famosa radiocronaca del 14 maggio 2000, quando alle 18.04 disse con aplomb inglese e grande professionalità: “Sono le 18.04 e la Lazio è campione d’Italia”.

Antonio Nucera e Claudio Onofri, nella diretta dal ‘Cabassi’ di venerdi sera, all’ingresso di Mbakogu sembrava avessero toccato con mano la Sacra Sindone. Un po’ di rispetto perché Frosinone è piccola e indifesa e difenderla non è cosa complicata.

 

IL DUELLO IN CAMPO – Castori come detto se la gioca con l’artiglieria pesante. Dentro Mbakogu al fianco o alle spalla di Lasagna, dentro l’ex beneventano Jelenic al posto di Concas, Lollo che scala di qualche metro e affianca Bianco in mezzo al campo e Romagnoli che rileva l’infortunato Gagliolo in mezzo alla difesa. Quindi tre cambi dal 1’ rispetto all’andata.

Chiaro l’intento di mettere piedi buoni nella zona nevralgica del campo (Lollo) per fare spazio alle partenze dei due attaccanti e quello di dare maggiore profondità all’azione sulla fascia destra con Jelenic. Nel Frosinone ci sono davvero tutti. Anche Mazzotta che si candida ad una maglia da titolare al posto di Crivello, scalpita Paganini per rilevare Fiamozzi e freme Soddimo per dare respiro a uno tra Gori e Sammarco (ammoniti).

Gli avvicendamenti di Marino possono essere due dei tre dal 1’ con la conferma di Matteo Ciofani. Un altro della vecchia guardia. Per la partita senza ritorno. Che il Frosinone deve vincere senza ricorrere a calcoli.

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