“Calo inspiegabile, la più brutta gara del ritorno” (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Il tecnico chiuso nello spogliatoio con la squadra e Stirpe: “”Non possiamo buttare a mare quanto fatto finora”
“Calo inspiegabile, la più brutta gara del ritorno”
Catenaccio

 

L’arbitro ha fischiato la fine delle ostilità da qualche minuto. La squadra era appena rientrata negli spogliatoi dopo essere andata a raccogliere, come da liturgia consolidata ormai di fronte a qualsiasi risultato, gli applausi di incoraggiamento della Curva Nord mentre dagli altri settori dello stadio i tifosi defluivano delusi. Davanti alla panchina che sino a qualche attimo prima era stata occupata da Boscaglia, cammina il presidente Maurizio Stirpe. Ogni tanto scambia qualche parola con qualcuno seduto al riparo della panchina stessa, probabilmente il ds Marco Giannitti.

E’ scuro in volto il massimo dirigente giallazzurro. Che qualche minuto dopo ha parlato con il tecnico Marino e i suoi più stretti collaboratori. A sua volta Marino – che si era trattenuto più a lungo del solito nello spogliatoio come lui stesso ammetterà nell’intervista – si è presentato in sala stampa con una mezz’ora abbondante di ritardo (ore 17.50) sul protocollo normale (ore 17.20). Ed aveva anche dovuto registrare l’intervista post-partita con Sky che si tiene come consuetudine nell’immediato post-gara.

Il tecnico non è affatto il ritratto della felicità e della serenità pasquale quando si presenta nella sala conferenze di fronte ai cronisti della carta stampata. E per la prima volta in questa stagione, anzi per la prima volta dopo quella serie di partite di avvio stagione che sembrava non portassero da nessuna parte, ammette che la famosa prestazione non c’è stata: «Ho parlato con i giocatori, soprattutto per far sì che i ragazzi rialzassero la testa dopo questa sconfitta. Anche perché si è passati da una grande prestazione ad Ascoli a questa partita di oggi. Che io definisco inspiegabile».

Marino va giù liscio come l’olio con le parole, intrise di delusione ma anche rabbia malcelata: «Inspiegabile perché abbiamo fatto una settimana lunga, abbiamo giocato dopo 9 giorni dall’ultima partita. I ragazzi hanno svolto allenamenti attenti e concentrati. E forse è emersa forte la pressione, anche se proprio nella conferenza stampa di presentazione io avevo detto che questa squadra è matura per questo tipo di ribalta. Evidentemente abbiamo sbagliato la partita più importante».

La sua è una disamina impietosa: «Analizzeremo il tutto a mente fredda ma c’è poco da salvare, tutti siamo stati al di sotto delle possibilità». E poi per un attimo il nastro si riavvolge, proprio su quelle partite che sono passate ‘in cavalleria’, vale a dire tutta la serie di pareggi regalati: «Per lunghi tratti del ritorno abbiamo giocato bene ma non abbiamo saputo sfruttare il momento ed ottenere il massimo chiudendo tante partite. Oggi però eravamo lenti in tutto, nel palleggio e nel fraseggio. Un peccato. Ho parlato ai ragazzi ed ho detto loro che non possiamo buttare all’aria un lavoro fatto bene per tanti mesi».

Marino esclude che il Frosinone in sostanza sia sulle gambe. Anche se qualche singolo, pur di fronte alle difficoltà emerse a livello generale, ha arretrato di molto gli standard di prestazione: «Non credo sia solo un problema di staticità da parte di qualcuno ma piuttosto di tanti errori tecnici che non facciamo mai. Abbiamo sbagliato tanti appoggi e così facendo davamo campo agli avversari. Siamo stati imprecisi, una partita da dimenticare in fretta. Sono stati commessi errori che in genere si commettono in 10 partite. E’ capitato nel momento meno opportuno, in una delle tre-quattro partite che non puoi sbagliare mai».

E qui l’allenatore in maniera diretta torna su quelle vittorie sfumate, ai pareggi che spesso sono stati scambiati per vittorie anche nelle dichiarazioni post-partita: «Quando non fai i punti che meriti, rischi di arrivare a queste partite con la pressione che non dovresti mai avere e la palla si fa improvvisamente pesante».

C’è spazio anche per qualche singolo, Soddimo ad esempio, apparso lontano anni luce dalle sua partite migliori e preso costantemente d’infilata in mezzo al campo: «Non parlo di singoli, dico che certi movimenti li facciamo tutti a velocità diverse rispetto ad oggi».

Il Frosinone adesso non è più arbitro del suo destino, almeno per ora perché il Verona ha il vantaggio della classifica avulsa a suo favore: «Dobbiamo reagire immediatamente perché quando prendiamo qualche schiaffo di solito reagiamo immediatamente».

Il tecnico spiega direttamente anche perché è arrivato in ritardo in sala stampa: «Ho parlato con la squadra e con il presidente come facciamo sempre alla fine di ogni partita, è chiaro che quando si perde c’è qualcosa in più da dire».

Si parla anche del Frosinone che dopo l’innesto di Gori ha cambiato pelle sotto il profilo tattico. Si torna al passato? «L’aspetto tattico? Quando si gioca così (male…) cambia poco. Le partite si cambiano con la cattiveria agonistica, arrivando prima sulla palla. Le battute di arresto ci sono nell’arco di un anno, noi lo sappiamo. Voglio anche dire che dopo una prestazione del genere meritavamo i fischi e invece la gente ci ha incoraggiato, tutto questo ci deve spronare, ci deve far comprendere che abbiamo delle responsabilità nei confronti di questa passione della gente. Senza cercare scuse».

Anche dalle parole di Marino c’è una svolta. Almeno rispetto ai post-partita con Avellino, Cesena e Ascoli. Anche col Novara al Frosinone non è stato regalato nulla, anzi probabilmente è stato tolto (un rigore netto sull’1-2) ma il trainer non ne fa menzione. Forse perché il presidente Stirpe ha imposto un profilo più basso a tutti.

Nel finale di conferenza stampa si punta il dito sulle difficoltà di qualche giocatore. Marino che prima aveva dribblato la domanda su Soddimo, dribbla anche questa: «Da una settimana all’altra in difficoltà? Ad Ascoli abbiamo giocato alla grande, mi pare. Inaspettato che ci fosse un calo, lo ripeto. Di tutte le componenti: calo fisico, tattico e tecnico. Forse c’è stato qualche problema di testa, lo verificheremo. Adesso dobbiamo solo andare a riprenderci quello che abbiamo perso, sin da sabato prossimo».

 

 

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