La corazzata Frosinone con i motori ‘avanti tutta’ affonda la Pro (di F. Cortina)

Mister Longo nei giorni scorsi aveva detto che bisognava sbrigarsi a riavviare i motori: contro la Pro Vercelli il Frosinone li mette su 'Avanti Tutta'. Vittoria per 4-0

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

FROSINONE (3-4-1-2): Bardi; Brighenti, Ariaudo, Terranova; M. Ciofani (36′ st Paganini), Chibsah, Maiello (30′ st Koné), Beghetto; Ciano (19′ st Soddimo); Dionisi, D. Ciofani.

A disposizione: Zappino, Palombo, Crivello, Russo, Krajnc, Besea, Matarese, Frara, Volpe.

Allenatore: Longo.

PRO VERCELLI (4-3-3): Pigliacelli; Germano, Konaté, Gozzi, Mammarella; Da Silva, Vives (1′ st Altobelli), Castiglia; Raicevic, Morra (36′ st Della Morte), Polidori (22′ st Bifulco).

A disposizione: Gilardi, Marcone, Berra, Ghiglione, Ivan, Bertosa, Pugliese, Jidayi.

Allenatore: Atzori.

Arbitro: Sig. Antonio Di Martino della sezione di Teramo; assistenti sigg. Orlando Pagnotta della sezione di Nocera Inferiore e Christian Rossi della sezione di La Spezia; IV Uomo sig. Gino Garofalo di Torre del Greco.

Marcatori: 5′ pt Dionisi, 25′ pt Ariaudo, 31′ pt M. Ciofani, 17′ st Terranova.

Note: spettatori: 10.161 (di cui 5 ospiti) compreso gli abbonati; incasso totale euro 72.403,75; angoli: 5-4 per la Pro Vercelli; ammoniti: 14′ pt Konaté, 26′ pt Vives; recuperi: 2′ st.

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Voleva che i motori si riaccendessero alla svelta, ma non aveva immaginato che gli undici macchinisti messi in campo fossero in grado di mandarli avanti tutta in così poco tempo. La corazzata del comandante Longo affonda una modesta Pro Vercelli con quattro siluri e mette in chiaro che tra 2017 e 2018 poco o nulla dovrà cambiare nelle zone alte della classifica.

 

FISCHIO D’INIZIO

Chibsah subito in mezzo al campo nel consueto 3-4-1-2 giallazzurro, mentre Atzori piazza un insolito Raicevic dietro le punte nel suo 4-3-1-2. Si parte e Camillo Ciano al 5′ vuole far capire che l’anno è un altro ma il suo piede è sempre mortifero, la sua punizione ben calciata però viene deviata. E’ solo un antipasto: dopo un minuto il Frosinone passa. La Pro Vercelli sbaglia l’impostazione del contropiede, Bardi lancia per Ciofani che stoppa e manda in porta Dionisi, il 18 con un sinistro chirurgico batte Pigliacelli in uscita ed è 1-0.

 

La Pro non ci sta a fare la parte dello sparring partner e al 10′ ci prova con Castiglia, ma il suo sinistro dal limite è largo. Ora la squadra di Longo vuole stanare i piemontesi e lascia loro l’iniziativa, attendendo il momento giusto per colpire di rimessa. Al 13′ doppia occasione ciociara: cross preciso di Beghetto, la palla finisce sui piedi di Daniel Ciofani ma il suo destro è salvato sulla linea da Konatè, poi da fuori ci prova Chibsah ma il suo destro a porta quasi vuota è largo.

 

Al 18′ Konatè sembra anticipare Ciofani in area con un braccio e nell’incertezza, come spesso accade se c’è un dubbio a favore del Frosinone, lascia correre. Al 24′ spavento supremo dalle parti di Bardi: corner di Mammarella, Beghetto buca sul primo palo e Konatè, tutto solo e a porta vuota, riesce a mandare alto. Un minuto ed il Frosinone fa valere la regola più vecchia del calcio: gol mangiato, gol subito. Cross di Ciano dalla tre quarti su punizione, inserimento di Ariaudo e la squadra in maglia gialla raddoppia.

 

ALLA MEZZORA È TRIS

Alla mezz’ora il Frosinone cala il tris: discesa di Maiello sulla sinistra che si beve tre avversari, pallone a tagliare l’area per Matteo Ciofani che con un tocco sotto da numero dieci batte Pigliacelli. La Pro è praticamente al tappeto. Al 34′ Vives ci prova con un rasoterra, ma Bardi risponde presente. Al 35′ il poker è sui piedi di Chibsah dopo un contropiede da manuale, ma il mestiere del ghanese non è quello di far gol e si vede: rigore in movimento tirato fuori.

Il Frosinone spegne per un attimo la luce e prima Morra e poi Polidori hanno due occasioni colossali per accorciare le distanze, ma in un caso la difesa libera e nell’altro il tiro finisce alto. La concentrazione, sul finire del tempo cala in maniera preoccupante, un lusso che in questo campionato non ci si può permettere, neanche con l’ultima in classifica. Al 45′ a riposo ci si va senza recupero e sul 3-0 per il Frosinone.

 

SECONDO TEMPO

Ad inizio ripresa il protagonista è il sole, che tramontando alle spalle di Pigliacelli crea non pochi problemi all’impostazione di gioco dei ragazzi di Longo. Il primo squillo del secondo tempo è di Castiglia che dai 25 metri prova il sinistro al 7′, ma Bardi si distende e blocca. Il Frosinone sonnecchia, mentre Paganini si scalda: è questa la notazione di cronaca più importante nei primi dieci minuti di ripresa. Al 14′ Bardi indossa un cappellino per ovviare al fastidioso sole calante.

Al 17′ segna Terranova trasformando un cross perfetto di Ciano in oro, con un colpo di testa potente sul secondo palo: è poker. Al 27′ Daniel Ciofani regala ai colleghi fotografi una coordinazione stile Parola delle figurine Panini, ma la sua mezza rovesciata è alta. Alla mezz’ora Maiello concede l’esordio a Moussà Konè, ora tutto lo stadio aspetta solo il ritorno di Paganini. Di calcio giocato in effetti ce n’è ben poco da guardare. Anzi no, al 34′ Bardi decide di prendere un buon voto in pagella e non perché cambia cappellino, da nero ad azzurro, ma per una parata da campione su un sinistro al volo di Mammarella da sette metri circa.

 

IL GRAN FINALE

Al 36′ eccolo: esce Matteo Ciofani ed esordisce allo Stirpe, dopo il lungo infortunio al ginocchio, Luca Paganini. L’esterno romano è subito sollecitato dai compagni, prova un paio di affondi, salta l’avversario, insomma il 17 c’è. La gara finisce 4-0 in uno Stirpe festante: non poteva esserci ritorno in campo migliore per la squadra di Longo. I motori quindi ci sono, ora occhio al timone e alla bussola, di tempeste da qui a maggio ce ne saranno, l’importante è saperle affrontare. Tutti insieme.

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