Frosinone record per la Serie B allo Stirpe

Il Club giallazzurro da record nelle prime 3 gare interne. Ma è importante continuare nel solco delle parole dette dal presidente Stirpe il 23 giugno. I sogni di gloria si potranno cullare con la spinta adeguata alle spalle degli attuali 17-18 titolari.

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Si chiude con 5 punti il trittico di sfide in 7 giorni per un Frosinone sempre all’altezza della situazione. Ritarda ancora il successo sulla ruota di casa – anche se il pareggio con il Brescia va strettissimo per l’impressionante mole di gioco sviluppata e occasioni create – ma la squadra di mister Grosso conferma solidità ed ampi margini di miglioramento nel percorso che sta conducendo al cambio di uomini e soprattutto di mentalità a livello generale.

Della squadra di Grosso va apprezzato in primo luogo l’ordine tattico che segue un preciso canovaccio costruito con estrema logica. Tutti sanno cosa fare, il pallone non è più fuoco tra i piedi, l’atteggiamento è – per dirla con le parole che piacciono tanto al tecnico – quello di “andare a prendere gli avversari”. E’ il modo migliore per interpretare il gioco del calcio. Oltre il risultato finale.

Non c’è più timore, paura della giocata, il classico braccio corto del tennista. E’ un lavoro che mister Grosso ha iniziato nel periodo più complicato della sua gestione, nelle ultime 8 gare del campionato scorso e che sta proseguendo dal 4 luglio quando la società gli ha messo a disposizione un organico pienamente funzionale al progetto. Un organico importante, verissimo. Ma tutto fa parte di un lavoro che deve attecchire e dare i frutti con i tempi giusti.

AVANTI NEL PROGRAMMA TRIENNALE BEN SCOLPITO

Maurizio Stirpe nella conferenza del 23 giugno

L’importante è rimanere sempre ancorati ai concetti che il presidente Maurizio Stirpe espose nella conferenza stampa del 23 giugno scorso: il Frosinone ha un percorso da compiere, la sintesi di quell’intervento.

Ma vale la pena di ricordare anche quelle parole, almeno nell’incipit che riguardava la stagione attuale: “Gli obiettivi quali saranno? Il primo anno l’obiettivo principale sarà risanare la Società, i conti della Società sono stati a rischio soprattutto nell’anno immediatamente successivo la retrocessione. C’è voluta una grande pazienza e resilienza per non buttare a mare tutto, adesso siamo in una fase di quasi convalescenza. Anzi, speriamo da gennaio 2022 di entrare effettivamente nella convalescenza. Quindi risanamento economico-finanziario e recupero dell’entusiasmo che passa attraverso i giovani e allo stesso tempo mantenere la categoria. Non possiamo cullare sogni diversi da questo”. (leggi qui Frosinone, Stirpe apre il nuovo nuovo ciclo).

Certo, nel calcio ci sono le variabili. Ma le sirene dei media nazionali che pongono il Frosinone come squadra da battere vanno in controtendenza con quelle parole.  

RITROVATA LA GIOIA DEI TIFOSI

La curva con i tifosi del Frosinone al Granillo

Poi però c’è l’entusiasmo. Che, è innegabile, esiste. Si tocca con mano. Che va oltre i punti in classifica. E il calcio vive anche di entusiasmo. Da saper gestire.

Il Frosinone una battaglia l’ha già vinta, quella di aver saputo riportare la gente allo stadio. Di aver saputo ricreare quell’entusiasmo che sembrava sopito dopo la seconda stagione di A in totale difficoltà e le ultime due stagioni di B sull’altalena.

Il club giallazzurro ad oggi è in testa alla speciale classifica delle gare interne. Il 3 novembre 2020, su questa rubrica, ci si poneva esattamente il quesito: la vera sfida del Calcio dopo la pandemia, sarà quello di saper riportare i tifosi a fruire dello spettacolo più bello del mondo (Leggi qui Covid incatena il calcio, il Frosinone sogna gioia negli stadi).

Al ‘Benito Stirpe’ 16.901 spettatori in tre partite: il Club giallazzurro stacca di oltre 1.000 presenze la Reggina (15.653) e di quasi 5.000 la Ternana. È un dato molto confortante. Il Frosinone ha intrapreso la strada giusta, gestendo il rapporto con i tifosi in maniera ancora più attenta. Con la possibile apertura al 75% della capienza si potrà valutare un ulteriore step di crescita che conforta sicuramente le scelte della Società.

LA SPINTA DI TUTTA LA ROSA

Matteo Ricci

Il livello di competitività del Frosinone sarà tanto più elevato quanto sarà più complicato per mister Grosso decidere ogni settimana la formazione da mandare in campo. Non è un gioco di parole. Il telaio sembra già ben definito – ad esempio Gatti e Szyminski hanno giocato sempre nel pacchetto di centrali di difesa e l’ex della Pro Patria ha già sulle spalle 3 ammonizioni – ma la rosa di 30 giocatori pone tutti nella condizione di esserci.

Grosso ha dimostrato di non avere preclusione verso nessuno. Ora è importante che si spinga da dietro, che (non solo) i giovani presi per creare valore diano a loro volta valore tecnico al proprio allenatore. Le tre ‘K, vale a dire i vari Koblar, Klitten, Kremenovic e poi Bevilacqua, Manzari, Haoudi (appena 1’ per lui finora), Satariano, aggiunti all’esperienza di Casasola che da diverse stagioni è tra i migliori nel suo ruolo in B e alla bella sorpresa di Lulic, un giocatore polivalente nel centrocampo giallazzurro.

Da loro il Frosinone può avere tanto, nell’immediato e in prospettiva. Senza mai dimenticare che ai box c’è un certo Brighenti. E che Grosso ha ritrovato sul campo anche Novakovich.

OLTRE AL FROSINONE

Stadio vuoto con pallone

Il colpo maestro della 6.a giornata è senza dubbio quello del Brescia che va sotto di 2 reti ad Ascoli, vede gli incubi e poi la ribalta grazie ai difensori e probabilmente anche alla disattenzione di tutto il pacchetto difensivo dei marchigiani. E’ Cistana che suona la carica alla fine del primo tempo, poi strada in discesa per i lombardi di Inzaghi che si attestano al secondo posto.

Al primo c’è sempre il Pisa che sotto la pioggia torrenziale di Parma prima passa con il solito bomber Lucca, poi subisce il pareggio dei crociati e quindi deve aggrapparsi alle parate di Nicolas per uscire indenne dal ‘Tardini’. Passi in avanti per la squadra di Maresca che in classifica è ancora attardata, però.

Al terzo posto la Cremonese, corsara a Vicenza grazie ad una rete su rigore di Ciofani, che aggancia l’Ascoli. A braccetto seguono il Lecce (2-1 a Cittadella, con Coda e Di Mariano inframezzati dal pari di Okwonkwo) e il Benevento che si salva a Como(1-1) grazie al gol dell’uomo mascherato, vale a dire Gianluca Lapadula. A sorpresa a 10 punti troviamo il Cosenza, ripescato e costruito nel giro di 10 giorni: la squadra di Zaffaroni fa suo il derby con il Crotone (1-0) grazie ad un eurogol di quel Carraro che a Frosinone era passato insalutato ospite, anche mal impiegato probabilmente. I pitagorici là sotto in classifica a 3 punti e con 2 gol incassati a partita sono già sotto osservazione.

Scatto del Monza che batte in rimonta il Pordenone (3-1), con i ‘ramarri’ che erano passati a condurre e scatto della Ternana che con 2 vittorie nelle ultime 2 gare si tira fuori dalla zona playout. Alla squadra di Lucarelli serve un missile di Martella per abbattere il muro di una Spal ancora in ombra nonostante i tanti buoni propositi. Muove, infine, la classifica l’Alessandria che fa 1-1 a Perugia. Errore difensivo per la squadra di Longo sul vantaggio degli umbri, 3’ dopo ci pensa Prestia al suo primo gol in B a rimettere le cose a posto.

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