Il Frosinone gioca per il sorpasso (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

Niente di più difficile ma il Frosinone deve tornare a battere tre colpi. Senza se e senza ma. Niente di più difficile è trovare sul cammino questa Salernitana che il tecnico Bollini – chiamato al capezzale dei granata per rianimarli – ha l’’obbligo di raddrizzarli sulla curva più pericolosa del campionato. Niente di più difficile per il Frosinone reduce da due pareggi di fila è giocare questa partita senza due punti-cardine della squadra, vale a dire Gori e Daniel Ciofani, una parte del cuore pulsante e metà arsenale dell’artiglieria pesante. Niente di più difficile ma il Frosinone è nato per combattere. E pure per vincere. Oggi pomeriggio al Comunale sarà una battaglia senza esclusione di colpi.

 

COME CI ARRIVANO – La sconfitta di Bari ha lasciato i campani nelle zone medio basse della classifica, in piena bagarre playout. Ma al San Nicola i granata sono stati penalizzati da quel colpo di mano sulla linea di porta da parte di Basha (squalificato per due turni dopo la prova tv) che ha evitato un gol fatto. Il Frosinone dovrà innalzare la sensibilità dei sensori di allarme perché il club granata alzerà la voce sulla rotta di avvicinamento al Comunale. Anzi si sta già provando a farlo perché è stata rispolverata la partita dei playoff della serie B e un presunto alterco che ci sarebbe stato nell’’intervallo della partita.

La legge dei grandi numeri fa incrociare le dita e toccare ferro: la Salernitana non vince fuori casa dall’’èra paleolitica, dal 5 marzo scorso a Cesena. Dall’’altra parte i 10 risultati utili dei giallazzurri sono un valore ma in ogni partita bisogna resettare lo ‘score’.

La condizione psicologica della squadra di Marino è tutta da verificare sul campo. I canarini restano la squadra più ‘buona’ della serie B ma il nervosismo di Daniel Ciofani a La Spezia potrebbe lasciar pensare che qualcosa cova sotto la cenere. E vorremmo tanto aver detto un’’eresia. Il tecnico dovrà essere bravo a far emergere la parte positiva dell’’aspetto nervoso, facendola bilanciare con la qualità indiscutibile che deve lasciare il segno.

 

IN CAMPO – Bollini proseguirà con il 4-3-3 ma cambierà almeno un protagonista. In difesa infatti Vitale a sinistra potrebbe prendere il posto di Marchi, con Perico confermato a destra, Tuia in coppia con Bernardini al centro davanti al recuperato Terracciano. Il rientro di Vitale e del portiere toglie dagli impacci Bollini che deve rinunciare a Luiz Felipe in difesa e Odjer in mediana. In mezzo al campo Ronaldo sarà il regista basso con Busellato e Della Rocca mezzali. In attacco Coda con Rosina e Improta a sostegno, Donnarumma ancora in panchina.

Marino potrebbe anche non fare cose scontate. Nel senso che se il rientro di Matteo Ciofani automaticamente porterà Brighenti al centro e Pryyma in panchina. A sinistra Mazzotta potrebbe prendere il posto di Crivello anche se il palermitano ha lo stesso passo di Rosina. In mezzo al campo la scelta va ponderata con la massima attenzione anche se c’’è poco da mescolare le carte. Frara non ha proprio le stesse caratteristiche di Gori fino a prova contraria ma nelle gerarchie è nettamente davanti a Gucher. Mentre Kragl non è proprio un interno nel centrocampo a quattro.

Se ipotizziamo il 4-4-2 mascherato da 4-3-3 il posto può essere di Kragl. Se ipotizziamo il 4-4-2 ortodosso entra Frara. In entrambe le soluzione l’’ago della bilancia è la posizione ibrida di Soddimo. Per il resto Paganini (granata mancato nell’estate 2011 quando era ancora un baby nella Berretti canarina allenata da Stellone) rientra e c’’è Cocco in attacco.

 

SALVATAGGIO SOTTO LA TORRE – Pisa-Bari è l’’anticipo della 18ma, match dai tanti risvolti. In prima fila il tentativo dei neroazzurri di uscire dalla pastoie della zona calda. E dall’’altra quella dei ‘galletti’ di Colantuono che volevano dimostrare di valere anche lontano dal San Nicola e soprattutto di valere un posto al sole. Finisce con uno squallido 0-0 che non fa fare salti di gioia a nessuna delle due formazioni. Recrimina il Pisa per un presunto rigore nel 1° tempo e per un legno nella ripresa.

Ma la sfida dell’’Arena Garibaldi ha sancito la ‘rinascita’ dei neroazzurri sotto il profilo societario. Il Pisa nel frattempo infatti ha cambiato finalmente padrone, passando nelle mani dell’’imprenditore Giuseppe Corrado grazie anche al lavoro del presidente della Lega di B, Andrea Abodi. Sei mesi di tempo dati ad una società di calcio per il salvataggio quando invece ad un’’azienda in Italia le ganasce fiscali scattano in un tempo molto minore. Il presidente Abodi si è giocato tanto in questa partita ed ha vinto. Almeno per ora.

 

LE ALTRE – Tutte le partite che contano si giocano di sabato e quasi tutti incrociano i destini per l’’alta quota e per la zona rossa. La coda della domenica è per Brescia-Novara alle ore 17.30. E così il Frosinone mentre gioca contro i granata campani tiene una parte del cavo auricolare rivolto a quanto accade nel derby Vicenza-Verona che in Serie B parte dalla stagione 1933-‘34. Il sorpasso dipende da tanti fattori ma ci può stare.

Pecchia sta confermando di avere problemi a tenere le forti velocità (gli accadde già alla guida del Latina nell’’anno della promozione in B poi veicolata da Stefano Sanderra) e si dice che in settimana abbia urlato nel chiuso dell’’impianto di Peschiera, Bisoli non sa che santo votarsi perché vive nell’’emergenza perché spera nel recupero di almeno qualcuno tra Di Piazza, Raicevic, Siega, Fabinhno e Adejo stante la squalifica di Signori e Vigorito.

Il Benevento col vento in poppa e con l’’ex Chibsah in versione goleador (ma per il prestito del ghanese, stavolta il Sassuolo paga invece di ricevere soldi) alla prova dell’’Avellino dove Novellino ha esordito – esattamente come Bollini a Salerno – con una sconfitta e non può permettersi di scialare. In Carpi-Ternana discorso più o meno simile quanto alle posizioni di classifica mentre Carbone per ora si tiene stretta la panchina.

Tra gli emiliani dubbi Colombi e Gagliolo, l’’ex canarino Blanchard per ora ‘vegeta’ in panchina. Ascoli-Latina sono divise da un punto ma i marchigiani hanno una gara in meno. E poi c’’è il Cittadella: viaggia verso la prova del ‘Manuzzi’ di Cesena per evitare che l’’Emilia Romagna diventi indigesta (due ultimi ko con Carpi e Spal). Perugia-Pro Vercelli e Virtus Entella-Trapani non concede respiro a nessuno, i granata siciliani sono ora nelle mani del tecnico Calori.

Infine Spal-Spezia mette di fronte gli emiliani in grande ascesa e i liguri che viaggiano ancora ai margini della zona che conta.

 

L’’OCCUPAZIONE DEGLI SPAZI – Torniamo a noi: come venire a capo della Salernitana? Marino in questo suo interregno al Frosinone ha stravolto il modo di giocare ma… non troppo. Passa dal gioco manovrato all’’attacco alle spalle con una discreta, a volte buona, alternanza e riuscita degli effetti speciali. E’’ chiaro che tutti debbono stare sulla corda. Dall’’uscita del pallone dalle mani di Bardi in su. Ed è altrettanto chiaro che il gioco di profondità di un Paganini e la lama Soddimo piantata nel fianco degli avversari è pane per i denti degli attaccanti. Oggi tocca a Cocco in coppia con Dionisi. Passa da 3’’ nelle ultime due partite a potenziali 90’’ da giocare col colpo in canna. Niente di più difficile ma il Frosinone deve tornare a battere tre colpi.

L’intervista a Marino: «Nessun calo, riprendiamoci la vetta»

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