Frosinone, subito in fase 3 o sono guai

Il momento negativo dei giallazzurri si allunga anche a Verona. E se da una parte è necessario guardare il secondo posto che si allontana e la zona playoff che sale alle spalle, è giusto ritrovare certezze, stimoli e condizione perché tutto è ancora aperto

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Una fase-2 stentorea. Più o meno come quella in cui si è trascinata l’Italia nel periodo di lockdown. In attesa che si passi velocemente alla fase-3 e si intraveda la luce come l’Italia sta vedendo in questi giorni. La luce sottoforma di quella ‘vittoria’ che Nesta ha invocato al termine della gara persa con il Chievo al ‘Bentegodi’, dove il Frosinone lascia un’altra posizione sul ‘fronte’ della griglia playoff.

Al momento i giallazzurri dovrebbero giocare il turno preliminare paradossalmente ancora con il Chievo, stavolta con il favore del campo che però non sta portando granchè fortuna ai ragazzi di mister Nesta e in generale sta incidendo poco a tutti i livelli. Magari, anzi sicuramente non sarà così perché da qui alla fine ne vedremo delle belle. E la speranza nel cuore è di vederle, le cosiddette cose ‘belle’, tutte ammucchiate sulla sponda del Frosinone.

LA SPERANZA VA ALIMENTATA CON I FATTI

Debita premessa a parte, il momento-no deve, allo stesso tempo, creare le giuste preoccupazioni in chiave secondo posto – che grazie alle frenate lunghe è sempre a 5 punti (Cittadella e Crotone hanno anche il vantaggio degli scontri diretti, ndr) – e pure in chiave playoff ma deve anche creare stimoli nuovi in un gruppo che la Società ha ritenuto all’altezza del compito assegnato e del percorso indicato.

La realtà va sempre guardata con attenzione, spogliandosi dei ‘desideratache di giornata in giornata nel calcio cambiano. Tutte vorrebbero vincere ma alla fine in serie A ne saliranno altre 2 e 4 scenderanno in Lega Pro.

È necessario allora sapersi sempre riposizionare – anche cambiando pelle a fronte di una necessità e non sempre in corsa, quando si dà l’impressione che quella sia solo la mossa della disperazione – ma senza mai abbandonare la famosa speranza. Due punti in 5 partite sono pochini e lo sanno tutti se vuoi andare in A dalla porta principale. Ma anche 33 gol realizzati in 31 partite, che rappresentano il penultimo attacco della serie B sovrastato nella notte infausta di lunedi dal Cosenza, sono pochissimi per lo stesso motivo. Nonostante nella faretra di Nesta ci siano frecce dalla punta d’argento per la serie B.

E ancora: il punto di forza del Frosinone di Alessandro Nesta è stata a lungo la difesa ma i ‘difendenti’ nel complesso non stanno aiutando i difensori in questa fase così delicata.

I TIFOSI E IL CALCIO DELLA FASE-3

Si è detto all’inizio di questa fase-2 che al Frosinone stanno mancando i tifosi. Anzi, che questo calcio senza tifosi non è calcio.

In effetti la crisi dei giallazzurri è iniziata con il calcio senza tifosi. Ma in primis: i tifosi mancano a tutte le squadre, anche a quelle che giocano fuori casa che avevano sempre il loro bel sostegno. Quindi, sarà anche vero ma qualcuno ha intravisto una soluzione diversa?

Fermo restando che il presidente della Figc, Gravina, conta di riaprire gli stadi anche per creare maggior valore allo spettacolo? Chi afferma, pure tra gli addetti ai lavori, che questo non è calcio dimentica che i presidenti pagano stipendi anche grazie ad introiti che non sarebbero mai arrivati se questo ‘calcio senza tifosi’ non sarebbe mai ripartito.

Quindi, testa bassa e pedalare. Anzi, giocare. In attesa dei tifosi. Che potranno spingere quanto vogliono ma che non vanno in campo a fare gol.

RIMETTERE LA TESTA AVANTI, SUBITO
La Spezia – Frosinone

Ciak si gioca e la prossima è con lo Spezia. Inutile aggiungere che è necessario mettere la testa avanti ai liguri che si aggiungono al lotto delle squadre contro le quali il Frosinone è in svantaggio (2-0 nella gara di andata).

In casa, nel derby perso con il Pisa, mister Italiano ha fatto massiccio turn-over e gli è andata male pur osando tutto quello che c’era da osare. Ma D’Angelo dall’altra parte è stato bravo, passando alla difesa a quattro e mollando gli ormeggi. A Frosinone non ci sarà lo squalificato Mastinu e poi in serata i liguri attendono il via libera per il prolungamento di tre prestiti e il prolungamento del contratto in scadenza della stella Bidaoui. Ma alla fine seguiranno i vari Nzola e Scuffet, già regolarizzati.

PROMOSSA A… TEMPO DI RECORD

Il Benevento torna in serie A matematicamente. Dopo aver cannibalizzato il campionato dall’inizio. Ed è anche merito di Pippo Inzaghi che, dopo le delusioni sulla panchina del Milan seppe riposizionarsi al Venezia in serie C riportandolo in serie B ma poi non ebbe fortuna al Bologna.

I tempi per la A evidentemente per lui non erano ancora maturi. Ritrova così la massima serie a spron battuto con i sanniti, a 7 turni dalla fine. Un record (l’Ascoli nel 1977-’78 tagliò il traguardo con 7 turni di anticipo ma era ancora il campionato dei 2 punti a vittoria) nei record di una stagione di immenso valore, con un organico di altissimo profilo.

LE ALTRE

Nel saliscendi di questo restart della serie B, del gruppone che si contende secondo posto e griglia playoff continua a fare il suo bel figurone il Cittadella all’inglese di Venturato, che dopo aver vinto con il Livorno e a Frosinone prosegue sulla ‘retta via’ e vince anche al ‘Tombolato’, vittima stavolta il Perugia alle prese con infortuni prima, durante e dopo. I granata stavolta innescano in gol Diaw, doppietta e via anche con un massiccio turnover rispetto alla gara del ‘Benito Stirpe’.

Il post-lockdown regala 9 punti e il secondo posto ai veneti. Nel lotto delle ‘pretendenti’ c’è chi va a corrente alternata. A cominciare dallo Spezia (prossimo avversario del Frosinone) che ha fallito la gara che avrebbe potuto portarlo al secondo posto: nel derby delle ex Repubbliche Marinare, i ‘blancos’ di Italiano cedono in casa (1-2) al Pisa che un attaccante lo ritrova ed è Marconi (doppietta per lui).

PIANO MA GIRA

Va al minimo ma almeno va e parliamo del Crotone che perde il mini allungo e si fa raggiungere ad Ascoli dalla squadra di Dionigi, a segno con un gol di Trotta dopo che il prossimo monzese Barberis aveva portato avanti i pitagorici di Stroppa e dopo due pali e partita in mano. Risale sulla giostra il Pordenone, 2-0 all’Entella. I friulani non vincevano dal 7 marzo col Cittadella. E alla luce della classifica di oggi sembrano anni luce fa. A Salerno succede di tutto, alla fine la Cremo riporta un punto che va strettissimo anche in ottica classifica. Tre a tre, rigore per i granata di Ventura in pieno recupero tra polemiche e veleni sotto gli occhi del patron Lotito. La Salernitana per ora è l’ultimo vagone per i playoff, la Cremonese è l’ultimo vagone per i playout.

A proposito di pareggi, l’1-1 del Pescara in casa con l’Empoli non allontana gli abruzzesi dalla zona calda e non avvicina i toscani alla zona che conta. In sostanza è il classico punto che rinvia tutto. Chi invece si scuote è il Venezia anche grazie al calendario: 6 punti nelle ultime 2 gare con Ascoli e Livorno e quota 39 sembra un toccasana dopo il lungo periodo di vacche magre in Laguna. Infine il Trapani: aveva 3 punti in mano per scavalcare il sorprendente Cosenza di questa ripresa di stagione ma i lupi alla fine hanno spuntato un pareggio che non serve a nessuna delle due.