[L'ANALISI] Dopo un primo tempo attendista, nel secondo i giallazzurri hanno dominato la Carrarese con numeri impressionanti. Dal possesso palla ai tiri, fino agli xG e ai passaggi chiave. Calò e Monterisi i trascinatori, decisivi i cambi di Alvini
Dopo un primo tempo molto tattico e con poche occasioni da gol da ambo le parti, il Frosinone ha archiviato la pratica Carrarese con un secondo tempo di altissima qualità, l’ennesimo di un campionato quasi perfetto. A decidere le sorti dei ciociari, però, saranno i risultati di Monza e Venezia, le altre due pretendenti alla promozione diretta contro cui il Frosinone è in svantaggio negli scontri diretti e, quindi, dietro in classifica in caso di parità di punti al termine degli ultimi centottanta minuti della regular season.
Tre gol per 3 punti in un secondo tempo superlativo

I numeri, stavolta, non lasciano spazio a grandi interpretazioni: il Frosinone, dopo un primo tempo attendista domina la seconda frazione, dove costruisce le fondamenta del 3-0 su basi solide e misurabili.
Il controllo parte dal possesso (57% contro 43% per i ciociari) e si traduce in una superiorità netta nella produzione offensiva: 20 tiri a 15, ma soprattutto una forbice ampia negli xG (3.69 contro 1.21) che certifica la qualità delle occasioni create. Il dato chiave sono le grandi occasioni: 5 a 1, segnale di una squadra capace di arrivare con continuità dentro l’area avversaria con lucidità e pulizia.

Il Frosinone non si limita a costruire, ma gestisce anche il ritmo attraverso il palleggio (365 passaggi contro 271), abbassando i giri quando serve e accelerando nei momenti giusti. La Carrarese prova a restare in partita con maggiore aggressività nei duelli (19 contrasti a 8), ma è una pressione che non sposta l’inerzia: i ciociari trovano sempre linee di uscita e mantengono il controllo territoriale. Sui piazzati il dato è neutro (8-8 corner), ma la differenza è nella pericolosità reale, con gli uomini di Alvini che mettono in grande difficoltà la seconda squadra per minor gol subiti di testa in stagione (solo 2), dietro solo al Palermo.
Monterisi-Calvani perfetti
Numeri impressionanti per capitan Monterisi che annichilisce con una prova perfetta il reparto offensivo avversario, perdendo solamente 3 dei 13 duelli affrontati, al netto di 10 uno contro uno vinti. Importante, per avvalorare la tesi di una partita impeccabile, anche il dato sulle palle spazzate di testa, ben 12 per il numero 30 gialloazzurro, ben sette in più di qualsiasi altro giocatore in campo.

Un po’ in affanno i terzini, con Oyono che nel primo tempo, perde un pallone sanguinoso in fase offensiva e lancia il contropiede più pericoloso degli avversari. Discorso analogo per Bracaglia, giustificato dall’ingombrante e fastidiosa maschera protettiva post operazione al setto nasale. Dalle corsie laterali arrivano ben 28 cross (di cui solo 8 andati a trovare effettivamente il compagno in area).
Super-Calò, i numeri della sua miglior stagione
Lo diciamo già da qualche tempo, trovare ulteriori aggettivi per definire la stagione di Calò comincia a diventare una missione difficile se non impossibile. A dire la verità, però, una “prima volta” nell’annata del centrocampista da 9 gol e 13 assist (eguagliato il suo record personale) c’è: mai, prima di oggi, era successo che l’ex Cesena realizzasse un gol e un assist nella stessa partita.

Per descrivere ancora meglio il match giocato dal cervello del gioco di Alvini, il miglior dato a disposizione sono gli 8 passaggi chiave durante tutti i novanta di gioco, con il secondo di questa speciale classifica, Zanon, fermo a 3.
Bene, nel complesso, anche Cichella e Gelli, con quest’ultimo che colpisce la traversa ad inizio secondo tempo accendendo ufficialmente, la miccia del secondo tempo esplosivo ciociaro. A margine, ma non per importanza, il gol del 3-0 di Kone, pieno di significato più per il morale che per la classifica, con l’ivoriano che torna a segnare ad un anno di distanza dall’ultima marcatura ufficiale.
I cambi fanno la differenza

Con un Ghedjemis poco brillante e uno Kvernadze sacrificato nel raddoppio difensivo per aiutare Bracaglia-mascherato, a fare la differenza sono i cambi disposti da mister Alvini a vantaggio appena agguantato. Il mister giallazzurro si gioca la doppia carta Fiori-Fini, quella usata troppo in ritardo nel match contro il Palermo e blinda immediatamente il risultato, con l’ex Mantova che impiega appena un minuto per mettere la parola fine sul match con il raddoppio.
Resa del Palermo, si deciderà tutto negli ultimi 180′

“Siamo rimasti in tre…”, avrebbe cantato Modugno di fronte alla classifica impronosticabile di uno dei campionati più combattuti della storia della Serie B. In virtù, infatti, del pareggio del Palermo contro la Reggiana, la certezza (almeno) del terzo posto è ormai solo una formalità per gli uomini di Alvini che, a due giornate dalla fine portano a sei i punti di distacco sui rosanero (ormai fuori matematicamente dalla lotta alla promozione diretta).
Tradotto in numeri, i ciociari facendo un punto tra Juve Stabia e Mantova, avranno almeno la certezza di poter giocare i temutissimi playoff da testa di serie. Dall’altra parte le due contendenti alla promozione diretta, Venezia e Monza, entrambe vincenti di misura, lasciano invariata la classifica. Entrambe, ancora, con il coltello dalla parte del manico.



