Gorgone ed uno di quei momenti che significano tutto

Pescara-Frosinone di domenica sarà anche la partita dell'allenatore romano che oggi allena gli abruzzesi ma ha un passato importante nel club giallazzurro. E all'Adriatico incontrerà i suoi "allievi" Palmisani e Bracaglia con i quali ha vinto il campionato Primavera ed ha conquistato una storica salvezza. Un intreccio di sport e vita che renderà la gara ancor più interessante

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

“La vita è fatta di giorni che non significano nulla e di momenti che significano tutto”. Chissà se Cesare Pavese tra le pieghe di quella frase avesse messo in conto anche il gioco del calcio. Nel quale, giorni che non significano nulla sono sempre annidati anche se nessun protagonista mai lo ammetterà e momenti che significano tutto sono il pane quotidiano.

Signore e signori, Pescara-Frosinone di domenica pomeriggio allo stadio Adriatico è uno di quei momenti che significano tutto. Il testa-coda del campionato di serie B mette in palio 3 punti che valgono oro, regalerà diverse sfide nelle sfide, intrecci e quell’immancabile amarcord che durerà lo spazio di un saluto, un abbraccio negli spogliatoi dello stadio e uno sguardo fugace all’ingresso campo. Ma andiamo per ordine perché il rischio di perdersi c’è tutto.

Gorgone, due volte ex canarino

Roberto Stellone con Giorgio Gorgone ai tempi del Frosinone

E’ innegabile che il tecnico dei biancazzurri, Giorgio Gorgone, subentrato da 3 giornate a Vivarini, abbia trovato slancio da primo allenatore con il ritorno al Frosinone alla guida della formazione Primavera 2. Era la stagione 2021-2022, la seconda di Fabio Grosso in prima squadra nel campionato di serie B.

Abbiamo parlato non a caso di amarcord, non a caso di ritorno, non a caso di intrecci di calcio perché Gorgone e il Frosinone avevano vissuto già una storia bellissima lunga 4 stagioni, costellata dalla seconda promozione in serie B dei giallazzurri (2013-’14 nella doppia finale con il Lecce), dalla promozione storica in Serie A (stagione 2014-’15) e dal primo campionato di serie A, giocato nel catino bollente del Comunale.

Gorgone in quelle 4 stagioni è stato non solo il vice di Roberto Stellone (oggi tecnico della Vis Pesaro in Lega Pro) ma il ‘tattico’ di quella squadra. Il classico vice che studiava da primo e lo faceva senza sgomitare. Dai campi bollenti della Serie C alla Scala del calcio.

Maurizio Stirpe

E lo ha continuato a fare nelle successive esperienze al fianco di Stellone, anche se non fortunate come quelle di Frosinone, dove evidentemente c’è una chimica particolare nell’aria e nel club presieduto da Maurizio Stirpe. Perché anche la storia calcistica di Max Alvini lo sta dimostrando. E chissà se con un pizzico di accortezza maggiore avrebbe potuto dimostrarla anche la storia di Eusebio Di Francesco nella sfortunata retrocessione dalla serie A.

Il ritorno in Ciociaria

Ma torniamo a Gorgone. Dopo la parentesi di Bari (esonero a novembre 2017) i due scampoli di stagioni al Palermo, nella prima da avversario del Frosinone nella indimenticabile doppia finale del giugno 2018. Quindi la sfortunata esperienza all’Ascoli, appena 2 mesi tra il febbraio e l’aprile 2020. E quella di Arezzo, in Lega Pro, con la retrocessione ai playout nel 2020-‘21.

Alessandro Frara, diesse della Primavera che ha scelto Gorgone

Quando arriva dal Frosinone la chiamata del ds della Primavera, Alessandro Frara, suo ex giocatore in maglia giallazzurra, Gorgone aveva già deciso di iniziare a ‘camminare da solo’. Una separazione da Stellone praticamente da buoni amici. E così non ci pensa sopra due volte, a Frosinone c’è da riprendere un discorso. E ricominciare dai giovani.

Da una promozione ad un’altra, stesse emozioni

Il portiere Palmisani

In quella squadra tra i punti di forza c’erano 3 giocatori: il portiere Lorenzo Palmisani (2004), il difensore Gabriele Bracaglia (2003) e l’attaccante Alessandro Selvini (2004). Tutti e tre prodotti del vivaio. Con quella squadra Gorgone ottiene la qualificazione ai playoff e quindi la prima promozione in Primavera 1 del Frosinone, nella finale casalinga con il Parma. E in tribuna a fare il tifo per lui c’era proprio Roberto Stellone.

Quanto ai numeri, Palmisani collezionò 16 presenze nella stagione regolare più 5 nei playoff, Bracaglia 14 più 5 e Selvini 21 presenze, 5 nei playoff e 13 reti totali. Le parole a botta calda di Gorgone vanno ricordate perché sembrano davvero tanto attuali: “Vincere con i ragazzi o vincere i campionati con le squadre maggiori regala le stesse emozioni. Ne parlavo proprio con Domenico Costantini (l’indimenticato preparatore dei portieri del Frosinone scomparso l’anno dopo, ndr), insieme ne abbiamo vinte… La differenza la fa la cornice magari, quando esultano in 10.000 è diverso.

Gabriele Bracaglia

Sono molto contento, mi fa piacere per tutti. E’ stata una esperienza bellissima: ringrazio lo staff al completo, ringrazio il direttore Frara che mi ha scelto, il direttore Angelozzi che ha avallato la decisione, ringrazio il presidente Stirpe. Vorrei elencarli tutti uno ad uno e ringraziarli. Vorrei ringraziare tutte le persone che sono state con me e che magari non hanno avuto la ribalta sotto i riflettori”.

La mia ripartenza in questa nuova veste? Il calcio a volte mette le etichette. Se uno è un giocatore famoso ed ha fatto il vice allenatore, allora è forte. Io che non sono stato un calciatore noto posso dare l’impressione di aver fatto un altro mestiere ed invece quella passata per me è stata una esperienza bellissima ed anche obbligatoria. E’ partito un percorso diverso iniziato 10 anni fa, nel modo migliore e ne sono orgoglioso. Il mio futuro? Non ho mai parlato, lo farò con il direttore Frara”.

L’esperienza in Primavera 1

Gorgone rimase anche in Primavera 1, il Frosinone ottenne una salvezza abbastanza comoda ma ad un certo punto della stagione arrivò a strizzare l’occhio anche ai playoff. Qualche infortunio fu penalizzante. E in quella squadra continuavano a brillare Palmisani (18 presenze), Bracaglia (7 presenze e 3 gol) e Selvini (30 presenze e 8 gol).

Giorgio Gorgone quando allenava la Primavera del Frosinone

E pure quella dell’altro difensore centrale, Alessio Maestrelli, più volte nipote d’arte (nipote di Tommaso Maestrelli e Beppe Materazzi, nonni da parte di padre e madre ma anche nipote di un campione del Mondo, Marco Materazzi) oggi alla Ternana e in estate accostato proprio al Pescara. Gorgone poi scelse il salto tra i professionisti, due anni a Lucca (uno dei quali con Frara ds) affatto banali e non certo privi di complicazioni extracalcistiche.

Quei gioielli giallazzurri, adesso avversari

Ed eccoci allora già a domenica 14 dicembre, un salto nel prossimo futuro. Palmisani e Bracaglia rivedranno il loro ex allenatore cresciuti, fortificati e consolidati nell’undici titolare schierato da Massimiliano Alvini. Al quale va ascritto il merito di aver dato loro quel ‘quid’ di sicurezza e consapevolezza nei loro mezzi tecnici e fisici che rappresentano un ulteriore salto in alto dopo gli anni nelle giovanili e le prime esperienze tra i professionisti.

Alessandro Selvini

Il terzo dei tre, Selvini, è ancora alle prese con i postumi di un infortunio che si perde nell’ultima stagione trascorsa con la maglia della Lucchese che, a proposito di intrecci, Giorgio Gorgone ha traghettato verso una salvezza inaspettata (club poi radiato per inadempienze amministrative) navigando praticamente a vista e senza una Società alle spalle. E in quella Lucchese, fino a gennaio 2025 c’era proprio quel Palmisani che la sua vera maturazione l’ha trovata a due passi da casa, con la maglia che indossa praticamente da bambino come Bracaglia (leggi qui: Palmisani e Bracaglia, quelle belle speranze a chilometri zero).

Gli altri ex delle due sponde

Nella carrellata di ex, troviamo sulla sponda del Pescara il centrocampista Luca Valzania e l’attaccante Frank Tsadjout. Il primo vestì la maglia del Frosinone da gennaio a giugno 2019, in serie A, 13 presenze e 1 gol. Il secondo c’era la scorsa travagliata stagione, per lui 15 presenze. Ex anche due componenti dello staff di Gorgone.

Edoardo Masciangelo, ex del Pescara

Il match analyst Giorgio Santarelli, con lui sia alla Primavera giallazzurra che alla Lucchese. Figlio d’arte, è stato calciatore professionista e il papà Paolo è un pezzo di storia canarina: il secondo bomber della storia del Frosinone alle spalle di Daniel Ciofani. E poi c’è il preparatore atletico Patrizio Ianni, ciociaro di Torrice e stesso percorso al fianco di Gorgone.

In casa del Frosinone ex biancazzurro sono il terzino Edoardo Masciangelo che con la maglia del Pescara si è affacciato alla Serie B nella stagione 2019-’20 (22 presenze più 2 di Coppa Italia) giocando anche la successiva (29 presenze) e l’attaccante Edoardo Vergani, ultime 3 stagioni di fila con i biancazzurri. Signore e signori, Pescara-Frosinone è uno di quei momenti che significano tutto.