Grandi numeri, equilibrio e campanile per sfidare la crisi del sistema

[REPORT] Dossier sulla Serie B realizzato dall'agenzia Nielsen. Emerge un campionato attraente, incerto che vanta un forte senso di appartenenza grazie alla presenza di tanti giocatori italiani. Oltre 8 milioni gli appassionati, che rappresentano il 39 % dei tifosi del calcio italiano. Ma le criticità restano come il calo delle risorse e quindi la sostenibilità economico-finanziaria. La fiducia del presidente Paolo Bedin

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Se fondassero un partito, avrebbero una maggioranza schiacciante e staccherebbero nettamente Fratelli d’Italia, prima formazione politica della Penisola. Gli appassionati della Serie B infatti sono la bellezza di 8 milioni e 400 mila. Quattro volte Roma, la città più popolosa d’Italia, Grandi numeri quelli snocciolati con orgoglio dalla Lega Serie B in occasione della presentazione del report 2025 “Serie BKT: il territorio, i tifosi, le comunità sportive”.

A conferma di un campionato che, al di là delle criticità, piace sempre di più. Una ricerca demografica realizzata da Nielsen (società americana leader nelle indagini di mercato) sul mondo della B, condotto su un campione di circa 4000 persone stratificato per età, genere e area geografica.

Il dossier è stato illustrato a Torino all’interno di Prospettiva B, la giornata organizzata dalla Lega Serie B durante l’evento Social Football Summit dell’Allianz Stadium. Presenti il presidente della Lega Serie B Paolo Bedin, il vicepresidente Luigi De Laurentiis e Gianluca Mazzardi, commercial director di Nielsen con la moderazione della giornalista e conduttrice Chiara Giuffrida e di Fabio Guadagnini, direttore aree commerciale, comunicazione e marketing della Lega.

Incertezza, format e calciatori italiani

La Serie B piace perché è un torneo equilibrato, incerto fino alla fine con un format accattivante che prevede playoff e playout. Valorizza i giovani soprattutto italiani. E poi c’è il campanilismo ed il senso d’appartenenza: punti di forza della cadetteria più della Serie A. I numeri parlano di una B seguita da 8,4 milioni di appassionati, il 39 % dei 21,5 milioni di fans del calcio che si conferma primo sport in Italia come seguito.

Ben 3,2 milioni si qualificano come ‘Avid fan’, cioè molto interessati alla Serie B. C’è un dato interessante e singolare: il 35 % dei tifosi italiani segue una squadra di Serie B come prima ma anche come seconda scelta a conferma della simpatia di cui gode la B.

A proposito di numeri la Lega ha anche rivelato quelli della stagione in corso dopo 12 giornate. E sono incoraggianti. Gli abbonati sono a quota 120 mila, gli spettatori medi a giornata 100 mila. Per quanto riguarda i social 8,2 milioni i follower. Quindi 23 i convocati nelle under azzurre nella pausa nazionali di novembre. E a dimostrazione del tradizionale equilibrio solo 8 punti dalla 5a alla 17a in classifica.

Una nuova tendenza

Il report di Nielsen traccia anche un nuovo orientamento culturale del prototipo del tifoso della Serie B. Un appassionato sempre più attento alla sostenibilità economico e finanziaria del proprio club. I ricercatori hanno indagato sui motivi dell’appeal di un campionato che ha tratti riconoscibili. E’ risultato che il fan della B ha un maggior coinvolgimento e passione nei confronti del calcio rispetto alla media.

La gioia dei canarini sotto la Curva Nord

Infatti alla domanda: “Quale delle seguenti frasi spiega meglio il tuo rapporto con il calcio”? Il 52% dice di seguirlo molto e di essere sempre aggiornato. È quindi un tifoso esigente e attento soprattutto sulla propria squadra del cuore e sottolinea la “genuinità, l’identità con il territorio, il trampolino di lancio per i giovani e la capacità di trasmettere valori positivi”. Apprezzato anche il format con playoff-playout e l’incertezza del risultato.

Cosa chiede il popolo della Serie B

I giovani. Sempre più giovani nella propria squadra. La linea verde, sposata da molti club compreso il Frosinone (ha una rosa con un’età media di poco più di 23 anni), intriga il 90 % dei giovani ai quali piacerebbe che la propria società investisse più sui giovani. Secondo quanto riportato nel report, i tifosi chiedono a Federazione e Lega di prevedere un obbligo di tesseramento ed impiego in campo degli under.

Il 57 % dei cosiddetti “Avid fan” ha mostrato grande consapevolezza sull’importanza della sostenibilità economica del sistema calcio e l’83% chiede l’introduzione di sistemi di contenimento dei costi.

L’orgoglio di Bedin

Il presidente della Lega non ha nascosto una certa soddisfazione pur ammettendo il problema della sostenibilità finanziaria a cui bisogna porre rimedio con soluzioni organiche. “I numeri raccontano un campionato imprevedibile, una forte identità territoriale, un grande senso di appartenenza del tifoso, una preponderanza di giocatori italiani – ha detto Bedin in una nota della Lega Serie B – Questi sono gli asset sui quali poggiamo da sempre la nostra filosofia sportiva”.

Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B

Bedin ha aggiunto: “Elementi che la Lega ha la responsabilità ed il dovere di consolidare e ancor più sviluppare nel futuro. Affiancando il tema della sostenibilità economico-finanziaria, che oggi rappresenta uno dei rischi più gravi che il sistema si trova ad affrontare e sul quale dobbiamo trovare come sistema soluzioni e proposte”.

Anche il vice presidente Luigi De Laurentiis, presidente del Bari, ha posto l’accento sulla sostenibilità finanziaria. “La nostra è una lega dove è difficile costruire una continuità visto il grande turn over ma che rappresenta tutta la profondità del Paese, da città importantissime a città di provincia ma tutte capaci di raccontare la nostra comunità sportiva – ha puntualizzato De Laurentiis E’ un campionato dalla grande suspense di cui non si conosce il risultato fino all’ultima giornata, con un problema grande che è rappresentato dalla sostenibilità, tema a cui tutti noi cerchiamo di dare una risposta”.

Rose, fiori e… spine

Oltre i grandi numeri e lo spaccato di un campionato imprevedibile con tratti romantici, restano le forti criticità che di stagione in stagione mettono a rischio la sostenibilità economico-finanziario. Le risorse sono in calo. In due anni i diritti tv sono scesi del 30 per cento e non valgono il 15-17 per cento sul bilancio. Idem biglietti e sponsor che incidono sempre meno. Anche la quota della mutualità ha perso l’1 per cento. Ma pure le società devono darsi una regolata: alcune hanno speso 2-3 volte di più rispetto i ricavi.

La sostenibilità economica-finanziaria è il cardine della gestione del presidente Maurizio Stirpe

Una boccata d’ossigeno può arrivare dal trading dei calciatori come spesso ha sottolineato il presidente Maurizio Stirpe ma nell’ultimo mercato è emersa una certa di difficoltà nelle cessioni dalla Serie B all’A. Insomma la situazione è molto delicata e nessuno la nega.

Nel recente forum delle proprietà erano state decise delle misure come un rigoroso salary cap ed una centralizzazione dei costi relativi ai servizi. Focus poi sulle politiche di rafforzamento dei ricavi da sponsor, sulle strategie di valorizzazione dei diritti televisivi e su una strategia di sostegno alla riqualificazione infrastrutturale tramite un circolo virtuoso di finanziamenti agevolati.