I numeri del match d'esordio per il Frosinone. Nonostante fosse al cospetto della Vecchia Signora non ha sfigurato. Mettendo in evidenza molti aspetti caratteriali interessanti. Ora, occhio alle rifiniture di mercato
È il pubblico delle grandi occasioni quello che accoglie il Frosinone all’esordio stagionale, il terzo nella massima serie dopo la poderosa cavalcata dello scorso anno. Che fosse un primo match di campionato proibitivo era risaputo fin dai sorteggi di giugno ma la sconfitta di misura contro una squadra di primissimo livello come la Juventus lascia ad Alvini spunti su cui lavorare: soprattutto aspetti caratteriali positivi da non sottovalutare e da cui ripartire.
Dieci minuti di appannamento complicano il I tempo

I canarini provano a non snaturarsi, affrontando i bianconeri fin dalle prime battute con compattezza e con il giusto entusiasmo per un match di questo calibro. Alvini chiede ai suoi di aggredire in pressing alto i portatori di palla avversari, concedendo però qualche spazio di troppo in difesa.
Un atteggiamento che con il passare dei minuti va pian piano scemando: i bianconeri salgono in cattedra e conquistano una serie di corner consecutivi, da cui nascono le prime avvisaglie di sbandamento. Nel giro di cinque minuti gli uomini di Spalletti sfiorano la rete in due occasioni, capitalizzando il dominio offensivo al 22′: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bremer stacca indisturbato in area e insacca alle spalle dell’incolpevole Palmisani sul cross ben calibrato di Conceicao.
Il monologo bianconero, intervallato solo da un paio di sortite ciociare, si traduce in 13 tiri (di cui 4 in porta, con due miracoli di Palmisani nel finale) contro i 4 degli uomini di Alvini, e in ben nove calci d’angolo a zero nei primi quarantacinque minuti di gioco.
Legni maledetti

Nella seconda frazione si vede il vero Frosinone: continua la “maledizione legni”
Al rientro dagli spogliatoi, gli uomini di Alvini entrano in campo con un piglio diverso e, complice una Juventus a tratti meno reattiva e poco propositiva, provano a cambiare l’inerzia del match. Cercando maggiormente le verticalizzazioni, i giallazzurri arrivano più di frequente in zona offensiva e aumentano l’indice di pericolosità. Un atteggiamento che si riflette in numeri nettamente più equilibrati, con i bianconeri che si fanno preferire solo nel possesso palla (63% a 37%, esattamente come nella prima frazione). Per il resto si contano 7 tiri per parte e 3 calci d’angolo a testa; proprio dall’ultimo corner nasce l’occasione più Nitida per i ciociari, che sfiorano il pareggio con il palo colpito da Calvani: il 22º legno nelle ultime 39 partite, considerando anche la scorsa stagione di Serie B.
Palmisani subito sugli scudi

Proprio dal palo di Calvani bisogna ripartire: un messaggio chiaro che dimostra come il Frosinone non molli mai. Resta comunque un po’ di amaro in bocca per il possibile, clamoroso parallelo con la prima storica stagione del Frosinone in Serie A, quando il primo punto arrivò proprio contro la Juventus alla quinta giornata grazie alla zuccata vincente di un altro difensore centrale, Blanchard.
Tornando al presente, da rimarcare l’ottimo esordio di Palmisani, autore di una doppia parata decisiva che ha impedito ai bianconeri di andare al riposo sul doppio vantaggio.
Calò fattore in più sui calci piazzati

Calò si conferma l’uomo in più del centrocampo ciociaro, in perfetta continuità con la scorsa stagione. Il regista giallazzurro, pur in una partita non idealmente adatta alle sue caratteristiche, illumina sui calci piazzati, disegnando traiettorie perfette da palla ferma. Sotto tono invece il nuovo arrivato Schmid, apparso ancora lontano dalla condizione migliore ma con ampi margini di crescita. Le difficoltà di palleggio di fronte ai due registi schierati da Spalletti emergono dai numeri dei passaggi riusciti: i bianconeri doppiano i ciociari chiudendo con 405 passaggi e l’87% di precisione, contro i 187 degli uomini di Alvini (68% di precisione).
L’esclusione dell’ultima ora di Ghedjemis per motivi di mercato apre le porte della titolarità a Fini che, come già mostrato nella seconda parte della scorsa stagione, porta in campo personalità e imprevedibilità nonostante la giovane età. Bene a tratti anche Kvernadze, autore di 5 dribbling tentati (di cui 2 riusciti) e 3 tiri verso lo specchio difeso prima da Vicario e poi da Perin.
Occhi puntati sul posticipo

È già tempo di voltare pagina e pensare al prossimo impegno. Nel monday night della prima giornata, il Frosinone sarà spettatore interessato del match tra Roma e Fiorentina, guidata dall’ex Fabio Grosso. Il livello dei viola, rispetto alle difficoltà dello scorso anno, è decisamente aumentato sulla carta, ma restano da valutare l’intesa e l’affiatamento di una rosa totalmente rivoluzionata che, al contrario del Frosinone, deve ancora trovare i giusti automatismi di squadra.
Sullo sfondo resta un calciomercato entrato ormai nella sua settimana conclusiva. La dirigenza ciociara sarà chiamata agli ultimi sforzi per regalare ad Alvini la punta centrale espressamente richiesta dal tecnico, tassello fondamentale per completare il reparto avanzato. Inoltre, andrà monitorata attentamente la situazione legata a Ghedjemis: qualora l’esterno dovesse cedere alle lusinghe di mercato e salutare Frosinone, il club dovrà muoversi tempestivamente per individuare un sostituto all’altezza.



