Il destino stavolta divide i due amici-campioni

Pippo Inzaghi festeggia, Alessandro Nesta trema. Dieci anni di trionfi insieme nel Milan ed in nazionale ma oggi rappresentano il doppio volto della serie B. L’ex bomber sulla panchina del Benevento ha conquistato la promozione a suon di record. Il suo compagno di tante vittorie vive un momento negativo col Frosinone

Alessandro Salines
Alessandro Salines

Lo sport come passione

Il destino è cinico e baro. Nella vita come nel calcio. Dà e toglie. Unisce e divide. Si prende gioco di noi. Racconta storie con un finale mai scontato. Pippo Inzaghi e Alessandro Nesta per dieci anni sono stati compagni nel Milan ed in nazionale. Ed hanno vinto tutto: due scudetti ed altrettante Coppe Italia, due Champions League, un campionato nel mondo per club, due Supercoppe italiane ed europee e soprattutto il famoso Mondiale del 2006. Un’epopea fantastica, due lustri di gioie infinite.

Oggi Inzaghi e Nesta, amici-compagni-campioni-tecnici, sono le due facce della serie B post-lockdown. Il primo festeggia la promozione-record del Benevento con sette giornate d’anticipo, il secondo trema perché il suo Frosinone perde ancora e scivola in classifica lontano dal traguardo. 

Eppure fino allo stop per il covid-19 si fantasticava sul duo Inzaghi-Nesta. Uno primo, l’altro secondo nel campionato cadetto. Lanciati verso la serie A. Uniti ancora una volta nel segno della vittoria. Una storia bellissima. Da scriverci un libro o girarci un film. Ed, invece, il destino cinico e baro per adesso sta dividendo i due amici-campioni. E la favola è solo a metà.

Ma per Nesta nulla è perduto. C’è ancora tempo per scrivere il finale della storia e festeggiare insieme a Pippo come hanno fatto tante altre volte.

La crisi del Frosinone di Nesta

FROSINONE-CITTADELLA FOTO © EMILIANO GRILLOTTI

La ripresa del torneo è stata a dir poco inquietante per la formazione giallazzurra. Un punto in tre gare. Un pari e due sconfitte in altrettanti scontri diretti. Quattro gol subiti e nessuno segnato.

E se si torna indietro, prima delle sospensione, la crisi si acuisce. Il Frosinone non vince da cinque partite. E le reti incassate sono otto. Era secondo prima della partita con la Cremonese. Poi il ko, il terzo posto e lo stop. In tre gare è precipitato al sesto posto con 48 punti. E’ a quattro lunghezze dalla piazza d’onore ma deve soprattutto difendere i playoff considerando che il Pisa (nono) è a cinque punti.

L’involuzione della squadra è nei numeri. Preoccupa  l’improvvisa fragilità della difesa. Otto reti in cinque match sono troppe per la seconda retroguardia meno battuta del campionato (27 marcature al passivo). Un dato che fa riflettere  ancor di più se si pensa che nelle precedenti sette giornate il Frosinone aveva subito appena due gol, per giunta nella stessa partita (col Pordenone, 2-2). Bardi era rimasto imbattuto per 6 turni di fila. 

Le crepe della difesa diventano ancora più gravi se si tiene presente che il Frosinone fatica a segnare malgrado un parco di attaccanti di grido. Trentatrè le reti realizzate, diciassettesimo attacco del campionato. Il peggiore delle prime undici della classe. Quindi diventa facile il teorema: se una squadra subisce parecchio e non fa gol non può andare lontano.

La speranza è che il recupero di Ciano possa almeno in parte colmare questa lacuna.

Venerdì con lo Spezia match-verità

LA PARTITA CONTRO LO SPEZIA

Se il bivio di Verona non ha restituito un Frosinone vincente e convincente, allo “Stirpe” contro lo Spezia non si potrà sbagliare. Sarà un altro scontro diretto e quindi varrà doppio.

E mentre Inzaghi ed il suo Benevento faranno passerella a Crotone, Nesta si giocherà molto. “Abbiamo bisogno di una vittoria – ha detto il tecnico dopo il match col Chievo – Questa squadra ha fatto vedere che quando vince una gara, sa imporsi anche nella successiva. E’ una formazione che necessita di un risultato importante per scuotersi. Lo abbiamo fatto ad inizio stagione a Salerno, dobbiamo trovare una partita come quella: la gara che ci sblocca. Lo Spezia? Tutte le partite sono difficili, contro squadre forti. Lo ripeto: servono punti se vogliamo sognare”.

Inzaghi “a suon di record”

PIPPO INZAGHI. FOTO © MARIO TADDEO PGHOTOGRAPHY

La parola record ha fatto da filo conduttore al capolavoro del Benevento che ha scritto il primo verdetto della stagione oltre che la storia.

I sanniti hanno conquistato la serie A stracciando una serie incredibile di primati. “Questi ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario – ha commentato Pippo Inzaghi ai microfoni di DaznSiamo riusciti ad eguagliare un record che durava dal ’77. In casa non abbiamo mai perso, sono contento per il presidente e per il direttore. Questi ragazzi sono stati fantastici, avremmo meritato una cornice migliore. Complimenti a loro, mi hanno dato soddisfazioni incredibili. Siamo andati oltre le aspettative. Potevo aspettarmi di vincere il campionato, ma non di fare la storia”.

I record del Benevento sono diversi a partire dalla promozione con sette turni d’anticipo. Solo l’Ascoli di Renna nel 1977 ci era riuscita. Stracciato il primato di punti detenuto dal Como che chiuse il campionato 2001-2002 a quota 74. Il Benevento è a 76 ed ancora mancano sette giornate.

Sul fronte delle vittorie sono addirittura due i record. Il primo è quello di vittorie consecutive in campionato: otto. I sanniti hanno raggiunto Cremonese (1992/1993), Hellas Verona (1998/1999) e Torino (2000/2001). L’altro invece riguarda le vittorie consecutive in trasferta (9). Il precedente era del Palermo 2013/2014 (8).

La squadra di Inzaghi poi è ancora imbattuta tra le mura amiche e vanta la difesa più forte d’Europa con sole 15 reti al passivo.