[L'ANALISI] Dopo 72' di dominio, la squadra di Alvini ha avuto un evidente calo sotto tutti i punti di vista. Colpisce il dato dei tiri, dimezzato (da 14 a 7) tra le due frazioni. Palmisani perde l'imbattibilità dopo 342', bene il centrocampo con un Kone su tutti. Attacco spuntato a parte Ghedjemis. Tutti i numeri della sfida col Sudtirol
Una gara che somiglia ad una lezione su come dominare senza chiudere i conti. Il Frosinone di Alvini conducono perfettamente il match per 72 minuti di gioco, portandosi sul doppio vantaggio grazie al rigorge di Calò e la perla di Ghedjemis e sprecando clamorosamente un paio di grandi occasioni che avrebbero mandato definitivamente in archivio la gara
Lo scarso cinismo gioca, però, un brutto scherzo ai giallazzurri che, in 6′ di apparente follia calcistica, si fanno raggiungere dal Sudtirol, buttando alle ortiche una partita condotta, come detto, alla perfezione.
Primo tempo canarino, numeri in calo nella ripresa
Sul piano statistico, i numeri, danno pienamente ragione al Frosinone che, nell’arco dei novanta minuti colleziona tanti buoni spunti da cui dover ripartire: più possesso (intorno al 62% a favore dei ciociari), 21 tiri totali (5 nello specchio) contro i 14 del Sudtirol (4 in porta), 5 calci d’angolo a 4, sempre in favore della squadra allenata da Alvini.

Numeri che fotografano un’evidente superiorità territoriale e una discreta produzione offensiva, ma anche una scarsa resa nella finalizzazione quando la partita andava chiusa. In realtà, il dato più interessante lo troviamo nella differenza di prestazione tra il primo e il secondo tempo del Frosinone, con una differenza abissale in termini di pericolosità offensiva con solamente 7 tiri nella seconda frazione contro i 14 del primo tempo.
Interrotta la striscia di imbattibilità di Palmisani
Si ferma a 342′ minuti l’imbattibilità di Palmisani, ancora una volta protagonista del match con un paio di parate importanti. La linea arretrata ha retto a tratti ma si è mostrata vulnerabile sulle palle laterali e sui cross, specialmente nel momento in cui la squadra ha abbassato il baricentro.

Monterisi e Calvani hanno firmato interventi decisivi ma anche qualche disimpegno sbagliato che ha ridato fiducia agli avversari alla ricerca del pareggio. Bene Oyono, al rientro nell’undici titolare dopo la panchina contro il Padova: per il terzino gabonese 3 tiri (di cui uno nello specchio), 2 dribbling riusciti e ben 6 contrasti vinti su altrettanti tentati.
Kone è ovunque, Koutsoupias assist-man, Calò-gol
Il centrocampo è stato il reparto migliore del match, la nota lieta in una serata che lascia l’amaro in bocca. Il migliore della mediana, è senza alcun dubbio Ben Konè che colleziona statistiche impressionanti sia per costruzione di gioco (con 32 passaggi riusciti sui 32 tentati) che in fase difensiva, con ben 11 duelli vinti su 15 e addirittura 8 falli subiti.

Bene anche Calò, autore del gol del vantaggio, che si presenta sul dischetto con calma olimpica nonostante sia, a 28 anni, il primo rigore calciato da professionista (l’ultimo calciato con la maglia della Samp primavera nel 2015) e spiazza Adamonis.
Positiva anche la prestazione di Koutsoupias, con il greco posto a raccordo tra i reparti e autore della verticalizzazione perfetta dalla linea difensiva, per l’assist del momentaneo 2-0 di Ghedjemis. Al 33′ ha la prima occasione per chiudere definitivamente il match, ma il suo destro al volo in area di rigore si alza sopra la traversa.
Fares-super, Masciangelo spreca: attacco a 2 facce
Ghedjemis, al primo gol stagionale, regala una prestazione da migliore in campo con ben 5 tiri tentati, 3 duelli vinti, 2 falli subiti e, soprattutto, la pennellata a giro di sinistro: ormai la classica azione “alla Ghedjemis”, con il rientro e tiro di mancino. Bocciato l’esordio da centravanti di Vergani, con 3 tiri di cui nessuno nello specchio e 10 possessi persi. Per quanto visto, un passo indietro rispetto alla prestazione di Zilli contro il Padova.

Male Masciangelo, che entra in campo per Kvernadze al 69′ e prima spreca clamorosamente il tap-in del definitivo 3-0 che avrebbe “tagliato le gambe” agli avversari e, poi, stende in area Molina, trattenendo vistosamente la maglia dell’ex Crotone davanti agli occhi dell’arbitro, che concede il rigore del decisivo 2 a 2.
Rivedendo il replay, rimangono dubbi sull’effettiva zona di inizio della trattenuta, apparentemente fuori area di rigore, ma il Var non è della stessa opinione e, dopo un silent check conferma la decisione dell’arbitro.
Dimenticare la delusione e ripartire: c’è la Coppa
Il pari è il risultato che pesa di più per come è maturato: un’occasione persa in chiave classifica e morale. C’è materiale tecnico e numerico su cui lavorare con la rifinitura di dettagli difensivi e la ricerca di un finalizzatore più costante come urgenze praticabili nel breve tempo.

Lo stimolante impegno in Coppa Italia, martedì alle 17 all’Unipol Domus di Cagliari e il prossimo turno di Serie B contro un, fin qui, non entusiasmante Mantova saranno la cartina di tornasole: se il gruppo correggerà i dettagli, questa squadra potrà trasformare il predominio in punti concreti per continuare a lavorare con la serenità giusta di una classifica ancora “giovane” ma non per questo meno interessante.
































