Il Frosinone e gli anticorpi contro la retrocessione

Il club giallazzurro in passato ha dimostrato di sapersi rialzare prontamente dopo le cadute. Tanto da qualificarsi ai playoff e sfiorare l’immediato ritorno in Serie A. L’esperienza e la solidità della società unite alla compattezza dell’ambiente sono i punti fermi. Fondamentale la scelta degli uomini della ripartenza a cominciare dal tecnico (in lizza Vivarini, Aquilani e Bianco) e dai rinforzi

Alessandro Salines

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Il Frosinone ha dentro di sè gli anticorpi contro la retrocessione. Per una pronta e degna ripartenza. Le premesse ci sono tutte. Il passato addirittura lo certifica. Dopo le 2 precedenti cadute dalla Serie A alla B,  il Frosinone ha saputo riorganizzarsi ed essere subito protagonista disputando i playoff. E poi nel giro di qualche anno è riuscito a riconquistare la Serie A. Una storia che regala fiducia in vista del prossimo campionato.

È chiaro che sono passati diversi anni e sono cambiate tante cose ma le certezze restano le stesse: una società solida, esperta ed un ambiente compatto inteso soprattutto come tifoseria. Che non si disuniscono malgrado una retrocessione sia sempre difficile da digerire.

Trauma-retrocessione

Il gol di Davis dell’Udinese che ha condannato il Frosinone

Inutile negarlo: una retrocessione equivale ad un’autentica mazzata, non è facile assorbirla. Ancor di più se maturata negli ultimi minuti dell’ultima giornata grazie tra l’altro ad un incastro di risultati. Si porta dietro inevitabili strascichi, scorie da togliersi di dosso il prima possibile. Ripartire è complicato sotto tutti i punti di vista non ultimo quello finanziario malgrado il paracadute (10 milioni nel caso del Frosinone).

Pensate che la stagione scorsa delle 3 retrocesse lo Spezia ha giocato per la salvezza e la blasonata Sampdoria ha strappato un settimo posto ed i playoff ma è stata subito eliminata. Solo la Cremonese ha disputato un campionato da protagonista pur perdendo la finale playoff. Insomma per il Frosinone un compito arduo che però in passato ha dimostrato di poter assolvere in pieno. Ripartendo forte con la proverbiale tigna ciociara e tornando in Serie A 2 volte nel giro di neanche un lustro.   

Semifinale e finale playoff dopo le cadute

Il dato può essere indicativo e regalare ottimismo. Dopo le retrocessioni del 2016 e 2019 il Frosinone si è rialzato prontamente. Qualificandosi si playoff dove la fortuna non è stata troppo alleata. Nella Serie B 2016-2017 il Frosinone di Pasquale Marino ha sfiorato prima la promozione diretta con 74 punti, secondo score Di sempre in B, e poi ha perso la semifinale playoff col Carpi grazie ad un gol incassato nel finale della gara di ritorno. C’è da dire che la promozione è arrivata la stagione seguente dopo la finale vinta contro il Palermo.

Nella stagione seguente la retrocessione del 2019 il Frosinone (allenato da Alessandro Nesta) è arrivato in finale dei playoff contro lo Spezia al termine di un campionato condizionato dalla pandemia da covid. Solo per un gol non è stato promosso. La Serie A comunque è tornata dopo 3 anni grazie al torneo dei record dei ragazzi di Fabio Grosso.

Gli uomini giusti al posto giusto

Guido Angelozzi e Maurizio Stirpe

Il Frosinone non ripartirà da zero. Anzi tutt’altro. Come in passato, alle spalle opera una società esperta, organizzata e solida. Con in testa il presidente Maurizio Stirpe, ormai un veterano con oltre 20 anni da massimo dirigente, è il responsabile dell’area tecnica Guido Angelozzi tra i decani dei direttori sportivi. Non manca nemmeno una base di calciatori sotto contratto dai quali si può ripartire al netto delle eventuali cessioni.

Sarà fondamentale la scelta del tecnico. Una scelta da non sbagliare. Il fulcro di ogni squadra. Chiusa l’era-Di Francesco (ad un passo dal Venezia), la rosa dei papabili è ridotta ad una terzina con Vincenzo Vavarini, Alberto Aquilani e l’outsider Paolo Bianco. Sarà uno di questi 3 il neo allenatore anche se sullo sfondo ci anche altri nomi come Fabio Cannavaro e Michele Magnani, ex Bari e Palermo. Comunque sia è una decisione delicata e per questo la società non ha fretta. Sono in corso valutazioni, trattative e incontri. Non mancano le difficoltà: Vivarini ad esempio deve liberarsi dal Catanzaro con una penale da pagare. Stesso discorso per il mercato con la scelta oculata dei rinforzi che dovranno formare il nuovo organico.