L’ex Longo acuisce la crisi dei ciociari dominati dagli avversari che vincono 3-0. Squadra senza né capo e né coda e soprattutto priva di mordente. Le scelte di Vivarini ancora una volta non pagano. Spettatore d’eccezione l’ex ct Ventura. Alla fine dura contestazione della tifoseria
IL TABELLINO
FROSINONE-BARI 0-3
PRIMO TEMPO 0-1
MARCATORI Maita (B) al 46’ p.t.; Dorval (B) al 9’, Favilli (B) al 20′ s.t.
FROSINONE (3-4-2-1)
Sorrentino 5,5; Monterisi 5, Kalaj 5 (dal 35’ s.t. Bettella s.v.), Marchizza 5; J. Oyono 5 (dal 1’ s.t. Kvernadze 5), Cichella 5 (dal 13’ s.t. Machin 5), Gelli 5, A. Oyono 5; Partipilo 5,5 (dal 12’ s.t. Begic 5), Ambrosino 5 (dal 12’ s.t. Distefano 5,5); Tsadjout 5,5
PANCHINA Frattali, Minicangeli, Szyminski, Bracaglia, Vural, Garritano, Sene
ALLENATORE Vivarini 5
BARI (3-5-2)
Radunovic 6 (dal 27’ s.t. Pissardo); Pucino 6,5, Vicari 6,5, Mantovani 6,5; Oliveri 6,5 (dal 12’ s.t. Tripaldelli 6), Maita 7 (dal 37’ s,t. Saco s.v.), Benali 7, Lella 6,5, Dorval 7,5; Falletti 6,5 (dal 37’ s.t. Sgarbi s.v.), Novakovich 6 (dal 12’ s.t. Favilli 7)
PANCHINA Obaretin, Maiello, Favasuli, Bellomo, Sibilli, Manzari, Lasagna
ALLENATORE Longo 7
ARBITRO Massimi di Termoli 6
ASSISTENTI C. Rossi 6-Perrotti 6
AMMONITI Oliveri (B), Kalaj (F), J. Oyono (F), Tsadjout (F) per gioco scorretto
NOTE paganti 10.947, incasso di 109.223,53 euro; abbonati 8.168, quota abbonati non comunicata. Tiri in porta 6 (con un palo)-8. Tiri fuori 9-4. In fuorigioco 2-1. Angoli 4-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 7’
IL COMMENTO
FROSINONE – Fa una certa impressione. Anzi suscita brividi di paura l’ultimo posto del Frosinone dopo la sesta giornata e la seconda sconfitta di fila (la prima in casa). L’ex Moreno Longo ed il suo Bari acuiscono la crisi di una squadra senza né capo e né coda che non risponde ai comandi del suo allenatore e neppure di se stessa. Sette gol subiti in 2 gare e nessuno segnato sono un dato significativo. Tre punti in 6 giornate, zero vittorie, la maglia nera del campionato insieme alla Carrarese è il disastroso ruolino di marcia del Frosinone di questo primo scorcio di stagione. “Una prestazione inaccettabile – ha riconosciuto il tecnico Vincenzo Vivarini – Sono il primo responsabile perché tengo al Frosinone. La mia squadra, una squadra importante. Dobbiamo trovare tutti insieme la strada per uscire fuori”.

Ancora una volta la formazione di Vivarini ha peccato di grinta e temperamento con un impatto alla partita senza mordente. Un aspetto preoccupante per un gruppo che d’ora in avanti dovrà lottare per la salvezza. Senza parlare delle scelte. A partire dalla difesa a 3, da un centrocampo troppo leggero e dominato dalla mediana barese. Ma ci vorrebbe un libro per elencare le pecche del Frosinone contestato duramente anche dalla Curva Nord che è sempre stata vicina alle sorti dei canarini anche nei momenti più complicati. Per il Bari secondo successo di fila (quarto risultato utile di fila) e porta inviolata da 349’. Al di là del risultato la compagine biancorosso ha dominato, impartendo una lezione di calcio al Frosinone. Con questi 3 punti i pugliesi s’arrampicano a ridosso della zona playoff a quota 8.
La lavagna degli allenatori

Davanti all’ex ct azzurro Gian Piero Ventura, il tecnico giallazzurro Vivarini, uno dei tanti ex della sfida, insiste sulla difesa a tre schierando dal 1’ il giovane Kalaj rientrato a Brescia nel finale di gara dopo un anno di stop. Capitan Marchizza arretra sul centrosinistra con Monterisi confermato ma dirottato sul centrodestra. E’ in pratica un 3-4-2-1 con i gemelli Oyono sulle fasce, Cichella (tornato dopo la squalifica) e Gelli interni e il duo Partipilo-Ambrosino alle spalle del centravanti Tsadjout. Gara speciale per l’ex Parma: ex e barese doc. Le assenze in difesa (Biraschi dopo Cittadini) costringono il tecnico a ripescare per la panchina Szyminski (era finito fuori dal progetto). Alla resa dei conti 3 cambi rispetto a Brescia.

Nel Bari l’unica novità è l’ex Novakovich al centro dell’attacco supportato dal fantasista Falletti. Una coppia sulla carta che coniuga tecnica, rapidità e forza fisica. Lasagna parte dalla panchina come l’altro ex Maiello (179 gare in maglia giallazzurra e la promozione in Serie A nel 2018). Moreno Longo disegna un 3-5-2, suo marchio di fabbrica dai tempi del Frosinone e della storica conquista 6 anni fa della Serie A. In difesa quindi gli esperti Pucino, Vicari e Mantovani dietro una linea mediana composta da Oliveri (anche lui con trascorsi giallazzurri), Maita, Benali, Lella e Dorval.
Il Bari conduce il gioco, squillo di Partipilo

T’aspetti un Frosinone col coltello tra i denti, pronto a mordere le caviglie degli avversari ed invece scende in campo una squadra a dir poco timorosa. O per strategia o per necessità i giallazzurri lasciano il pallino del gioco al Bari: emblematico il dato sul possesso palla alla fine del primo tempo (26-74 %). I pugliesi manovrano sfruttando la scarsa aggressività dei ciociari. Il regista Benali tocca senza pressione un’infinità di palloni e detta i tempi della gara.

Il Frosinone si affida a qualche contropiede: l’unica idea in verità. La squadra di Longo s’affaccia subito dalle parti di Sorrentino con Falletti e Novakovich. Se dalla cintola in su i pugliesi mostrano tanta sicurezza, dietro concedono. Marchizza al 15’ e Partipilo al 16’ sono pericolosi. Ma è il Bari a condurre le operazioni. I pugliesi sembrano giocare sul velluto contro un’avversaria che sembra camminare su un terreno minato. Oliveri al 19’ sfiora la rete, Benali al 24’ impegna Sorrentino. Partipilo spezza la monotonia e sfiora il vantaggio: minuto 25’ l’attaccante si districa in area, girata ben parata da Radunovic.
Maita-gol gela lo “Stirpe”

Il Bari nell’ultima frazione del primo tempo accelera, schiacciando ancor di più il Frosinone davanti alla propria area. Al 36’ Tsadjout salva sulla linea dopo un colpo di testa di Mantovani. Nel finale ci pensa Sorrentino a salvare sulla zuccata di Pucino servito da Falletti su punizione. Il gol è nell’aria ed arriva nel recupero. Sugli sviluppi del corner di Falletti, bravo Maita a trovare l’angolino da fuori area. Ma il centrocampista biancorosso ha calciato indisturbato.
Il Frosinone torna negli spogliatoi bastonato e dopo una prova sottotono. Sul piano del gioco e soprattutto del carattere. Piovono i fischi del pubblico di casa mentre gli oltre mille tifosi del Bari non smettono di cantare. Ma va stigmatizzata qualche intemperanza dei supporters pugliesi: un potente petardo lanciato prima dell’inizio della gara ha stordito un vigile del fuoco che è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
Pronti e via ancora Bari

Nella ripresa il Frosinone sostituisce J. Oyono con Kvernadze che si presenta con un destro dalla distanza centrale parato da Radunovic. La musica comunque non cambia e si vede dopo 8’. Errore di Kalaj, Oliveri recupera palla e si getta nello spazio dopo lo scambio con Maita. Taglio sul secondo palo dove arriva Dorval (tra i migliori in campo) e firma lo 0-2. Il Frosinone è al tappeto. Vivarini muove le pedine inserendo Begic, Machin e Distefano. Longo risponde con Tripaldelli e Favilli.

La squadra pugliese gestisce anche se ha vita facile contro un Frosinone spento. E pure svagato quando al 20’ A. Oyono perde palla e lancia il contropiede perfetto. Benali vola via centralmente, apertura a sinistra per Favilli che con un gran botta realizza lo 0-3. Salve di fischi per il Frosinone. Succede poco fino alla fine a parte i pali colpiti da Distefano e Tsadjout che sarebbero valsi il gol della bandiera e l’occasionissima sempre di Tsadjout stoppato dal secondo portiere Pissardo entrato al posto dell’infortunato Radunovic.



